Per allentare al più presto le misure restrittive e dare il via alle riaperture è necessario accelerare la campagna vaccinale. Solo quando i più fragili, in primis gli anziani, saranno protetti potremo revocare divieti e restrizioni, su questo punto lo stesso Mario Draghi è stato chiarissimo. Tuttavia, ci vorranno ancora mesi prima che si riesca a vaccinare la maggior parte delle popolazione, in cui sarà quindi ancora necessario convivere ancora con il virus. Ma per farlo in modo sicuro bisognerà avere a disposizione i dati epidemiologici il più aggiornati possibile e semplificare i parametri con cui si introducono misure di contenimento. Non solo: sarà anche necessario avere un piano nazionale di sorveglianza attiva, in sostanza uno screening periodico e gratuito per tutti i cittadini per tenere sotto controllo la diffusione del virus e monitorare al tempo stesso le varianti. Questo è ciò che ha chiesto una mozione presentata in Senato da Italia Viva, sottoscritta anche dallo stesso Matteo Renzi.

Le decisioni vanno prese su dati il più attuali possibili

Per prima cosa si ribadisce la necessità di allineare con maggior precisione l'andamento dei contagi e le misure restrittive. Si deve cioè evitare che il Comitato tecnico scientifico produca dei pareri basati su dati non più attuali, dal momento che poi su questi vengono prese le decisioni. Che, chiaramente, non possono essere riferite a numeri obsoleti. Nel monitoraggio della situazione epidemiologica, inoltre, bisogna dare particolare attenzione alla diffusione delle varianti, intervenendo con provvedimenti più restrittivi dove la circolazione risulta particolarmente alta.

Superare le differenze regionali nella campagna vaccinale

Nella mozione si sottolinea poi il problema delle differenze regionali che si sono registrate finora nella campagna vaccinale, rispetto alle categorie prioritarie, hanno generato non pochi problemi. E si rimarcano anche le difficoltà che possono ritrovarsi ad affrontare moltissime persone che hanno il domicilio al di fuori della loro Regione di residenza. Per queste ragioni da un lato si chiede al governo di "implementare il piano vaccinale del commissario straordinario, superando le differenze e discriminazioni" e dall'altro a consentire a tutti i lavoratori o studenti fuori sede di "effettuare la vaccinazione contro il SARS-COV-2 gratuitamente e presso il servizio sanitario della Regione ove sono impegnati negli studi o per lavoro, evitando complicati e disfunzionali ritorni presso la regione di residenza".  Si chiede anche di "favorire la vaccinazione nei luoghi di lavoro, quando, per le dimensioni degli stessi, questi siano dotati di un presidio medico".

Serve un piano nazionale di sorveglianza attiva

Infine, si chiede all'esecutivo di prevedere un piano nazionale di sorveglianza attiva, "con uno screening capillare e gratuito della popolazione", rivolgendolo principalmente alla popolazione più giovane (non solo in quanto questa è la più attiva, ma anche perché sarà l'ultima fascia ad essere vaccinata) "evitando che i costi dei tamponi acuiscano le diseguaglianze sociali, con parte della popolazione portata ad evitare il controllo per non sobbarcarsi le relative spese". In questo senso si spinge affinché si utilizzino anche altri strumenti diagnostici, come ad esempio i tamponi salivari, che possono essere effettuati dai cittadini anche in autonomia.