Alle scuole italiane servono 2,5 milioni di banchi singoli. Le cifre, riportate da Repubblica, sono quelle indicate dai presidi al ministero dell’Istruzione per la gara d’acquisto dei banchi monoposto indetta dal commissario straordinario Domenico Arcuri. Dalle scuole italiane hanno risposto 8.088 dirigenti scolastici. Mentre 300 istituti sono rimasti fuori dalla rilevazione, non avendo inviato alcuna risposta. Il ministero, quindi, sta ora cercando di rintracciarli per capire se siano o meno interessati al bando indetto da Arcuri che prevede l’acquisto fino a tre milioni di banchi.

Per quanto riguarda i cosiddetti banchi-sedia, quelli con le rotelle, le richieste riguardano solamente 440mila alunni, circa il 17% del totale. Meno del previsto. L’ipotesi dei banchi innovativi è stata caldeggiata dall’ex sottosegretario, Salvatore Giuliano, che li ha introdotti all’istituto Majorana di Brindisi. Soluzione sponsorizzata dalla ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, per cui è l’ipotesi migliore. Le richieste per i banchi tradizionali sono invece di più 2 milioni, a cui si aggiungono le domande per 1,4 milioni di sedie tradizionali.

La polemica sul bando per i banchi

Il bando è stato indetto prima ancora che arrivassero le risposte delle scuole. Infatti nella gara si parla di un massimo di 3 milioni di banchi, senza una cifra precisa. Stime che, in effetti, si sono rivelate esatte. La decisione di aprire la gara subito è dettata anche dalla fretta: come segnalato dal senatore di Azione, Matteo Richetti, a Fanpage.it, il rischio che i banchi non arrivino in tempo per settembre è concreto. Il bando scade a fine luglio, poi le società vincitrici avranno meno di un mese per consegnare 2,5 milioni di banchi entro la fine di agosto.

Arcuri: gara su banchi anche per produttori europei

Il commissario straordinario, Domenico Arcuri, fa sapere che non si può “riservare la gara alla produzione nazionale, ci rivolgiamo anche ai produttori europei”. Arcuri aggiunge: “Ora una gara pubblica europea è in corso e sarebbe opportuno evitare commenti o previsioni in attesa di conoscerne gli esiti, anche per non alterarne la dinamica”. Il sottosegretario all’Istruzione, Peppe De Cristofaro, risponde al question time in commissione Cultura alla Camera spiegando che ogni “scuola può scegliere tra un banco che ha caratteristiche più tradizionali  e un banco con caratteristiche più innovative. Sarà una libera  decisione di ciascuna scuola, perché il ministero non intende  imporre a nessuno un modello di banco”. De Cristofaro sottolinea, inoltre, che i dati sono provvisori.