Nuova flat tax per giovani neoassunti e partite iva in Manovra, chi potrebbe pagare meno tasse e quando
La flat tax per le partite Iva, già esistente, estesa fino ai 100mila euro come chiede la Lega. Un'altra, nuova, rivolta a tutti i giovani sotto i 35 anni che vengono assunti, come vuole Fratelli d'Italia. Il governo Meloni prova a mettere a punto la legge di bilancio 2027, in arrivo domani al Consiglio dei ministri, e tenere insieme le richieste di tutti i partiti. Tra le misure, considerando che si tratta dell'ultima manovra prima delle elezioni, non mancheranno bonus e tagli di imposte per categorie specifiche. Tra cui, appunto, l'estensione delle flat tax, o ‘tasse piatte'. Le novità entrerebbero in vigore dal 1° gennaio 2027.
Flat tax partite Iva fino a 100mila euro, chi ci guadagna
La prima misura è una battaglia storica della Lega di Matteo Salvini. Le partite Iva che hanno entrate sotto una certa soglia possono decidere di non versare l'Irpef ordinaria, ma un'imposta fissa del 15% su una quota significativa del proprio reddito; per i primi cinque anni dall'apertura della partita Iva, la percentuale è invece del 5%.
Dall'inizio della legislatura, il Carroccio ha provato più volte ad alzare il tetto massimo di reddito che dà accesso alla flat tax. Nel 2022, con la prima legge di bilancio del governo Meloni, l'aveva aumentata da 65mila a 85mila euro. Da quel momento, ogni anno è circolata l'ipotesi di arrivare alla cifra tonda di 100mila euro.
Anche stavolta, per l'ultima occasione prima dell'appuntamento con le urne, la Lega torna alla carica. Il partito ha bisogno di almeno un successo di ‘bandiera' nella manovra 2027, anche per riprendersi nei sondaggi. L'ipotesi sarebbe di alzare l'asticella a 100mila euro e rendere obbligatorio il regime forfettario per tutti coloro che superano gli 85mila euro. Sarebbero coinvolti, così, poco meno di 100mila contribuenti.
Perché l'allargamento della flat tax va negoziato in Europa
L'ostacolo principale, oltre a quello dei fondi, perché la tassa piatta causa perdite significative allo Stato, è l'Unione europea. Infatti, nel 2020 (ma l'Italia ha recepito il cambiamento solo dal 2025) la direttiva europea sull'Iva è cambiata. Ora c'è un limite comune europeo fissato a 85mila euro, che per legge – anche italiana – nessuno Stato può superare. Alzarlo, quindi, richiederà un negoziato non semplice.
Anche perché la Commissione europea ha chiarito la sua posizione sul regime forfettario: dal 2024 raccomanda all'Italia di limitarlo. Non solo è costoso, ma scoraggia le partite Iva a far salire il proprio fatturato (o a dichiararlo) oltre gli 85mila euro, aumenta la possibilità di evasione perché prevede controlli meno dettagliati, e crea disparità enormi nella tassazione di dipendenti e autonomi a parità di reddito.
Nuova flat tax al 5% per i giovani neoassunti: come funziona
L'altra proposta di flat tax per la manovra 2027 riguarda invece i giovani. Il governo Meloni ha già chiarito che intende puntare sui lavoratori appena entrati nel mondo del lavoro con agevolazioni fiscali (come un taglio dell'Irpef e un'estensione della no tax area), ma adesso si tratta di definire i contorni dell'effettivo intervento. Si parla di una tassa piatta del 5%, che sostituisca l'Irpef.
La platea è ancora da concordare. Anche in questo caso, peseranno moltissimo i limiti economici della legge di bilancio. Tanti più soldi si riescono a trovare entro il Cdm di domani (o comunque entro il 31 dicembre, quando la manovra deve ricevere il via libera definitivo del Parlamento), tanto più si potrà allargare il numero di beneficiari.
Al momento, la Lega vuole spingere sui giovani che si trovano al primo impiego stabile. Non è chiaro quale sia la soglia di età, né se si parli esclusivamente di chi ottiene un contratto a tempo indeterminato. Fratelli d'Italia, invece, vuole promuovere la flat tax al 5% per gli under 35 neoassunti; non è ancora chiaro se si parli di qualunque assunzione o solo con determinati tipi di contratto. Va definito anche il tetto di reddito da rispettare per beneficiare della misura.