Dopo la pubblicazione dell’audio in cui Rocco Casalino, portavoce del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, minaccia di fare guerra e mandar via tutti i tecnici del ministero dell’Economia nel caso in cui non trovino le risorse per il reddito di cittadinanza, arriva anche il commento del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti. L’esponente leghista si mostra molto critico nei confronti delle parole di Casalino: “Non credo che il portavoce del premier abbia il potere di cacciare qualcuno”, afferma rispondendo a una domanda sul tema a margine del Convegno di studi amministrativi a Varenna (Lecco).

Giorgetti parla della manovra, spiegando che “è difficile in qualche modo e in questo momento riuscire a fare oggi tutto quello che è stato sottoscritto in campagna elettorale. Lo si può fare nei 5 anni di durata del Governo, perché è così che si fanno le cose in modo serio”. Ma il sottosegretario alla presidenza del Consiglio aggiunge anche che non è possibile ignorare i vincoli europei sul deficit: “Non possiamo trascurare i vincoli e gli impegni che ci vengono dall'Europa per non esporre la finanza pubblica ad altri rischi. Bisogna utilizzare al meglio tutte le risorse già disponibili”.

Per quanto riguarda il rapporto tra deficit e Pil, “prima di fare i numeri bisogna avere le idee chiare sulle politiche che possono essere fatte in un contesto di responsabilità e di legittimazione democratica per rispondere ai voti che si sono presi durante la campagna elettorale. Quindi prima si affinano le idee e poi si vede il numero a cui si arriva. Ma se le politiche che si propongono non sono serie e credibili questo è un problema, non è un problema il decimale in più o in meno”.

Infine, Giorgetti commenta positivamente il piano Juncker varato dalla Commissione Ue: “Il Piano Junker, anche grazie alla Bei, si è rivelato più efficace del previsto laddove ha consentito di attivare, attraverso l'effetto leva, un ingente volume di risorse. Sarebbe quindi opportuno che l'Italia si facesse promotore di un rilancio di questo piano, che sarebbe decisivo per la crescita economica europea”.