Il commissario straordinario per l’emergenza Coronavirus, Domenico Arcuri, ha indetto un bando per l’acquisto dei banchi monoposto per le scuole italiane. Una gara che viene già contestata e su cui il senatore di Azione, Matteo Richetti, ha presentato un’interrogazione. Richetti, intervistato da Fanpage.it, spiega perché ha deciso di presentare questa interrogazione, ritenendo che gli studenti e la scuolastanno pagando il prezzo più alto” della crisi e che la soluzione non può essere solamente acquistare dei nuovi banchi. Inoltre, il rischio è che questi banchi non arrivino neanche in tempo per l’inizio del nuovo anno scolastico: “Mi stanno scrivendo da tutta Italia per dire che ritengono impossibile avere questo tipo di fornitura per il materiale e per la sua quantità in tempo utile”. Richetti critica quindi la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, che ha “offerto un’improvvisazione assoluta”, scontando “un approccio non adeguato del governo sulla scuola”. Richetti ne ha per tutto l’esecutivo, definendo la sua azione “imbarazzante” e proponendo l’idea della nascita di una nuova maggioranza composta da parlamentari di tutti i gruppi che “capiscono che questa legislatura ha senso nel momento in cui diventa una legislatura straordinaria, non con un governo tecnico ma delle migliori competenze politiche”.

Perché ha presentato un’interrogazione sul bando per acquisto dei banchi monoposto?

Ho raccolto il grido d’allarme di associazioni degli insegnanti e dei genitori: loro sollevano questioni procedimentali, la modalità di svolgimento della gara, l’adeguatezza del prezzo di acquisto su cui non voglio fare illazioni perché aspetto che ne parli la ministra. L’interrogazione ha un senso più politico: i ragazzi e la scuola sono il segmento della società che sta pagando il prezzo più alto rispetto al Coronavirus. Sono stati i primi a chiudere e gli ultimi e riaprire. Non si sono utilizzati ben sette mesi di stop per fare investimenti seri su strutture scolastiche fatiscenti e per ammodernare, non c’è una prospettiva chiara sulla didattica, sull’utilizzo di eventuali modalità d’insegnamento a distanza, si parla di luoghi diversi dalle sedi scolastiche, le famiglie brancolano nel buio, l’unica cosa certa è che acquistiamo seggiolini ergonomici che fanno ridere, si comincia dalla fine. L’acquisto non è ben quantificato, si potrebbe arrivare a centinaia di milioni di euro, a seconda di quanti banchi verranno acquistati. Se la cifra è di un banco per alunno, andremmo a una cifra attorno ai 2 miliardi.

C’è tempo sufficiente per avere davvero tutti questi banchi a settembre?

Non so Arcuri come svolgerà questa gara, con che modalità di approvvigionamento, ma mi stanno scrivendo da tutta Italia per dire che ritengono impossibile avere questo tipo di fornitura per il materiale e per la sua quantità in tempo utile. In più in moltissimi contesti la manutenzione di aule e banchi avrebbe portato a risultati più certi per la disponibilità dei banchi. Il che si somma al fatto che la ministra ha annunciato la data del 14 settembre per la ripresa: vorrei ricordare che si vota il 20 settembre e immagino che voglia dire una predisposizione per le aule stravolta in funzione delle elezioni regionali e amministrative e con il referendum su tutto il territorio. Lo dico fuori dalla polemica, diventa difficile anche ipotizzare cosa può accadere. Una ripartenza per un paio di giorni, fuori dagli edifici scolastici, con banchi provvisori. Ancora una volta sono pronto a scommettere che pagherà la parte più fragile del Paese. Come già avvenuto durante il lockdown la maggior parte delle scuole del Mezzogiorno sconterà questi ritardi e difficoltà, la preoccupazione della ministra dovrebbe essere di ridurre le distanze.

E la ministra Azzolina non ha lavorato in questa direzione?

