Omicidio Yara Gambirasio

Yara Gambirasio, la difesa di Massimo Bossetti vuole riaprire il caso: “Nuovi elementi su giubbotto e felpa”

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Yara Gambirasio e Massimo Bossetti
La difesa di Massimo Bossetti, condannato per l’omicidio di Yara Gambirasio, la 13enne scomparsa il 26 novembre 2010 e ritrovata morta il 26 febbraio 2011, sostiene che su giubbotto e felpa della ragazza ci fossero tracce compatibili con liquido seminale che furono classificate ingiustamente come negative: “Fondamentale ripetere i test”.

Sul giubbotto di Yara Gambirasio, la 13enne scomparsa il 26 novembre 2010 e ritrovata morta il 26 febbraio 2011, erano presenti test positivi al liquido seminale mai valorizzati. È quanto sostiene l'avvocato Claudio Salvagni, legale di Massimo Bossetti, l'uomo che sta scontando l'ergastolo per l'omicidio.

Il legale ha anticipato al programma Mediaset Le Iene, nella puntata che andrà in onda questa sera su Italia 1, quanto sosterrà in aula nell'incidente di esecuzione del prossimo 5 ottobre, presso il Tribunale di Bergamo.

Nel servizio di Luigi Pelazza, a firma di Riccardo Festinese, l'avvocato Salvagni e il genetista forense Marzio Capra hanno rivelato i dettagli del materiale d'indagine visionato per la prima volta dalla difesa nel febbraio 2025, in seguito all'accesso ai reperti accordato dai giudici.

Tra questi alcune foto ad alta definizione mai mostrate prima ritraggono l'esito di cinque test rapidi antigeni-anticorpo effettuati all'epoca su diverse porzioni del giubbotto e della felpa indossati dalla vittima.

Le immagini mostrerebbero una positività al liquido seminale maschile che, secondo la consulenza della difesa, sarebbe stata ingiustamente classificata nelle relazioni ufficiali come "esito negativo".

"Qualsiasi scienziato forense avesse ottenuto questo risultato avrebbe dovuto catalogarlo come positivo o comunque da approfondire .- ha spiegato il genetista Marzio Capra -. Invece, nella relazione c'è scritto che ci sono campioni con esito negativo".

"Secondo noi, anche il test sulla felpa dà un riscontro positivo: un tipo di positività debole del tutto coerente con un reperto rimasto per tre mesi all'aperto, esposto a pioggia, gelo e intemperie. Al contrario, in altri test è stata attribuita una positività certa o debole dove si vede chiaramente che non c'è", ha aggiunto.

Conclude poi Capra: "Per noi è fondamentale ripetere ed approfondire questi test: oggi disponiamo di strumenti tecnologici più precisi e sensibili rispetto al passato, capaci di dare risposte a domande che all'epoca nessuno si è posto".

Se dalle nuove analisi dovessero emergere elementi inediti e rilevanti, questi potrebbero sostenere, in futuro, anche un'istanza di revisione del processo per Bossetti.

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