Sarà anche il più longevo della storia della Repubblica, il governo di Giorgia Meloni, ma di certo non ha battuto nessun record di coerenza, sincerità e modestia, perlomeno nel discorso autocelebrativo che la premier ha recitato a Bari.
Andiamo con ordine, però.
"La sinistra inventa ogni giorno una nuova emergenza”, esordisce Meloni. E mentre lo dice, ci chiediamo chi abbia inventato l’emergenza rave, l’emergenza maranza, l’emergenza anarchici, l’emergenza centri sociali, l’emergenza ambientalisti, l’emergenza migranti-in-arrivo-dalla-Spagna e tutti i relativi nuovi reati che sono stati inventati per contrastarle.
Alla sinistra, Meloni attribuisce anche di “non finirla” con “tutto questo complottismo”, e anche qui forse varrebbe la pena di ricordare a Meloni chi è che vedeva complotti ovunque, da quelli della “finanza internazionale” a quelli dell’immarcescibile George Soros, fino a quelli dell’ideologia gender e dell’ideologia green .
E mentre dice alla sinistra, sempre, che “battere Meloni non è un programma elettorale”, verrebbe da dire alla premier che anche inventarsi una legge elettorale per non essere battuta non tocca esattamente i vertici della politica.
E se rischia di essere battuta, Meloni, è anche per colpa di un tizio, Roberto Vannacci, che va in giro con il ciondolo di Ordine Nuovo, che chiama “badogliani” i traditori, e che sta mietendo voti a colpi di “me ne frego” e altre fascisterie varie. Forse, fossimo in lei, eviteremmo di definire l’antifascismo come un “arma di distrazione di massa”.
E se rischia di perdere, Meloni, è anche perché forse le cose non vanno così bene come dice la premier. Sul fronte economico, soprattutto, dove la crescita è zero e il debito è alle stelle. Su questo Meloni tace, dal palco di Bari. E il silenzio, in questo caso, è più bugiardo di mille parole. Tanto più ieri, in Puglia, dove sono arrivate le prime 2500 lettere di licenziamento ai lavoratori dell'indotto dell'Ilva.
Così come è fantastica la supercazzola sulle accise sui carburanti, che Meloni aveva promesso di abolire e che oggi dice che non abolirà perché non vuole far regali “a chi viene a fare la benzina dalla Francia”. No, Meloni, ci dispiace: non le abolisci perché non hai i soldi per farlo. E non dimenticare di ringraziare gli amici Trump e Netanyahu per la guerra in Iran che ha dato la mazzata finale alle nostre imprese.
Una cosa vera, però, la dice, Giorgia Meloni, quando parla di migranti e dice che le proposte di Fratelli d’Italia erano “fuori dalla civiltà giuridica europea” mentre oggi “ sono la civiltà giuridica europea”.
È vero, per l’appunto, che Meloni è riuscita, con la complicità dei popolari europei e delle destre più estreme a far diventare legge ciò che fino a qualche anno fa era ritenuto un abominio umanitario: l’idea, cioè, che l’Europa non sia più solidale al suo interno nella gestione dei richiedenti asilo, cosa che va contro gli interessi dell’Italia, peraltro. E che li possa parcheggiare in campi di prigionia in Paesi terzi, in attesa di decidere se accoglierli o rimpatriarli.
Tutto vero, sì. Peccato sia l’unica cosa per cui non c’è niente di cui essere fieri.