Omicidio Yara Gambirasio

Yara Gambirasio, parla per la prima volta il figlio di Bossetti: “Molto peggio di Garlasco2, errori e nessuna prova”

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Parlando pubblicamente per la prima volta, il figlio di Bossetti ha sostenuto di credere fermamente nell’innocenza del padre, condannato in via definitiva per l’omicidio dell’adolescente Yara Gambirasio. A Ore14sera il giovane ha sostenuto che si è di fronte a una serie di “errori giudiziari” mai visti prima.

Il caso di Yara Gambirasio e la condanna di Massimo Bossetti "è molto peggio di una Garlasco 2", è quanto ha dichiarato il figlio dell'uomo condannato in via definitiva per l'omicidio dell'adolescente scomparsa il 26 novembre 2010 e trovata morta il 26 febbraio 2011 a Brembate di Sopra, in provincia di Bergamo. Parlando pubblicamente per la prima volta in TV ai microfoni della trasmissione Ore14sera, il figlio di Bossetti ha sostenuto di credere fermamente nell'innocenza del padre parlando di una serie di "errori giudiziari" mai visti prima.

"Non sono figlio di un assassino, mio padre non è un assassino. Penso sia l'errore giudiziario più grande della storia italiana. Non c'è una cosa che quadra è un errore enorme. Mio padre non ha avuto mai la possibilità di difendersi, non ha avuto la possibilità di visionare la prova regina per rianalizzarla, cosa che lui ha sempre voluto fare fin dall'inizio. ma gli è sempre stato negato” sostiene Nicolas Bossetti, aggiungendo: "Se avessimo una possibilità di analizzare le tracce sui reperti sono sicuro che non uscirebbe lo stesso esito. A mio padre non sono stati concessi gli stessi diritti di altri indagati con le ripetizione delle indagini e quant'altro, gli hanno sempre detto un No secco e lo hanno buttato lì".

"È molto peggio di una Garlasco 2 perché a mio parere non è mai successo in Italia una cosa del genere, con così tanti errori giudiziari senza mai la possibilità di difendersi" ha affermato il giovane Nicolas Bossetti, rispondendo alla domanda del giornalista in riferimento alle parole espresse proprio dai genitori di Yara Gambirasio che nei giorni scorsi avevano dichiarato: "Si vuole arrivare a un Garlasco 2, ma faremo il possibile per evitarlo".

Il riferimento e ai recenti tentativi della difesa di Bossetti di far rianalizzare di nuovo i reperti legati al delitto e che però sono naufragati di fronte alla decisione del tribunale di Bergamo che ha rigettato la richiesta. La difesa del muratore di Mapello quindi per ora non potrà procedere con altre analisi anche se ha a disposizione le foto originali in alta definizione dei reperti, oltre che accesso ai Dna dell'indagine sull'omicidio della 13enne.

"Chiediamo di capire da dove proviene il Dna denominato Ignoto 1", aveva sottolineato l'avvocato Salvagni. È quanto ribadisce ora anche il figlio di Bossetti paragonando il caso del padre a quello di Garlasco per "tanti errori giudiziari e nessuna prova certa". "Non ho mai visto un caso del genere in Italia dove non è mai stata data possibilità alla difesa di visionare e di provare a vedere se il DNA combaci effettivamente con quello di Ignoto 1 che è attualmente in carcere e che è mio padre" ha dichiarato il figlio di Massimo Bossetti.

Il riferimento è a quella prova regina del Dna rinvenuto sugli indumenti della ragazzina e che incastrò infine Bossetti che però si è sempre proclamato innocente. Una innocenza a cui crede fermamente anche la famiglia che attraverso i suoi legali ha annunciato di voler dare ancora battaglia per poter di nuovo effettuare esami su quei reperti.

"Ci sono voluti sette anni per vedere le foto, otto anni di ricorsi per Cassazione, oltre 400 pagine di atti solo nella fase esecutiva per arrivare a discutere. Evidentemente c'è qualcosa di grosso nelle carte. Andremo avanti, sicuramente in Cassazione" ha affermato infatti l'avvocato Salvagni.

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