Manovra 2027, tutti i bonus in arrivo: dal bollo auto al fondo per i neonati, cosa cambia e per chi
La Manovra 2027 porta con sé diverse novità per famiglie, lavoratori, giovani e pensionati. Nel disegno della legge di Bilancio approvato dal Consiglio dei ministri ci sono infatti una serie di nuovi bonus e agevolazioni che dovrebbero partire dal prossimo anno. Si va dal contributo per le madri lavoratrici al voucher per pagare baby sitter e asili nido per chi ha una partita Iva, passando per un fondo pensionistico dedicato ai bambini che nasceranno dal 2027. Non mancano poi gli aiuti per gli anziani, con una carta da 300 euro per alcune spese sanitarie, e le misure dedicate ai giovani che lavorano, tra premi in busta paga e fringe benefit più alti. Prevista anche un'agevolazione sul bollo auto, con un rimborso pensato soprattutto per le famiglie numerose.
Bollo auto, esenzione fino a 80 kW e rimborso per le famiglie numerose
Una delle novità riguarda il bollo auto. La Manovra punta a rendere strutturale l'esenzione dal pagamento della tassa automobilistica per le auto con potenza fino a 80 kW, circa 109 cavalli, e per i motocicli. L'agevolazione riguarda un solo veicolo per persona e le auto a benzina o diesel, comprese quelle ibride.
È previsto inoltre un rimborso per le famiglie numerose, con almeno quattro figli, di cui almeno uno minorenne, che possiedono un'auto con una potenza superiore agli 80 kW. Ci sarà un rimborso del bollo fino a 385,71 euro all'anno. Il contributo riguarda le auto da sei a nove posti, anche ibride, con una potenza massima di 133 kW.
Si tratta quindi di due agevolazioni diverse, una per le auto meno potenti e un'altra per le famiglie numerose che hanno bisogno di vetture più grandi, e le due misure non sono cumulabili.
Fondo pensione per i neonati, lo Stato versa 100 euro all'anno fino ai 18 anni
Tra le novità della Manovra 2027 c'è anche un fondo dedicato ai bambini che nasceranno dal prossimo anno. L'idea è quella di aprire per ogni nuovo nato una posizione individuale di risparmio presso l'Inps, una sorta di salvadanaio che lo Stato alimenterà con 100 euro all'anno fino al compimento dei 18 anni.
Anche i familiari potranno contribuire con versamenti volontari, in modo da aumentare la somma messa da parte per il bambino. Il denaro non sarà immediatamente disponibile per i genitori, ma resterà accantonato fino alla maggiore età e potrà essere utilizzato per alcune spese, come quelle legate agli studi, oppure per costruire una posizione di previdenza complementare.
Bonus mamme lavoratrici, 100 euro al mese per chi ha almeno due figli
La Manovra 2027 rafforza anche il bonus mamme, portando il contributo a 100 euro al mese e rendendolo strutturale. La misura è destinata alle lavoratrici con almeno due figli e un reddito da lavoro non superiore a 40mila euro all'anno. Per le madri con due figli, il beneficio spetta fino al compimento dei dieci anni del secondo figlio. Per quelle con almeno tre figli, invece, il limite è fissato al compimento dei 18 anni del figlio più piccolo.
Il bonus riguarda sia le lavoratrici dipendenti, con esclusione delle lavoratrici domestiche, sia le autonome, comprese quelle iscritte alle casse previdenziali professionali e alla Gestione Separata. Il contributo sarà riconosciuto dall'Inps su domanda, non sarà soggetto a tassazione e verrà pagato ogni tre mesi. Si tratta di un aumento rispetto al contributo previsto per il 2026, che è di 60 euro al mese. Dal 2027, con il nuovo importo, una lavoratrice che possiede tutti i requisiti potrà ricevere fino a 1.200 euro in un anno.
Voucher baby sitter e asili nido per i genitori con partita Iva
Un'altra misura riguarda i genitori che lavorano in proprio e che spesso fanno più fatica a conciliare il lavoro con la cura dei figli. Per loro la Manovra prevede un voucher fino a 500 euro al mese, per un massimo di tre mesi. Il contributo potrà quindi arrivare a 1.500 euro complessivi.
I soldi potranno essere utilizzati per pagare una baby sitter oppure i servizi educativi per l'infanzia, compresi gli asili nido e le sezioni primavera. Il voucher potrà essere richiesto dopo il congedo obbligatorio di maternità o paternità e utilizzato nei successivi undici mesi.
