Sondaggi politici, testa a testa tra Vannacci e Forza Italia: Fdi è ai minimi dal 2024
Vannacci vota con la sinistra quindi è impossibile immaginare un'alleanza, dicono da Fratelli d'Italia. Però senza il generale in coalizione la destra perderà le elezioni: in base al sondaggio di Termometro Politico, il centrodestra (Fdi, Forza Italia e Lega) si ferma al 39,8%.
Aggiungendo Noi Moderati – che non è incluso in questa indagine ma secondo altre previsioni si muove attorno all’1% – arriverebbe a fatica al 41%; grosso modo la stessa cifra, poco meno, che ottengono Pd, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra (40,2%). Con l’apporto di Italia Viva e +Europa il centro sinistra in formato "campo largo" sfonderebbe la soglia del 44% (contro il 48% del cdx esteso a Futuro Nazionale).
Attorno a queste cifre sta prendendo forma la legge elettorale: da settimane gli sherpa di Meloni negoziano con gli alleati la percentuale che le coalizioni dovranno raggiungere per far scattare il premio di maggioranza. In un’intervista al Fatto Quotidiano Vannacci ha detto che il governo sta cambiando di continuo le regole del gioco perché ha paura di Fn: “Ma più che di me, hanno paura del parere degli elettori”.
Il pareggio tra Vannacci e Forza Italia e gli equilibri interni alla destra
Termometro Politico ha realizzato una media dei sondaggi di Tp, Only Numbers, Youtrend e Swg, pubblicati tra il 30 agosto e il 5 settembre. L'istituto diffonde questa analisi con cadenza settimanale, in cui include le rilevazioni uscite nei sette giorni precedenti: dunque ogni variazione segnalata nelle performance dei partiti fa riferimento alle scorse indagini.
Futuro Nazionale e Forza Italia sono pari al 7,4%: il partito del generale resta stabile, gli azzurri guadagnano terreno. Le due forze sono divise su più temi, a cominciare dall’exploit elettorale dell’ultradestra di Afd in Sassonia. Vannacci l’ha salutato con favore, mentre Tajani ha dichiarato al Corriere della Sera che «Il sovranista tedesco è il peggior nemico dell’Italia». In un’intervista al Fatto Quotidiano il leader di Fn ha attaccato Marina Berlusconi, definendola “la padroncina” di Forza Italia.
Meloni è in calo, però continua a guidare la classifica: Fratelli d’Italia è ancora il primo partito del paese con il 26,8%. Tuttavia, segnala Termometro Politico, si tratta del dato più basso dal 2024. Dal palco di Bari, dove ha celebrato i 1.413 giorni del suo esecutivo (il più longevo della storia repubblicana), ha lanciato la campagna elettorale in vista delle prossime politiche.
Nonostante la crisi interna, la Lega guadagna qualche decimo e si attesta sul 5,6%. Sullo sfondo, la fronda nordista contro Matteo Salvini: proprio nei giorni in cui il segretario ha aperto la kermesse del partito il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e il capogruppo del Carroccio al Senato Massimiliano Romeo, attraverso un’iniziativa pubblica nel bergamasco, hanno chiesto alla leadership un cambio di direzione, maggiore collegialità e un ritorno alle radici padane.
Il Pd sale al 21,5%, calano Movimento 5 Stelle e Avs. La rimonta di Azione
Il Partito Democratico si conferma la seconda forza del paese, con il 21,5%: il dato migliore degli ultimi tre mesi. Il Movimento 5 Stelle scende al 12,3% (il risultato peggiore nell’ultimo semestre), Alleanza Verdi e Sinistra arretra al 6,4%. Italia Viva è stabile al 2,5%, mentre +Europa rosicchia qualche punto e sale all’1,5%.
In base al calcolo il campo largo – nel formato esteso, che coinvolge anche le forze liberali – arriva al 44,2%. Ma ci sono molti fronti aperti. Prosegue il dibattito sul metodo per designare il candidato premier della coalizione che sfiderà Meloni: Conte dice che non ci sono alternative alle primarie, mentre Schlein prende tempo. Negli ultimi giorni Avs ha frenato sull’ipotesi di Renzi lanciata a Cernobbio di stilare “un contratto alla tedesca” tra le forze del campo largo. “Il contratto è con gli italiani”, ha ribattuto Bonelli.
Azione, che si muove fuori dalle due coalizioni e sta cercando di costruire un terzo polo con le altre forze di centro, balza al 3,4%. È la percentuale più alta da febbraio e, considerando lo scarso margine che divide destra e sinistra, potrebbe fare la differenza.