Bonus Iscro per Partite Iva, ultimi giorni per ottenere fino a 818 euro al mese: chi può fare domanda e come

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Il bonus ISCRO è un sostegno economico per i lavoratori autonomi che hanno subito un forte calo del reddito. L’importo può arrivare a 817,69 euro al mese per sei mesi. Le domande sono aperte fino al 31 ottobre 2026. Ecco quali requisiti bisogna rispettare, quanto spetta e cosa prevedono le nuove regole sulla formazione.

Il bonus ISCRO 2026 è un sussidio per i lavoratori autonomi con partita Iva che sono in difficoltà economica. Se il loro reddito è calato, possono ricevere dall'Inps da 255,53 a 817,69 euro al mese per sei mesi, a condizione di rispettare specifici requisiti economici e previdenziali: per richiederli bisogna avere una partita Iva attiva da almeno tre anni ed essere iscritti alla Gestione Separata Inps.

Le domande possono essere presentate solo fino al 31 ottobre 2026, attraverso il sito dell'istituto previdenziale. Un decreto pubblicato il 5 ottobre ha introdotto nuove regole sui percorsi di formazione professionale previsti per i beneficiari.

Chi può ottenere il Bonus Iscro 2026: tutti i requisiti per le Partite Iva

L'ISCRO (Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa) è riservata ai liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata Inps, il sistema previdenziale a cui versano i contributi, tra gli altri, i professionisti che non hanno una propria cassa di previdenza. Possono beneficiarne anche i lavoratori che esercitano all'interno di studi associati, purché rispettino i requisiti previsti; dunque, non è un bonus accessibile indistintamente a tutte le partite IVA.

Infatti per ottenere il contributo bisogna avere una partita IVA attiva da almeno tre anni al momento della domanda ed essere in regola con il versamento dei contributi previdenziali. Inoltre, nel corso del 2025, il lavoratore deve aver guadagnato dalla propria attività autonoma non più di 12.749,18 euro. Poi, il reddito deve essere inferiore al 70% della media di quelli ottenuti nel 2023 e nel 2024: significa che il professionista deve aver subito una riduzione superiore al 30% rispetto alla media dei due anni precedenti. Ad esempio, se nel 2023 e nel 2024 il reddito medio annuo è stato di 10mila euro, per ottenere il bonus quello del 2025 deve essere sceso sotto i 7mila euro.

Il confronto riguarda il reddito da lavoro autonomo dichiarato al Fisco, non semplicemente il fatturato, cioè il totale delle somme incassate dai clienti prima di considerare i costi dell'attività. Sono esclusi dal calcolo eventuali redditi da lavoro dipendente. Questo non significa, però, che il bonus possa essere richiesto anche da chi lavora contemporaneamente come dipendente: al momento della domanda non bisogna essere iscritti ad altre forme di previdenza obbligatoria, oltre alla Gestione Separata Inps. Per esempio, chi nel 2025 lavorava anche come dipendente, ma nel 2026 ha perso quel lavoro, può richiedere l'ISCRO se continua a esercitare come libero professionista e rispetta tutti gli altri requisiti: lo stipendio percepito nel 2025 non viene conteggiato nel calcolo del bonus.

Non possono ottenere l'ISCRO i titolari di una pensione diretta, chi come detto è iscritto pure ad altre forme di previdenza obbligatoria e chi percepisce l'Assegno di inclusione. Il contributo è incompatibile con alcune indennità di disoccupazione, tra cui NASpI e DIS-COLL ed anche con cariche elettive o politiche retribuite, quando comportano indennità o altri compensi diversi dal semplice gettone di presenza.

Infine, non può presentare domanda nel 2026 chi ha già beneficiato dell'ISCRO nel 2024 o nel 2025. La legge impedisce infatti di richiederla nei due anni successivi a quello in cui si è iniziato a riceverla. Invece può fare domanda chi aveva presentato una richiesta negli anni precedenti, ma non aveva ottenuto il contributo perché la domanda era stata respinta o la prestazione revocata fin dall'origine.

Quanto vale il bonus ISCRO 2026 e come si calcola l'importo

Nel 2026 l'importo del bonus ISCRO è compreso tra 255,53 euro e 817,69 euro lordi al mese. Il contributo viene riconosciuto per sei mensilità, quindi può arrivare complessivamente a 4.906,14 euro.

L'ammontare dell'importo dipende dai redditi da lavoro autonomo dichiarati nel 2023 e nel 2024. Per calcolarla, l'Inps considera la media annua dei redditi dei due anni, la divide per due per ottenere un valore riferito a sei mesi e calcola il 25% del risultato. La cifra ottenuta rappresenta l'importo mensile dell'indennità, entro i limiti minimi e massimi stabiliti per il 2026.