Non mi piace la polemica, ma la ministra ha offerto una improvvisazione assoluta. Dallo svolgimento degli esami di maturità, con il cambiamento delle regole fino all’ultimo giorno utile, fino alla preparazione della ripresa del prossimo anno. Credo davvero che siamo di fronte a un approccio non adeguato del governo alla scuola italiana. Premesso che ancora si fa polemica per la movida, per i ragazzi che frequentano locali e a questi ragazzi non abbiamo neanche aperto le aule delle università. Abbiamo distanziato i tavolini dei ristoranti ma non abbiamo pensato a dove i ragazzi studiano, si formano.

Sui banchi da acquistare, Azzolina si difende sostenendo che si tratta di un investimento utile per l’innovazione delle scuole italiane.

Ha ragione a dire che bisogna investire nella scuola, ma le ha risposto un preside dicendo che se lei entrasse in una scuola vedrebbe un cartellone che avvisa gli alunni che in caso di calamità bisogna buttarsi sotto il banco. Si provi a mettere sotto quel banco, siamo al ridicolo. Abbiamo delle strutture non sicure dal punto di vista sismico e partiamo dai banchi. La ministra se vuole fare investimenti le faccia sulle dotazioni tecnologiche, sulla strumentazione degli insegnanti e sugli edifici. Poi vengono i banchi.

State avendo interlocuzioni con la ministra e col governo sulla riapertura della scuola e su questioni come quelle dei banchi?

Noi stiamo provando tuti i giorni. Questo governo fa i provvedimenti e l’unico rapporto con il Parlamento è l’apposizione della fiducia. Su questa specifica materia ho raccolto un appello di tantissime istituzioni scolastiche, perché anche loro meritano risposte che non hanno. Le idee del ministro sulla scuola continuano a restare un mistero. Faccio una previsione: la risposta all’interrogazione arriverà quando l’anno scolastico sarà già cominciato. Il Parlamento è un elemento di arredo e di disturbo a seconda delle settimane.

Chiede le dimissioni della ministra Azzolina?

Ogni giorno c’è un motivo per mettersi le mani nei capelli e per non riconoscersi in una azione di governo che continuo a ritenere imbarazzante, da Bonafede alla Catalfo e ad Azzolina. Ma anche Conte stesso: nella giornata degli applausi in Senato per il Recovery Fund nessuno che faccia una riflessione seria sul fatto che ci sono condizionalità più pesanti che sul Mes, la Commissione chiederà un piano organico che oggi manca, ma le risorse saranno disponibili in tempi non brevi. Non c’è programmazione su nulla, vale per il commercio, per la scuola, per il sostegno alle imprese. Per me è una bocciatura senza appello del governo.

La soluzione è andare a nuove elezioni o crede in una nuova maggioranza possibile?

Tutte le forze politiche sanno che i tempi del voto sono talmente stretti da non riuscire più. Avremo una legge di Bilancio durissima, senza i soldi dell’Europa, senza accedere al Mes. Il prossimo anno, quello del semestre bianco, la finestra elettorale è molto stretta. Inutile fare la fantapolitica con il ritorno alle urne, forse meglio una nuova stagione di governo con un passo istituzionale che prende tutte le risorse dall’Europa per crescita, lavoro e investimento. Dobbiamo sfruttare una situazione di difficoltà per l’ammodernamento dal punto di vista ambientale, tecnologico, questo bisogna fare. Tutte le risorse le mettiamo per superare il gap che ci separa dagli altri Paesi europei. Non ce n’è per assistenza, per il bonus vacanze che è un flop, per i bonus, non è possibile.

Quale può essere, secondo lei, questa nuova maggioranza? Da chi può essere formata?

Il Parlamento è pieno di persone che, a prescindere dalla loro collocazione, hanno capito questa situazione. Penso che in tutti i gruppi ci siano persone che capiscono che questa legislatura ha senso nel momento in cui diventa una legislatura straordinaria, non con un governo tecnico ma delle migliori competenze politiche. Stiamo parlando di politica, di persone che hanno maggiore visione per risolvere i problemi. Possiamo davvero andare avanti con la Castelli, Fraccaro e Bonafede? Davvero il periodo più difficile della storia lo affrontiamo con Conte, Di Maio, Azzolina, Fraccaro, Catalfo?