Torna a far discutere l’audio di Rocco Casalino, portavoce del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, in cui attaccava i tecnici del Mef. A riaprire la polemica sono alcune frasi del ministro dell’Economia, Giovanni Tria, intervistato da Famiglia Cristiana: “Non desidero commentare volgarità e minacce contro funzionari dello Stato, specie se questi ricoprono una funzione di garanzia ed indipendenza universalmente riconosciuta e prevista dall'ordinamento”, replica Tria nell’intervista che verrà pubblicata domani e di cui oggi è uscita solo un’anticipazione.

Le affermazioni di Tria sono state subito attaccate dal MoVimento 5 Stelle che si schiera in difesa di Casalino: “L'audio rubato al portavoce del presidente del Consiglio è un'altra vergognosa pagina di giornalismo. Quelle parole erano dette in privato e tali dovevano rimanere. Non si trattava affatto di minacce ma il portavoce riportava quella che è la linea del Movimento 5 Stelle, perché tutto il Movimento è convinto che alcuni tecnici del Mef non svolgono il proprio ruolo con indipendenza e professionalità. Ci sorprende che il ministro Tria invece di fare valutazioni di merito e pulizia nel suo ministero li difenda a prescindere”.

‘Non possiamo mantenere questo spread a lungo’

Il ministro dell’Economia viene anche intervistato da Porta a Porta, la trasmissione di Rai 1. E risponde a una domanda sullo spread: “Lo spread a 320 è una febbre a 40, insostenibile a lungo, o a 37 che si può gestire?”, gli chiede il conduttore. “Non è a 40 – replica – ma neppure a 37. È un livello che non possiamo considerare di mantenere troppo a lungo”. Secondo Tria, inoltre, “non ci sono motivi fondamentali” che possano giustificare questi livelli, in quanto “i fondamentali dell’Italia sono solidi”. A pesare, dunque, “è l’incertezza politica su dove il governo vuole andare a finire”. Ma, unica certezza, nessuno mette in discussione l’Euro, assicura. Nel prossimo mese ci saranno gli stress test, spiega ancora il ministro dell’Economia, ricordando che “le banche dovranno registrare il livello di capitale, lì si vedrà la situazione e lì vedremo come intervenire”.

La manovra e la bocciatura dell’Ue

Tria si dice sorpreso per le valutazioni, considerate “superficiali” su alcuni punti della manovra da parte della Commissione europea. “Forse è stata scritta un po' di fretta”, dice riferendosi alla lettera inviata da Bruxelles: “Vengono criticati negativamente punti che nella manovra non ci sono, forse li hanno letti sui giornali”. Il ministro conclude: “Credo che toni da campagna elettorale gonfino la situazione, e sembra che un 2,4% possa compromettere la finanza pubblica. Tutti devono abbassare i toni e non permettersi di parlare in questo modo”.