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Sanità pubblica sempre più precaria: addio al posto fisso, aumentano contratti a tempo determinato

Un report della Corte dei Conti sul personale che lavora nella sanità pubblica, riguardante il periodo che va dal 2012 al 2017, evidenzia l’aumento del ricorso a contratti precari, a tempo determinato e interinali. Una crescita che non compensa, peraltro, la diminuzione dei contratti a tempo indeterminato per medici e infermieri.
A cura di Stefano Rizzuti
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Aumentano i lavoratori precari e diminuiscono quelli a tempo indeterminato. Non solo, perché le nuove assunzioni a tempo determinato non bastano a supplire alla diminuzione dei contratti fissi. A fare il quadro su quanto avvenuto nel mondo della sanità pubblica italiana negli ultimi anni è la Corte dei Conti, secondo un report riportato da Quotidiano sanità. Ciò che viene registrato è un aumento dei lavoratori a tempo determinato e con contratti interinali che non compensa, però, il calo dei contratti a tempo indeterminato. Il report riguarda il personale del Servizio sanitario nazionale nel periodo che va dal 2012 al 2017. Viene analizzata la posizione del personale di Asl, ospedali, università e Irccs pubblici: i contratti a tempo indeterminato sono scesi da 653mila a 626mila, un calo di 27mila unità e del 4%.

A crescere è il ricorso ai contratti flessibili. In totale sono 11.476 in più nello stesso periodo, con un aumento del 37,6%. Ad aumentare sono soprattutto i contratti a tempo determinato (+36,5%) e quelli interinali (quasi il 45% in più). Un problema diventato ancora più consistente con l’emergenza Covid, considerando che delle 23mila assunzioni nella sanità degli ultimi mesi, circa la metà sono avvenute con contratti precari.

L’aumento dei contratti precari per i medici

Per il personale medico a tempo determinato si è passati dalle 6.849 unità del 2012 alle 9.265 del 2017, con un aumento del 35,7%. La crescita si registra soprattutto in alcune Regioni, a partire dall’Emilia-Romagna, dove l’incremento è addirittura del 193%. Alto aumento anche in Sicilia (108%), Toscana (88%), Marche (83%) e Campania (70%). Soltanto in due Regioni è sceso il ricorso ai contratti a tempo determinato dei medici: Sardegna (quasi l’11% in meno) e Abruzzo (-7%).

I contratti precari degli infermieri in aumento

Lo stesso discorso vale per gli infermieri. Tra i contratti a tempo determinato e quelli interinali si passa da 9.769 nel 2012 a 15.991 nel 2017, con una crescita del 63%, I contratti a tempo determinato sono aumentati del 58%, con quasi 5mila unità in più. Quelli interinali, invece, addirittura del 96%, con 1.262 unità in più. La Regione in cui l’incremento è maggiore è la Puglia: +244%. Molto alta la crescita dei contratti precari anche in Liguria (+181%), Toscana (+121%) ed Emilia Romagna (+81%). Il numero di contratti a tempo determinato e interinale per gli infermieri è sceso solamente in Basilicata (-16%) e Valle d’Aosta (-139%).

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