Ad esempio, se un professionista ha dichiarato 6mila euro di reddito nel 2023 e altrettanti nel 2024, la media annua è di 6mila euro. La metà è pari a 3mila euro e il 25% corrisponde a 750 euro al mese. Naturalmente, per ricevere il contributo deve rispettare anche gli altri requisiti, compreso quello relativo al calo del reddito nel 2025.

Il bonus concorre alla formazione del reddito ai fini fiscali. Inoltre, durante i sei mesi di erogazione non vengono accreditati contributi pensionistici aggiuntivi per il solo fatto di ricevere l'indennità.

Come richiedere il bonus, quando scade la domanda e quando viene pagato

Le domande per il bonus ISCRO 2026 sono aperte fino al 31 ottobre 2026. Per richiedere il contributo bisogna collegarsi al sito dell'Inps e accedere alla sezione denominata "Punto d'accesso alle prestazioni non pensionistiche", selezionando poi la voce relativa all'Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa.

Per entrare nel servizio è necessario identificarsi attraverso SPID, il sistema pubblico di identità digitale, oppure con la Carta d'identità elettronica (CIE) o la Carta nazionale dei servizi (CNS). Durante la compilazione bisogna indicare i dati richiesti e dichiarare i redditi prodotti negli anni di riferimento, cioè il 2023, il 2024 e il 2025. L'Inps potrà successivamente verificarli attraverso i dati dell'Agenzia delle Entrate.

In alternativa, è possibile rivolgersi a un patronato oppure contattare telefonicamente l'Inps al numero 803 164, gratuito da rete fissa, o allo 06 164164, da cellulare, con il costo previsto dal proprio operatore telefonico.

Una volta presentata la domanda, l'Inps verifica che siano rispettati tutti i requisiti. Se la richiesta viene accolta, il diritto al contributo decorre dal giorno successivo alla presentazione della domanda, per una durata di sei mesi. Questo non significa che il primo pagamento arrivi immediatamente il giorno successivo: l'erogazione effettiva avviene dopo le verifiche necessarie da parte dell'istituto. Il contributo viene interrotto se, durante il periodo in cui lo si riceve, il beneficiario chiude la partita IVA o perde uno dei requisiti previsti dalla legge.

La legge ha previsto per l'ISCRO 20,8 milioni di euro nel 2026. Se il monitoraggio dell'INPS dovesse rilevare il rischio di superare il limite di spesa, non potrebbero essere concesse ulteriori indennità.

Come cambia il bonus per le Partite Iva con le nuove regole sulla formazione

Il bonus ISCRO non è una misura nuova: è stato introdotto in via sperimentale nel 2021 ed è diventato permanente dal 1° gennaio 2024. La novità più recente invece riguarda i corsi di aggiornamento professionale destinati alle persone che ricevono l'indennità. Un decreto del Ministero del Lavoro e del Ministero dell'Economia, firmato il 3 settembre e pubblicato il 5 ottobre 2026, ha definito come devono essere organizzati questi percorsi e quali procedure devono seguire i beneficiari.

In particolare, quando l'Inps accoglie la domanda, il lavoratore viene iscritto automaticamente al SIISL, il Sistema informativo per l'inclusione sociale e lavorativa, una piattaforma pubblica attraverso la quale è possibile consultare opportunità di formazione e offerte di lavoro. L'istituto comunica al beneficiario come accedere e sottoscrivere il cosiddetto patto di attivazione digitale, un documento che serve ad avviare il percorso attraverso la piattaforma.

Una volta completato questo passaggio, il lavoratore può consultare i corsi disponibili, che devono essere organizzati da enti di formazione autorizzati o riconosciuti dalle Regioni: l'obiettivo di questa misura è permettere ai professionisti di aggiornare le competenze che già possiedono oppure acquisirne di nuove, utili per la propria attività lavorativa.

Il decreto stabilisce anche una verifica dopo 90 giorni dalla sottoscrizione del patto digitale. Se, trascorso questo periodo, il beneficiario sta ancora ricevendo l'ISCRO ma non ha iniziato alcun percorso formativo, il suo nominativo viene trasmesso ai Centri per l'impiego, che potranno aiutarlo a individuare un corso adeguato. La mancata partecipazione a un corso entro i 90 giorni, però, non comporta automaticamente la perdita del bonus. Il decreto prevede una segnalazione finalizzata all'orientamento professionale, senza introdurre una nuova causa di revoca dell'indennità.

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