Il contributo è alternativo al congedo parentale. Questo significa che chi sceglie di ricevere il voucher dovrà rinunciare all'indennità prevista per il periodo di congedo parentale e continuare a lavorare. La misura riguarda i genitori autonomi iscritti alle gestioni previdenziali Inps e alla Gestione Separata.
Congedo parentale più lungo, fino a sei mesi pagati all'80%
Novità anche per i genitori che lavorano come dipendenti. Con la Manovra 2027 aumentano i mesi di congedo parentale retribuiti all'80% dello stipendio. Attualmente sono tre, mentre con le nuove regole diventerebbero quattro per il primo figlio, cinque per il secondo e sei dal terzo figlio in poi.
I mesi potranno essere utilizzati entro i primi sei anni di vita del bambino. La novità, però, non riguarderà indistintamente tutti i genitori, sarà riconosciuta a quelli che termineranno il congedo di maternità o di paternità dopo il 31 dicembre 2026. Non si tratta di un aumento della durata complessiva del congedo parentale, ma di più mesi durante i quali l'assenza dal lavoro sarà pagata all'80% anziché al 30%. Un cambiamento che permetterà ai genitori di trascorrere più tempo con i figli senza rinunciare a una parte consistente dello stipendio.
Carta da 300 euro per gli anziani, a chi spetta e per cosa si può utilizzare
Tra gli aiuti inseriti nella Manovra 2027 c'è anche una carta sanitaria da 300 euro destinata agli anziani con più di 75 anni e una pensione non superiore a 28mila euro all'anno. Il contributo servirà per pagare alcune spese mediche che non vengono coperte dal Servizio sanitario nazionale. Tra quelle indicate dal governo ci sono, per esempio, i farmaci e le visite specialistiche.
L'obiettivo è aiutare le persone più anziane a sostenere il costo delle cure, soprattutto quando devono rivolgersi a strutture private o pagare prestazioni che non riescono a ottenere attraverso il servizio pubblico. Secondo le stime presentate dal governo, la misura potrebbe interessare circa 5,5 milioni di persone. Restano ancora da chiarire nel dettaglio, quali saranno tutte le spese ammesse e come funzionerà concretamente l'accesso alla carta.
Premio fino a 2.500 euro per i giovani lavoratori dipendenti
La Manovra 2027 introduce anche una nuova agevolazione fiscale per i lavoratori con meno di 30 anni. Si parla di un premio fino a 2.500 euro, sulle somme riconosciute in più rispetto allo stipendio dell'anno precedente, che sarà tassato con un'aliquota agevolata dell'1%.
Il beneficio riguarda i lavoratori dipendenti del settore privato nati dopo il 31 dicembre 1997, con un reddito da lavoro dipendente non superiore a 28mila euro all'anno. L'importo aggiuntivo potrà essere riconosciuto dall'azienda nel corso delle dodici mensilità oppure in un'unica soluzione.
Non si tratta di un assegno da 2.500 euro che lo Stato verserà automaticamente a tutti i giovani lavoratori. La misura consiste in una tassazione ridotta sugli aumenti di stipendio, fino a un massimo di 2.500 euro, e permetterà quindi di trattenere una quota maggiore di quanto guadagnato in più.
Fringe benefit fino a 2mila euro per i lavoratori con meno di 31 anni
Infine, la Manovra interviene anche sui fringe benefit, cioè quei beni e servizi che le aziende possono riconoscere ai propri dipendenti in aggiunta allo stipendio. Si tratta, per esempio, di buoni acquisto, buoni carburante e rimborsi per alcune spese, come quelle delle bollette o dell'affitto.
Per il 2027 il limite di esenzione fiscale viene portato a 2mila euro per i lavoratori che non hanno ancora compiuto 31 anni. La soglia sarà quindi più alta rispetto a quella ordinaria di 1.000 euro prevista per la generalità dei dipendenti. Il limite di 2mila euro è già previsto per i lavoratori con figli fiscalmente a carico. Con la nuova misura, anche i dipendenti più giovani potranno beneficiare della stessa soglia, indipendentemente dalla presenza di figli. Anche in questo caso non si tratta di un bonus in denaro riconosciuto automaticamente a tutti, saranno le aziende a poter concedere questi benefit ai propri dipendenti, entro i limiti previsti dalla normativa.