15 Dicembre 2011
19:01

Pensioni manovra Monti: le novità del provvedimento

Ecco quali sono le nuove misure sulle pensioni contenute nel Decreto salva Italia. Dall’indicizzazione al contributo di solidarietà per le pensioni d’oro, fino alle disposizioni speciali e al pagamento in contanti.
A cura di Alfonso Biondi
Pensioni manovra Monti


Rigore, ripensamenti e scontri. Le pensioni, in particolare la questione indicizzazione, hanno rappresentato dal primo momento uno dei punti più delicati della manovra Monti, sia per le resistenze dei partiti politici, sia per la dura presa di posizione dei sindacati che lo scorso lunedì hanno indetto uno sciopero congiunto di 3 ore per protestare contro l'iniquità del decreto salva Italia, in particolare sulle misure riguardanti il sistema pensionistico. Alla fine il governo Monti è riuscito a raggiungere un accordo coi partiti e si è adoperato per rendere meno dure le disposizioni che facevano parte dell'impianto originale della manovra. Guardiamo insieme quali saranno le principali novità in materia di pensioni.

Indicizzazione delle pensioni

La versione definitiva della manovra ha ritoccato verso l'alto la soglia al di sopra della quale le pensioni non verranno adeguate all'inflazione. Il tetto è stato fissato a quota 1.400 euro, ovvero 3 volte il trattamento minimo Inps: un passo in avanti rispetto alla quota di 936 euro (2 volte il minimo) per la quale si era optato nel testo originale. La soglia dei 1.400 euro resterà invariata sia nel 2012 che nel 2013. Sulle modifiche all'impianto iniziale della misura hanno inciso molto le pressioni dei partiti politici. Il relatore del provvedimento Baretta ha dichiarato che la rivalutazione dell 100% sugli assegni inferiori a 1.400 euro farà sì che non vengano toccate le pensioni di 10 milioni di persone.

Contributo di solidarietà sulle pensioni oltre i 200.000 euro

Il Decreto salva Italia richiede anche un contributo di solidarietà sulle pensioni che superano i 200mila euro. Nello specifico verrà prelevato il 15% dell'importo eccedente tale cifra. La proposta era stata avanzata martedì dal Ministro del lavoro Elsa Fornero. "Io la proposta la faccio, la palla passa a voi, al Parlamento. Non si tratta di un contentino" sentenziò il Ministro che, almeno inizialmente, aveva fatto intuire che l'imposta sarebbe stata del 25%. Dalla proposta all'emendamento è andato perduto quindi il 10%.  Il prelievo resterà valido fino al 31 dicembre del 2014.

Penalizzazioni e deroghe

La manovra Monti prevede anche delle speciali deroghe sulle pensioni. Nello specifico beneficeranno di tali deroghe i lavoratori collocati in mobilità lunga secondo gli accordi sindacali siglati fino al 4 dicembre 2011. Le nuove norme non toccheranno i lavoratori di Termini Imerese e dell'Alenia. Il numero totale di soggetti interessati dalle deroghe è stato quantificato in 65mila unità. La nuova veste del provvedimento prevede che le penalizzazioni per coloro che lasciano il lavoro prima dei termini vengano ridotte all’1% per ogni anno anticipato nell’andata in pensione rispetto ai 62 anni. Tale penalizzazione aumenta poi al 2% per ogni ulteriore anno di anticipo rispetto a 2 anni. L'intervento non tocca però i lavoratori precoci, quelli che cioè hanno iniziato a lavorare a 15-16 anni.

Pagamento in contanti delle pensioni

Tutti gli emolumenti- stipendi, pensioni e compensi di altra natura- corrisposti dalla Pubblica amministrazione di importo non superiore ai 1000 euro potranno essere elargiti in contanti. La versione precedente del provvedimento fissava tale limite a 500 euro, ma si è optato per un raddoppiamento di tale cifra per venire incontro ai pensionati.

Disposizioni speciali per i nati nel 1952

Nella manovra anche un emendamento "riservato" ai nati nel 1952 che l'anno prossimo- con 60 anni d'età e 36 di contributi- avrebbero raggiunto la "quota 96" e, di conseguenza, la pensione. Le modifiche introdotte dalla Fornero avrebbero fatto sì che, al posto dei 12 mesi se lavoratori dipendenti e dei 18 se autonomi, tali soggetti avrebbero dovuto maturare 42 anni e 3 mesi di contributi e 66 anni d'età. Per loro arriva un piccolo sconto. L'emendamento recita che ai lavoratori che  che abbiano maturato "un'anzianità contributiva di almeno 35 anni entro il 31 dicembre 2012 i quali avrebbero maturato, prima dell'entrata in vigore del decreto, i requisiti per il trattamento pensionistico entro il 31 dicembre 2012" sarà consentito andare in pensione anticipata "al compimento di un'età anagrafica non inferiore ai 64 anni".

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