Elezioni in Israele, Ofer Cassif: “Proveranno a impedire a palestinesi di votare, si rischia esplosione di violenza”
Ofer Cassif è uno dei leader di Hadash, il partito di sinistra arabo israeliano che era stato escluso in un primo momento dalle elezioni del prossimo 27 ottobre in Israele dal comitato elettorale della Knesset. Successivamente la Corte di Giustizia israeliana ha riammesso i partiti arabo israeliani alle elezioni, ribaltando per la prima volta una decisione del comitato elettorale della Knesset che è un organo politico composto dai partiti presenti in parlamento con una proporzione dei membri tra maggioranza e opposizione.
Alla base dell'esclusione di Hadash c'erano proprio le dichiarazioni di Cassif, che aveva parlato di genocidio riferendosi a ciò che sta avvenendo a Gaza. Il deputato arabo israeliano è stato tra i protagonisti della contestazione a Donald Trump, quando presentò alla Knesset il famigerato "Board of peace" per Gaza, elogiando Netanyahu ed il governo israeliano. Da sempre schierato per la difesa dei diritti dei palestinesi, Cassif è uno dei candidati di punta della lista di Hadash, e in questa intervista a Fanpage.it ha fatto il punto su come sta andando la campagna elettorale e sui rischi che possono derivare dall'andamento del voto che vedrà tra i principali contendenti lo schieramento di estrema destra guidato dal premier uscente Benjamin Netanyahu e lo sfidante di centro destra Gadi Eisenkot.
La corte di giustizia ha deciso di reintegrare le liste arabo israeliane per le elezioni del prossimo 27 ottobre, che significato ha questa decisione secondo lei?
Prima di tutto dobbiamo dire che c'è un tentativo continuo da parte della coalizione di governo, ma anche da parte delle opposizioni, per censurarci e mettere a tacere ogni voce contro il genocidio, una censura rivolta principalmente alla popolazione arabo israeliana, ma anche agli ebrei democratici come me, e ce ne sono migliaia come me. Ci sono diversi modi per farlo, il comitato centrale elettorale, che è un organismo politico, composto da rappresentanti dei partiti politici, ha deciso di estrometterci tutti, alla fine la Corte suprema di giustizia ha ribaltato quella decisione tranne che per l'esclusione di Sami Abu Shehadeh, tutto questo fa parte dell'assalto fascista alla società israeliana nel suo insieme. Personalmente sono stato condannato la settimana scorsa per aver aggredito un agente di polizia, e anche questa è una delle parti della persecuzione politica. Io penso e spero che la nostra reazione sarà nella cabina elettorale, e spero che saremo la grande sorpresa delle prossime elezioni. Ma di certo siamo ancora in pericolo.
Lei è finito sotto accusa per aver parlato di genocidio rispetto a quello che sta avvenendo a Gaza, conferma ancora le sue dichiarazioni?
Assolutamente sì, me lo obbligano i miei valori, a quelli dei miei elettori, e anche ai valori della società israeliana, queste cose mi costringono a dire la verità e lottare per la giustizia. E la prima cosa in una lotta per la giustizia è osservare correttamente, ed un'osservazione corretta ci porta a dire che c'è un genocidio ancora in corso a Gaza, e che c'è la pulizia etnica in Cisgiordania e che in Israele c'è il fascismo. Dobbiamo affrontarlo e sconfiggerlo.
Vista dall'Europa, in questa campagna elettorale sembra che il tema dei diritti dei palestinesi non esista, non fa parte del dibattito politico tra i principali partiti, sembra quasi che queste elezioni non cambieranno nulla sul destino dei palestinesi, c'è una convergenza sulla questione palestinese tra Netanyahu ed Eisenkot?
Parte della responsabilità sul continuo del genocidio a Gaza e della pulizia etnica in Cisgiordania, del fascismo e dell'attacco ai diritti civili fondamentali in Israele, è della comunità internazionale che non ha fatto nulla per tre anni per fermare questi crimini, spero che lo faranno adesso. Il prossimo governo non sarà come "una tazza di thè", non sarà un governo di sinistra, non sarà un governo che fermerà l'occupazione e tutti i crimini che abbiamo elencato. Non sarà un governo che creerà un futuro migliore, perché nessuno dei popoli in questo paese, né i palestinesi, né gli israeliani, vedrà miglioramenti nemmeno sotto l'aspetto socio economico. Ma non tutti sono uguali, siamo purtroppo nelle circostanze attuali, non siamo in una battaglia per raggiungere giustizia, uguaglianza e democrazia, siamo davanti a una battaglia per fermare i crimini che si stanno compiendo, e credo che la lista unita arabo israeliana ne uscirà abbastanza forte, e nel prossimo governo non torneranno i fascisti e i teppisti di Netanyahu. Anche se non otterremo il massimo delle nostre aspettative, possiamo bloccare la continuazione delle azioni criminali, e nelle circostanze attuali questa è la cosa più importante.
State facendo appello alla popolazione arabo israeliana, che rappresenta il 20% dell'elettorato in Israele. Crede che questo segmento della popolazione possa scuotere il paese in questo momento storico?
Io credo di sì, penso che la minoranza palestinese all'interno di Israele possa essere la svolta. Il problema è la maggioranza intende inviare non meno di 2.000 attivisti di estrema destra nei seggi elettorali per terrorizzare gli elettori palestinesi. Ho paura che se dovessero riuscirci la percentuale di votanti arabi sarà ridotta, ma faremo del nostro meglio per impedirlo. Ma tutti dovrebbero essere consapevoli che questo paese che si definisce la sola democrazia del Medio Oriente, non è mai stata una vera democrazia perché ha sempre dato la priorità solo agli ebrei, e questo significa supremazia ebraica. Stanno facendo tutto il possibile per ridurre il numero di elettori nei quartieri arabi, nelle città, nei villaggi e nelle aree ebraiche liberali. E' molto pericoloso, faremo del nostro meglio per prevenirlo.
L'estrema destra sta conducendo una campagna elettorale molto aggressiva, Ben Gvir minaccia di morte i prigionieri palestinesi, va in giro a provocare i palestinesi fin dentro le loro case, cosa potrebbe accadere se queste figure restassero al governo ?
Non c'è un problema solo se vincono e formano un nuovo governo, ma c'è un rischio molto serio anche se perdono. Potrebbero non voler lasciare volontariamente i propri uffici, io credo che siamo sull'orlo di una esplosione di violenza incredibile in Israele, direi sull'orlo di una guerra civile, perché se perdono temo che non lasceranno i loro posti e i loro uffici, stanno già preparando il terreno per dire che le elezioni sono state truccate, che ci sono stati brogli. Vedremo molta violenza nelle strade, vediamo continuamente atti di violenza politica verso gli attivisti contro il governo, di diversi partiti, dai democratici a quelli di Eisenkot, tutti devono tenere bene a mente questa situazione. Ma se vincono sicuramente finiranno lo sterminio dei palestinesi, trasformeranno Israele in una dittatura fascista e fondamentalista religiosa. In cima alla lista di cose che faranno ci sarà lo sterminio dei palestinesi, sarà la fine di Israele, e questo è uno scenario molto pericoloso.