Elezioni Israele 2026

“Hanno ucciso mio figlio due volte”: il dolore e la rabbia di Elana Kaminka dopo il nuovo voto a Netanyahu

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Un cartello della campagna elettorale di Benjamin Netanyahu e del suo partito Likud a Gerusalemme. Foto di Lidia Ginestra Giuffrida
A tre anni dalla morte del figlio Yannai, ucciso il 7 ottobre, la madre Elana Kaminka denuncia la “cecità assoluta” di un Paese che premia ancora Netanyahu. Il dolore per le verità negate, le colpe dell’opposizione e il forte timore di una nuova guerra.

“Mi sento come se avessero ucciso mio figlio due volte”, è una delle prime cose che ci dice Elana Kaminka all'indomani delle elezioni israeliane. “Domani è il compleanno di mio figlio ed è il terzo anniversario della sua scomparsa”, continua la donna. Il 7 ottobre 2023 Yannai Kaminka, figlio di Elana, è stato ucciso a 21 anni al confine con Gaza mentre si trovava in una base a nord di Gaza con altri tirocinanti.

Da quel giorno la vita di Elana è stata dedicata a una sola cosa: cercare la verità. Da tre anni Elana lotta perché venga fatta chiarezza sulle responsabilità che il governo Netanyahu ha avuto quel giorno. Governo guidato dallo stesso partito che a distanza di tre anni si è confermato come primo partito in Parlamento.

Qual è la sua impressione sul clima che si respira nel Paese dopo queste elezioni?

È disastroso e, ad essere onesti, non credo ci sia alcuna via d'uscita. Il fatto che la gente continui a votare per chi era al potere il 7 ottobre sfida qualsiasi tipo di logica. Faccio sempre questo esempio: se dei bambini morissero nella scuola dei miei figli, continuerei a mandarli lì con lo stesso preside senza pretendere un'indagine? Certo che no. Eppure, quando sono andata a votare con mio marito, indossavamo una maglietta con scritto solo "7 Ottobre", e un tizio ha iniziato a urlarci contro per difendere Netanyahu. Non sapeva chi fossimo, non sapeva di nostro figlio, ma il suo modo di fare incarna la cecità assoluta della società israeliana che ha ha votato nuovamente per Netanyahu.

Domani sarebbe il compleanno di suo figlio, ucciso il 7 ottobre 2023 da Hamas in un attentato di cui, secondo l’ultima inchiesta di Hareetz, il Primo ministro Netanyahu era a conoscenza. Come si sente a riguardo?

Per me è letteralmente come perderlo di nuovo. Se la sua morte avesse aiutato a migliorare le cose, avrei almeno avuto la sensazione che qualcosa di buono potesse nascere da quel dolore. Ma ora è come se non meritasse nemmeno che qualcuno indaghi su come e perché è stato ucciso. Tutte queste persone apparentemente forti al governo si rifiutano di affrontare noi famiglie in lutto. Dopo tre anni nessuno del governo Netanyahu mi ha mai voluta incontrare, non hanno nemmeno il coraggio di guardarci negli occhi e dirci perché sono morti i nostri figli. E fa malissimo vedere che la gente li vota e continua a mettere i propri figli nelle loro mani. Mi fa tantissima rabbia.

Se Netanyahu dovesse confermarsi Primo ministro, cosa farà?

Sono completamente bloccata. Vorrei lasciare il Paese ma mia figlia è stata arruolata nell'esercito da sei giorni. Non posso andarmene e abbandonarla qui. Ho anche un figlio all'ultimo anno di liceo e uno di 22 anni che sta molto giù dalle elezioni. Israele è una società molto comunitaria: qui hanno i loro amici e il supporto emotivo che li fa andare avanti. Se avessero avuto cinque anni li avrei presi e portati via per ricominciare altrove, ma sono adulti e non posso costringerli a lasciare tutto.

L'opposizione di Eisenkot rappresenta ancora un'alternativa per evitare un nuovo governo a guida Netanyahu?

Purtroppo secondo me no, perché preferisce lo stallo totale e fare a pezzi il Paese piuttosto che formare una coalizione con i partiti arabi che sarebbe l’unica possibilità di mandare a casa Netanyahu. Oggi nessuno è davvero disposto a coalizzarsi con i partiti arabi che hanno ottenuto il numero più alto di sempre di seggi.

Se il Paese non ha aperto gli occhi dopo il 7 ottobre e ha continuato a votare chi era al potere quel giorno, crede sarà mai capace di fare i conti con il massacro a Gaza e l'occupazione della Cisgiordania?

La maggior parte degli israeliani non li vede proprio i palestinesi. Ma sarà sempre peggio, i giovani non hanno mai vissuto una realtà in cui Netanyahu non fosse il Primo ministro. Chi ha 18 anni oggi e ha votato per la prima volta è cresciuto con Netanyahu sempre al governo ad eccezione di un anno. E lui ha detto loro per tutti questi anni: se non ci sono io, morirete. I giovani, non hanno alcun ricordo di nient'altro, credono a tutto ciò che dice Bibi. Credono che ogni arabo voglia ucciderli e che l'unico modo per tenerli al sicuro sia rinchiudere ogni arabo sotto chiave. È un disastro.

Cosa si aspetta per i prossimi giorni e per il futuro del Paese?

Non mi aspetto niente di buono, temo solo un'altra guerra. Netanyahu non ha una vera maggioranza e si trova politicamente all'angolo. E ogni volta che è in difficoltà, inizia una guerra, che sia con il Libano, con Gaza o altrove, così può dire all'opposizione: "Siamo in emergenza, unitevi a me, dovete essere responsabili". Spero che qualcosa possa sbloccarsi con l'esito delle elezioni negli Stati Uniti, ma la prospettiva attuale è desolante.

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