Odongo nega saluto a Ursula von der Leyen, le reazioni: “Michel messo lì a guardare le piante”

La vicenda del grave sgarbo subito dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen continua a far discutere. In un video, che sta girando molto sui social, si vede una scena ripresa dalle telecamere lo scorso giovedì, a Bruxelles, dopo l'arrivo dei leader africani per il vertice Ue-Africa: il ministro degli Esteri dell'Uganda, Jeje Odongo, sale sul palco per porgere i suoi saluti istituzionali ai ‘padroni di casa', ma si dirige direttamente verso il presidente francese Macron e verso il presidente del Consiglio Ue Michel, evitando accuratamente e volutamente di incrociare lo sguardo di Ursula von der Leyen, che era tra l'altro la prima della fila. Nessuna stretta di mano quindi alla presidente, nemmeno un cenno con il capo.
Davanti a due basiti Macron e Michel si consuma la grave mancanza di rispetto nei confronti della presidente della Commissione Ue, che resta immobile e sorridente, ma visibilmente esterrefatta. Solo quando il presidente francese fa notare insistentemente a Odongo la presenza di von der Leyen il ministro ugandese le si avvicina e le rivolge un inchino. Anche in questo caso, dopo l'incidente diplomatico avvenuto ad Ankara durante l'incontro con Erdogan, quando alla presidente, in quanto donna, venne negata una poltrona accanto al presidente turco e fu costretta ad accontentarsi del vicino divano, il presidente del Consiglio Ue Michel non è intervenuto ed è rimasto impassibile.
Nessuna reazione da Bruxelles
Nessuna reazione all'accaduto è arrivata dalla presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen dopo il nuovo ‘sofagate'. La numero uno dell'esecutivo europeo è troppo concentrata sulla crisi ucraina, ha fatto sapere al riguardo il portavoce Eric Mamer. "Al momento abbiamo una situazione che è estremamente grave per l'Ucraina, la presidente della Commissione sta lavorando sette giorni alla settimana su questo e la sua squadra e molti membri e servizi della Commissione – ha detto Mamer -. Vi prego di credermi quando dico che la nostra attenzione è completamente presa con la gestione di questa crisi". "Non abbiamo parlato di un incidente di protocollo qualunque esso sia", ha aggiunto Mamer.
"La presidente non sta accusando nessuno di non aver sollevato la questione con nessuno semplicemente perché, come detto, siamo completamente concentrati su qualcos'altro", ha chiarito ancora il portavoce, "non ha detto nulla, ha continuato a fare il suo lavoro come se nulla fosse successo" e non avrebbe parlato dell'episodio né con il presidente Macron né con il presidente Michel.
Le reazioni della politica italiana
Sul grave episodio di sessismo a Bruxelles è intervenuto invece Carlo Calenda: "È stata una violazione dei nostri valori, quelli europei sulla parità e sulla educazione di base. Io l'avrei rimandato in Uganda". Così il neo segretario di Azione, Carlo Calenda, a L'aria che tira su La7.
"Gli avrei detto: lei non può partecipare a un incontro nelle sedi istituzionali della Commissione europea perché qui vigono una serie di principi a cui lei non può derogare, e siccome lei è un cafone se ne torna in Uganda", ha aggiunto. Quindi si è scagliato contro il presidente del Consiglio Ue, Charles Michel, che era presente all'incontro e che non è intervenuto: "Agiremo nel Parlamento Europeo. Sembra uno messo lì a guardare le piante", ha detto Calenda.
"Per una volta parlo di un argomento che non è virologia, ma da cittadino sono immensamente infastidito da cose come queste. L'Europa dovrebbe darsi una regola. Se qualcuno (chiunque) si comporta così, la cerimonia si chiude immediatamente e il bifolco viene mandato a quel Paese", ha commentato il virologo Roberto Burioni.
"Ignorare una figura istituzionale perché donna è un grave atto di sessismo. Il ministro ugandese Odongo, non stringendo la mano a Von der Leyen, qualifica se stesso e il regime di Museveni. Dopo il ‘Sofagate' di Erdogan, un altro brutto episodio in presenza di Charles Michel", ha scritto sui social Laura Boldrini, deputata Pd e presidente del Comitato della Camera sui diritti umani nel mondo.
Sul caso è intervenuta anche la viceministra di Iv Teresa Bellanova: "Lo sgarbo istituzionale compiuto dal ministro ugandese Abubakhar Jeje Odongo nei confronti della Presidente Ursula von der Leyen dice molte cose, purtroppo, sul tasso di maschilismo che ancora è presente nelle nostre società e che tutti dovremmo impegnarci a contrastare".