Chi sono i candidati alle elezioni in Israele del 27 ottobre e chi vince secondo i sondaggi
Il 27 ottobre si svolgeranno le elezioni in Israele. I cittadini voteranno per il rinnovo della Knesset, il Parlamento nazionale, a cui poi spetterà nominare un nuovo governo. Si tratta delle prime elezioni dopo l'attacco di Hamas del 7 ottobre e la conseguente escalation a Gaza e nel resto del Medio Oriente. Il Parlamento è composto da 120 seggi e per ottenere la maggioranza servono almeno 61 deputati.
Dopo un totale di quasi vent'anni (non consecutivi) al potere, il primo ministro in carica, Benjamin Netanyahu cerca la riconferma con il suo partito, il Likud. Il suo governo però deve fare i conti con le forze d'opposizione, fortemente critiche nei confronti della gestione da parte dell'apparato di sicurezza israeliano dei soccorsi dopo l'attentato del 7 ottobre. Tra queste c'è Gadi Eisenkot che guida il partito di centrodestra Yashar e che al momento rappresenta il principale avversario di Netanyahu. In un sondaggio diffuso dall'emittente israeliana Channel13, Yashar è dato in vantaggio di un seggio sul Likud. Vediamo nel dettaglio tutti i partiti e i candidati in corsa alle elezioni in Israele.
Netanyahu (Likud) punta a restare alla guida del governo di Tel Aviv
Il Likud è il partito del premier uscente. Sostiene una linea nazionalista e conservatrice, con grande attenzione alla sicurezza e alla forza militare. Netanyahu, eletto per la prima volta nel 1996, tornato al governo nel 2009 e rimastovi pressoché stabilmente per tutti gli anni a seguire, punta a restare alla guida del Paese. Oggi il primo ministro conta sull'appoggio delle forze di estrema destra israeliane, come il Partito Sionista Religioso o Otzma Yehudit (Potere Ebraico), capitanati rispettivamente da Bezalel Smotrich, ministro delle Finanze e per Itamar Ben Gvir, ministro della Sicurezza. Su entrambi, insieme a Netayahu, pende un mandato d'arresto della Corte penale internazionale per crimini di guerra e crimini contro l'umanità commessi a Gaza.
Gadi Eisenkot (Yashar) sfida Netanyahu
Gadi Eisenkot si propone come alternativa a Netanyahu. Ex capo di Stato maggiore dell'esercito, è il leader di Yashar, partito di centrodestra apparentemente più moderato. Sul piano della sicurezza, interna ed esterna, Eisenkot mantiene l'impostazione del governo uscente. Nei fatti, nessuno dei partiti in corsa, anche tra quelli dell'opposizione, ha mai messo in discussione l'invasione della Striscia e il massacro di oltre 74mila palestinesi. Tra gli alleati di Yashar c'è Chili Tropper, leader di Casa Sionista.
B'Yachad, l'alleanza tra gli ex premier Naftali Bennett e Yair Lapid
Tra i candidati ci sono anche due ex premier Yair Lapid e Naftali Bennett. La loro alleanza, B'Yachad (che tradotto significa "Insieme"), riunisce forze di centrodestra che vogliono porre fine all'attuale governo. Lapid e Bennett sono tra i leader d'opposizione che hanno chiesto l'introduzione di una commissione d'inchiesta sui fatti del 7 ottobre, a cui Netanyahu si è opposto con forza.
Popolo d'Israele, il partito ultranazionalista di Ofer Winter
Popolo d'Israele è una delle forze temute da Netanyahu e i suoi alleati. Il partito di estrema destra ha scelto di presentarsi autonomamente, rifiutando di allearsi con il Likud e gli altri partiti di cui condivide l'approccio securitario e ultranazionalista sul piano religioso. Guidato da Ofer Winter, Popolo d'Israele potrebbe strappare voti all'attuale maggioranza di governo, complicando la partita per Netanyahu.
Yisrael Beiteinu, la destra laica israeliana
Yisrael Beiteinu è il partito della destra laica israeliana. Fondato da un ex alleato di Netanyahu, Avigdor Lieberman, sul piano della sicurezza ha assunto negli anni una linea più intransigente e persino più radicale del Likud per quel che riguarda la difesa.
I democratici di Yair Golan
L'ex generale Yair Golan guida i Democratici, un partito sionista di sinistra e socialdemocratico che si colloca nel blocco anti-Netanyahu. Golan ha ricoperto l'incarico di vicecapo di Stato maggiore delle Forze di difesa israeliane (Idf) ed è tra i leader più critici nei confronti del premier uscente.
Il partito arabo Ra'am
Ra'am è un partito arabo-israeliano guidato da Mansour Abbas. Nel 2021 prese parte – fu la prima volta per un partito arabo – alla maggioranza che sosteneva il governo Bennett-Lapid. Anche stavolta Abbas punta a mantenere un ruolo decisivo nella formazione di una coalizione.
La Lista congiunta
La Lista congiunta è un'alleanza politica che riunisce tutti gli altri partiti arabo-israeliani. Nelle elezioni del 2015 e del 2020 ha ottenuto risultati notevoli, divenendo la terza forza parlamentare della Knesset.
Cosa dicono i sondaggi
I sondaggi mostrano un quadro fortemente polarizzato, diviso in due blocchi: pro Netanyahu e anti Netanyahu. Nel primo rientrano Smotrich, Ben Gvir e potenzialmente Winter, nel secondo Eisenkot, Bennett e Lapid. Restano fuori, a fare da ago della bilancia, le forze arabo-israeliane.
In questo momento infatti i due fronti sono testa a testa, rispettivamente con 53 seggi ciascuno, a cui si aggiungo 14 seggi per i partiti arabi. Nessuno dunque, avrebbe la maggioranza per governare (61 seggi). Secondo la rilevazione di Channel 13, 22 seggi andrebbero a Yashar, il principale avversario di Netanyahu, e 21 al Likud. La Lista congiunta potrebbe prendere 9 seggi, mentre B'Yachad, dei due ex premier Bennett e Lapid, ne conquisterebbe 12. I partiti di estrema destra guidati da Ben Gvir e Smotrich dovrebbero eleggere 6 parlamentari, seguiti dall'ultranazionalista di Winter, con 4 seggi.