Legge di Bilancio, scontro Lega-FdI su pensioni e tagli alla scuola: torna ipotesi condono edilizio
La discussione sulla Legge di Bilancio entra nel vivo e fa emergere ancora divisioni dentro la maggioranza di governo. I partiti della coalizione si trovano infatti su posizioni profondamente distanti principalmente su due questioni concrete: la gestione dei tagli di spesa voluti dal Ministero dell'Economia e l'introduzione di nuove misure fiscali e urbanistiche. Da una parte la Lega chiede di correggere il testo per tutelare scuola e pensioni, dall'altra Fratelli d’Italia valuta il reinserimento di un emendamento per consentire la regolarizzazione di vecchi abusi edilizi.
Lega contro i tagli alla scuole e battaglia su anticipo pensionistico
Il primo punto di attrito riguarda le risorse destinate all’istruzione e alla previdenza. Il testo della manovra prevede una riduzione di circa settemila cattedre nel prossimo triennio: una misura che ha colto di sorpresa i vertici leghisti e che il segretario Matteo Salvini ha promesso di cancellare durante i lavori parlamentari. Accanto alla scuola, la Lega punta a potenziare il capitolo previdenziale: l'obiettivo dichiarato è garantire l'anticipo pensionistico a 64 anni a partire dal 2027, superando i vincoli della Legge Fornero. Per il Carroccio i fondi attuali sono insufficienti, mentre da Fratelli d'Italia si ricorda che i patti sottoscritti nella maggioranza andrebbero rispettati senza stravolgere i conti pubblici.
L'emendamento sul condono edilizio e il caso Campania
Il secondo fronte caldo è la proposta di riaprire i termini del condono edilizio del 2003, già tentata in passato e ora riproposta da parlamentari di Fratelli d’Italia. La misura nasce per risolvere una situazione specifica della Campania, dove all’epoca la legge nazionale non venne applicata, lasciando in sospeso oltre 50 mila ordinanze di demolizione. Se approvata, la norma darebbe alla Regione due mesi di tempo per decidere se aderire e consentirebbe ai cittadini di sanare le irregolarità commesse prima del 2003. L'ipotesi al vaglio della maggioranza include anche la possibilità di regolarizzare piccole opere accessorie o ristrutturazioni prive delle necessarie autorizzazioni su scala nazionale.
Le proteste dell'opposizione e i dubbi sulla sanità
Le ipotesi di modifica al testo hanno subito innescato la reazione delle opposizioni e dei governi regionali. I partiti di minoranza accusano il centrodestra di voler premiare l'abusivismo edilizio con un danno per la legalità e per i contribuenti che hanno sempre rispettato le regole. Parallelamente, molte Regioni lamentano che i fondi stanziati per il Servizio Sanitario Nazionale non basteranno a coprire le spese crescenti, preannunciando una sessione di voti sugli emendamenti particolarmente complessa e densa di richieste di correzione.