Un pilota spiega cosa succede in caso di allarme bomba: “È meglio che i passeggeri non lo sappiano”
Ormai sono decine. Nelle ultime 48 ore i casi di allarmi bomba sugli aerei che attraversano l’Europa si sono moltiplicati. Sono tutti allarmi, appunto. Al momento non è ancora stato trovato il caso di una bomba che effettivamente si trovasse a bordo di un aereo. Eppure la tensione è salita. Anzi, secondo il Financial Times nelle redazioni di 18 giornali è arrivata una mail in cui viene scritto: “Questo è solo l'inizio. Quello che è successo questa settimana è solo una piccola parte di ciò che attende l'Europa nel prossimo futuro. Molto presto faremo saltare in aria i vostri aerei, navi da crociera, stazioni della metropolitana e treni”. Non è chiaro chi abbia inviato questo messaggio, anche se in questi giorni qualcuno si è fatto avanti. In una mail arrivata a Roma c'era la firma del Male State, vi lasciamo il nostro approfondimento su questo movimento.
Non sappiamo per quanto dovremo convivere con questi allarmi bomba. Questo potrebbe essere solo l’inizio di una guerra ibrida, una formula che si riferisce a strategie basate su attacchi non convenzionali. Sistemi che passano anche da questo, attacchi hacker, disinformazioni e falsi allarmi. Teniamoci sul caso degli allarmi bomba sugli aerei. Come abbiamo visto per il caso dei voli diretti a Roma è bastata una mail per far partire l’allarme. Abbiamo parlato con il comandante Danilo Recine, pilota di aerei e vicepresidente ANPAC per capire cosa succede davvero su un volo quando viene diramato un messaggio del genere.
La prima fase è la gestione dell’allarme. Nel momento in cui c’è un sospetto, parte subito la procedura di emergenza: “La procedura di emergenza può avvenire anche attraverso una segnalazione via mail. Direi anche meno male. È importante muoversi subito con un’azione cautelativa”. Una volta diramato l’allarme, si procede in base alla posizione dell’aereo: “Se il volo non è ancora partito, viene subito evacuato. Se invece il volo è già in movimento vengono avvisati i piloti”. A questo punto la procedura è chiara: bisogna atterrare: “L’indicazione con questo tipo di allarmi è quella di atterrare al primo aeroporto disponibile, cercando poi di posizionare l’aereo in uno stallo isolato e sicuro”. Una volta atterrato saranno poi le autorità a verificare che non ci sia la presenza di una bomba a bordo.
Ma in tutto questo, cosa viene detto ai passeggeri? La gestione dell’ordine a bordo è fondamentale: “Sicuramente non possiamo fare finta di niente. Le persone conoscono la tratta che stanno percorrendo. Se l’aereo comincia a scendere verso Bologna invece di puntare a Fiumicino capiscono subito che qualcosa non sta funzionando. Bisogna trovare però il modo di comunicarlo. Il consiglio è quello di parlare di un problema generico”. La parola scelta è un'altra: “Preferiamo parlare di un problema di sicurezza”. Ci permettiamo un’ultima domanda. “A lei è mai capitato di ricevere un allarme bomba in aereo?”. Risposta secca: “No, per fortuna”. Certo, il problema degli ultimi anni è che in molti voli è possibile connettersi a internet con l'impianto Wi-Fi di bordo. I passeggeri potrebbero anche scoprire da soli cosa sta succedendo.