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Figuraccia del ministro ugandese, ignora Ursula von der Leyen e stringe la mano a Michel e Macron

Dopo il sofa-gate di Ankara un altro grave episodio si è verificato a Bruxelles: il ministro ugandese Odongo ignora la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen e si limita a salutare Macron e Michel.
A cura di Annalisa Cangemi
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Il sessismo si riaffaccia nelle istituzioni europee. Un'imbarazzante figuraccia del ministro per gli Affari Esteri dell'Uguanda, Jeje Odongo, è stata immortalata dalle telecamere, ai danni ancora una volta della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

Tutto è successo giovedì, dopo l'arrivo dei leader africani a Bruxelles per il vertice Ue-Africa. Salito sul palco, dopo aver stretto la mano al presidente Emmanuel Macron e al presidente del Consiglio Ue Charles Michel, il ministro africano si è dimenticato di salutare la presidente della Commissione Ue, che è rimasta sbigottita in silenzio, con un sorriso forzato stampato sul viso. Tra l'altro von der Leyen era anche la prima della fila, e quindi è impossibile che fosse fuori dal campo visivo del ministro. Poco dopo, mentre Michel rimane fermo sul posto, Macron fa notare a Odongo l'errore, e gli indica insistentemente la presidente della Commissione: solo a quel punto il ministro si avvicina e le rivolge un inchino.

Non sappiamo se l'accaduto sia dovuto a semplice distrazione – è difficile pensare che Odongo non l'abbia riconosciuta – oppure se vi sia una precisa e meditata volontà di evitare un contatto con la presidente. Quel che è certo è che lo sconcertante episodio ha ricordato quello accaduto l'anno scorso ad aprile in Turchia, il caso passato alla storia come ‘sofa-gate': in quell'occasione, ad Ankara, il presidente turco Erdogan accolse il presidente del Consiglio Ue Michel e la presidente von der Leyen, che si erano recati in visita da lui, ma fece trovare solo una poltrona accanto alla sua, e la presidente della Commissione, da donna, fu costretta ad accomodarsi  in un divano accanto. Così come avvenuto giovedì, Michel, un po' interdetto, non reagì prendendo in mano la situazione, ma proseguì l'incontro senza battere ciglio. Uno scivolone.

La presidente poi, intervenendo al Parlamento europeo, commentò così l'affronto subito: "Sono la prima donna a esser presidente della Commissione europea ed è così che mi aspettavo di essere trattata nel viaggio in Turchia, come una presidente della Commissione. Non riesco a trovare una giustificazione e devo concludere che quello che è successo è accaduto perché sono una donna".

"Mi sono sentita ferita come donna e come europea – ha aggiunto – questo riguarda i valori che sono alla base della nostra Unione e dimostra quanto dobbiamo ancora fare perché le donne siano trattate con parità. Una cosa del genere sarebbe successa se avessi portato un abito con una cravatta?".

Michel invece fu costretto a giustificarsi: "Mi rendo conto che le immagini hanno potuto dare, soprattutto a molte donne, un senso di essere offese collettivamente. Quindi vorrei confermare pubblicamente un mio impegno completo, totale e assoluto, a sostenere le donne e la parità di genere in tutti i sensi". Probabilmente anche questa volta Michel sarà stato preso in contropiede.

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