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Omicidio Yara Gambirasio

Yara Gambirasio, Bossetti chiede nuovi accertamenti su reperti e campioni. Salvagni: “Possibile svolta del caso”

I difensori di Bossetti hanno depositato alla Corte d’Assise di Bergamo un’istanza finalizzata a ottenere l’autorizzazione allo svolgimento di accertamenti tecnico-scientifici su reperti e campioni biologici esistenti. Al centro gli abiti di Yara Gambirasio. L’avvocato a Fanpage.it: “Se le indagini difensive confermeranno le ipotesi sarà la svolta”
Bossetti in una intervista televisiva
Bossetti in una intervista televisiva
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Intervenendo nei giorni scorsi in una trasmissione dedicata a casi di cronaca l’avvocato Claudio Salvagni, che assiste Massimo Giuseppe Bossetti, aveva attaccato quello che ha definito un “processo farsa” che ha portato alla condanna del muratore per l’omicidio di Yara Gambirasio annunciando anche novità sul caso. E una novità è arrivata oggi, dato che la difesa dell’uomo condannato in via definitiva all’ergastolo per l’omicidio della tredicenne di Brembate Sopra, ha depositato alla Corte d'Assise di Bergamo, quale Giudice dell'Esecuzione, una nuova istanza. L’obiettivo è ottenere l'autorizzazione a svolgere accertamenti tecnico-scientifici su reperti e campioni biologici tuttora esistenti. "Se le indagini difensive confermeranno le nostre ipotesi, sarà la svolta del caso", ha detto l'avvocato Salvagni a Fanpage.it.

Per Salvagni e il collega Camporini si tratta dell’ennesimo passo per tentare di riaprire un caso chiuso con una sentenza in Cassazione. Bossetti, che ha sempre respinto ogni accusa di omicidio sostenendo di non aver mai conosciuto la vittima, è stato arrestato anni dopo il delitto di Brembate Sopra e la sentenza di condanna si è basata soprattutto sulla cosiddetta prova regina del Dna.

"È opportuno precisare che gli elementi oggi posti a fondamento dell'istanza sono emersi soltanto all'esito delle attività autorizzate dal Giudice dell'Esecuzione e, in particolare, dopo la recente acquisizione e consegna alla difesa della documentazione fotografica ad alta risoluzione realizzata dal Ris di Parma nel corso delle indagini", è quanto spiegano oggi gli avvocati per motivare il prossimo passo della difesa.

L’iniziativa di oggi costituisce il naturale sviluppo del percorso processuale delineato dalla Cassazione con il provvedimento del luglio 2023, che prima aveva autorizzato Bossetti "alla sola osservazione dei reperti, rinviando a una successiva fase l'eventuale richiesta di ulteriori approfondimenti tecnici”. Al centro delle nuove analisi ci sarebbero gli abiti della vittima (leggings, slip, scarpe, felpa e giubbotto che indossava Yara quando è scomparsa) custoditi rispettando la catena di conservazione. "Giungiamo alla fine di un braccio di ferro di sei anni: prima ci era stato concesso solo di vedere i reperti, ora la Cassazione ci consente di analizzarli ed è in questo senso la nostra richiesta".

La richiesta della difesa sarà adesso valutata dalla Corte d'Assise di Bergamo.

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