Il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, torna a parlare del governo e lo fa con una lunga enews nella quale continua a portare avanti la sua dura posizione nei confronti dell'esecutivo guidato da Giuseppe Conte di cui il suo stesso partito fa parte. Il senatore di Iv sostiene che il governo voglia buttare fuori dalla maggioranza Iv, nonostante il suo partito non voglia sfiduciare Conte. Sul futuro politico a Palazzo Chigi in caso di caduta del governo Renzi non ha dubbi: non ci saranno elezioni, ma un nuovo governo. Eppure, sostiene anche il leader di Italia Viva, non ci sono i numeri per formarlo, nonostante – sottolinea – stiano cercando qualcuno del suo partito che esca per sostenere la maggioranza. In ogni caso, assicura, Italia Viva sarà all’opposizione di un eventuale governo Conte ter.

Le accuse di Renzi alla maggioranza

Renzi esordisce parlando di “fake news” diffuse in questi giorni e attacca gli altri partiti della maggioranza: “Una parte del Governo e della maggioranza ha lavorato per tutta la settimana per buttarci fuori e fare a meno dei nostri voti, perché noi sulla prescrizione non ci siamo accodati alla incomprensibile svolta giustizialista del Pd. La nostra colpa? Difendere le garanzie per i cittadini dalle inefficienze dello Stato. La nostra punizione? Fuori dal Governo, in nome della “tolleranza zero”, dopo una dura reprimenda sulla mancanza di educazione. Come se proporre contenuti e portare avanti le proprie idee fosse proibito. Che poi è come proibire la politica in nome della buona educazione”.

Le dieci domande a cui risponde Renzi

Renzi sostiene di aver ricevuto molte lettere e decide di rispondere a quelle che sono state le domande più frequenti sul suo comportamento e su quello di Italia Viva in questi giorni di crisi politica sul tema della prescrizione. Il senatore di Iv afferma: “Io non voglio andare a elezioni. Erano altri quelli che avevano già fatto l’accordo con Salvini. In più le elezioni non ci saranno per mesi (dopo il referendum di marzo vanno rifatti i collegi e dunque servono tempi tecnici). Per cui, se cade il Governo Conte Bis, ci sarà un nuovo Governo. Non le elezioni”.

Nessuna sfiducia a Conte, assicura ancora l’ex presidente del Consiglio: “Nessuno di noi ha detto che vogliamo sfiduciare Conte. Abbiamo detto che non condividiamo la battaglia sulla prescrizione. E che faremo valere su quella i nostri numeri. Punto. Noi su questo non torniamo indietro. Per noi, la prescrizione non vale la fine del Governo: ecco perché Bonafede farebbe bene a fermarsi lui, prima di combinare il patatrac”. La riforma della giustizia, secondo Renzi, si può ancora cambiare in Parlamento: “Dicono che noi siamo isolati, ma si rendono conto che su questo punto gli addetti ai lavori sono tutti contro il Governo? Non stiamo usando la Giustizia come pretesto, come dice qualcuno: stiamo difendendo secoli di civiltà giuridica italiana”.

Italia Viva non sarà in un eventuale governo Conte ter, garantisce il suo leader: “Da giorni, molti nostri senatori sono avvicinati da inviti a lasciare Italia Viva. Alcuni di loro sono già stati indicati da taluni media come pronti alla fuga. Se dieci senatori di Italia Viva passassero dall’altra parte ci sarebbe il Conte Ter: terzo governo in tre anni, con terza maggioranza diversa. Io non ci credo, anche perché conosco i senatori di Italia Viva e non ne vedo dieci pronti ad andarsene (per adesso non ne vedo nemmeno uno, a dire il vero). Per me, non hanno i numeri e se ne stanno accorgendo proprio in queste ore. Ma se avranno i senatori che stanno cercando e i numeri per il Conte Ter noi saremo felicemente all’opposizione”.

Renzi non risparmia attacchi al Pd, sostenendo che abbia “perso la sua patente di garantista, la sua anima di riformismo. Dico solo che il PD che tra noi e i Cinque Stelle si schiera coi grillini fa stringere il cuore a tanti che ci avevano creduto. Lo capite adesso perché abbiamo fatto creato Italia Viva? Non potevamo finire giustizialisti”. Infine, Renzi risponde a chi lo accusa di aver deciso di andare in Pakistan in questi giorni così delicati per la tenuta della maggioranza: “Avevo preso l’impegno di incontrare il Presidente della Repubblica, il Primo Ministro, il Capo dell’Esercito a Islamabad assieme all’ex premier spagnolo José María Aznar. Un politico degno di questo nome ha anche relazioni internazionali. Se ad altri non capita non so che farci. Poi, con alcuni amici, siamo andati due giorni a sciare a 4.000 metri, in luoghi bellissimi. Posso fare due giorni sugli sci o devo chiedere il permesso al Tribunale dell’antirenzismo? Peraltro, sono stati due giorni utili perché, mentre io ero all'estero, gli altri hanno fatto le loro verifiche e hanno capito che non ci sono i dieci Scilipoti che cercavano dentro Italia Viva. È stato bello per me, utile per loro”. Il post di Renzi si conclude sostenendo che gli esponenti di Italia Viva  sono pronti a "rinunciare domattina a un incarico di Governo in nome di un’idea".