Manovra, il piano del governo verso il Cdm: sconti Irpef per giovani, flat tax e card sanitaria per over 75
Il vertice di maggioranza in vista del varo della Manovra ha delineato una prima mappa di interventi, muovendosi dentro un quadro contabile stimato attorno ai 23,5 miliardi di euro dove i margini di spesa restano stretti e le coperture ancora da blindare. Più che un'intesa definitiva sui singoli capitoli, il confronto ha fatto emergere le priorità politiche della coalizione: dai primi sgravi fiscali per l'ingresso dei giovani nel mondo del lavoro fino all'ipotesi di aiuti mirati per le spese sanitarie delle fasce più deboli, dossier la cui tenuta reale dipenderà ora dalla ricerca delle risorse necessarie per finanziarli.
Irpef: taglio per gli under 30, resta fuori il ceto medio
Nel cantiere delle imposte dirette, la convergenza politica più solida riguarda il cosiddetto "Mini-Irpef" destinato agli under 30. L'orientamento condiviso è quello di alleviare il prelievo fiscale su chi si trova nelle fasi iniziali del percorso lavorativo attraverso una riduzione mirata delle aliquote entro un massimale di reddito prestabilito. A questa misura fa da corollario il confronto su un'ulteriore fascia di salvaguardia, sollecitata da Forza Italia, che prevede l'allargamento della "no tax area" fino ai 25 anni di età.
La discussione si fa invece più articolata per quanto concerne il ceto medio. Il disegno di estendere lo scaglione Irpef al 33% (prima fino a una soglia di 55mila euro annui, per poi arrivare a 60mila nel 2027) rappresentava un obiettivo chiave per i moderati della coalizione, ma per ragioni di tenuta dei saldi finanziari il provvedimento resta al momento confinato fuori dal perimetro immediato della manovra. Il baricentro degli sgravi Irpef, dunque, rimane quasi interamente focalizzato sul sostegno all'occupazione giovanile e sull'incentivo all'avvio di carriera.
Il pressing della Lega per portare la flat tax a 100mila euro
L'altro grande snodo fiscale interessa il lavoro autonomo e i professionisti. La proposta di maggior peso, sostenuta dalla Lega, punta a innalzare il tetto di ricavi per accedere alla flat tax al 15%, spostando il limite attuale dagli 85mila ai 100mila euro. Lo schema ipotizzato per rendere sostenibile l'operazione prevede tuttavia una formula mista: per i compensi che ricadono nella forbice tra gli 85mila e i 100mila euro scatterebbe comunque l'obbligo di applicazione e versamento dell'Iva ordinaria. Un passaggio che, oltre a dover trovare capienza nelle tabelle di spesa, richiede necessariamente una deroga specifica da parte delle autorità dell'Unione Europea, elemento che rende l'iter della misura subordinato al via libera di Bruxelles.Sempre sul versante delle imposte sostitutive, si innesta la proposta (caldeggiata da Fratelli d'Italia e condivisa nelle intenzioni dalla Lega) di introdurre una flat tax agevolata al 5% a beneficio dei neoassunti under 35 e di chi sottoscrive il primo contratto a tempo indeterminato, con l'obiettivo dichiarato di incentivare l'occupazione stabile tra le nuove generazioni.
Sanità: aiuti mirati agli over 75, ma senza aumenti al fondo nazionale
Sul fronte della sanità, per la quale il vertice ha confermato un plafond di risorse attorno ai 2,4 miliardi di euro, il tema centrale è il superamento delle difficoltà economiche che colpiscono i cittadini più vulnerabili. Constatato che il Fondo sanitario nazionale non vedrà ulteriori incrementi oltre al miliardo già programmato nei quadri contabili, l'intervento si orienta su sussidi diretti e personalizzati.
Ha preso così corpo la proposta, avanzata da Forza Italia, di introdurre una "Card sanitaria" dal valore compreso tra 300 e 500 euro, riservata agli over 75 con redditi bassi ed eventualmente estendibile ai nuclei familiari numerosi. L'obiettivo della tessera è colmare un vuoto assistenziale concreto: coprire quelle spese mediche che gravano pesantemente sui bilanci domestici e che non rientrano nei Livelli essenziali di assistenza garantiti dal Servizio sanitario nazionale, a partire da protesi, dentiere, visite odontoiatriche e prestazioni diagnostiche specialistiche. Uno strumento a cui si affianca la richiesta leghista di voucher sanitari dedicati alla terza età.