Pensionamenti scuola, aperte le domande per docenti e personale ATA: c’è tempo fino al 21 ottobre

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Il Ministero dell’Istruzione ha aperto la finestra per le domande di cessazione dal servizio per docenti e personale ATA. Tra scadenze imminenti, l’incognita della legge di Bilancio e i futuri scatti sull’aspettativa di vita, ecco le regole per uscire dal mondo della scuola.

Si apre ufficialmente la finestra per andare in pensione nel mondo della scuola a partire dal prossimo anno scolastico. Per docenti, educatori e personale ATA è quindi il momento di decidere se lasciare il servizio o proseguire l'attività, affrontando una scelta che richiede un'attenta pianificazione. I tempi per presentare l'istanza sono infatti molto stretti. A rendere il quadro più complesso c'è poi l'incertezza legata alla futura legge di Bilancio, che potrebbe introdurre modifiche ai requisiti proprio mentre i lavoratori stanno inoltrando le proprie domande.

Pensioni scuola, le scadenze fissate dal Ministero per insegnanti e presidi

Tutte le domande devono essere inviate tramite la piattaforma ministeriale Istanze Online (Polis). Per gli insegnanti, gli educatori e il personale ATA il termine da segnare sul calendario è il 21 ottobre. I dirigenti scolastici hanno invece più tempo: la loro scadenza, di norma prevista per il 28 febbraio, quest'anno slitta al 1° marzo perché l'ultimo giorno del mese cade di domenica. Entro queste stesse date è possibile compiere anche altre operazioni: chi ci ha ripensato può revocare una domanda inviata in precedenza, mentre chi desidera restare al lavoro può chiedere il passaggio al tempo parziale (affiancandolo alla pensione) oppure il trattenimento in servizio se non ha ancora raggiunto gli anni di contributi minimi previsti.

Come presentare la domanda

Per presentare la domanda, i dipendenti devono scegliere tra sette modelli digitali messi a disposizione dal Ministero dell'Istruzione, ognuno corrispondente a una diversa modalità di uscita. Il modulo principale è destinato a chi raggiungerà entro il 31 dicembre del prossimo anno i requisiti per la pensione di vecchiaia o per quella anticipata ordinaria. Gli altri sei moduli servono invece per accedere alle diverse forme di pensione anticipata maturate negli anni: dalle vecchie Quota 100, Quota 102 e Quota 103, fino alla pensione anticipata flessibile. Infine, resta attiva la strada di Opzione Donna per le lavoratrici che hanno maturato i requisiti richiesti e che si trovano in particolari condizioni di tutela, come le caregiver o le persone con invalidità riconosciuta.

L'impatto dei futuri aumenti sull'età pensionabile

Chi deve decidere se andare in pensione deve fare i conti con un sistema destinato a diventare più severo nei prossimi anni. Dal 1° gennaio 2027, infatti, l'età richiesta per la pensione di vecchiaia salirà a 67 anni e un mese a causa dell'adeguamento all'aspettativa di vita, per poi passare a 67 anni e tre mesi nel 2028 e raggiungere i 67 anni e sei mesi nel 2029. Da questi aumenti saranno però esentati i maestri della scuola dell'infanzia e della primaria, poiché il loro lavoro è riconosciuto tra le attività gravose. Requisiti più severi sono previsti dal 2027 anche per i lavoratori precoci, che dovranno contare su 41 anni e un mese di contributi, anche se il Governo sta valutando di bloccare temporaneamente questi incrementi nella prossima legge di Bilancio.

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