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30 Settembre 2014
13:03

La macelleria sociale c’è già. Di che parlano a sinistra?

“Con le nuove norme su articolo 18 e contratti del Governo Renzi si va verso una macelleria sociale”. E quella di adesso come la chiamate?
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Tanto per essere chiari sin da subito: quella proposta da Renzi non è una riforma, è praticamente una lista di annunci, presentata in maniera retorica e propagandistica. Non c'è una cifra, non ci sono dettagli, non c'è una tempistica chiara, ci sono indicazioni vaghe e dubbi sostanziali. Insomma, c'è solo la solita concezione messianica della politica: fidatevi di me, così, al buio. Quanto alla mediazione e alle concessioni "strappate" dall'ala critica del Pd, viene da sorridere: davvero è un risultato accettabile aver sentito Renzi buttare lì la parola "disciplinari", assicurare tutele su maternità e discriminazioni e impegnarsi ad un generico "confronto" con i Sindacati? Beh, contenti voi…

E però dall'altra parte c'è un vuoto tremendo, insostenibile. Di uomini e personalità, prima di tutto (con qualche isolata eccezione, ovviamente). Davvero qualcuno pensa che D'Alema e Bersani (che pure hanno avuto buon gioco nello smontare il nulla disegnato nella relazione del Presidente del Consiglio) siano ancora spendibili politicamente? Davvero qualcuno pensa che siano questi leader sindacali a poter elaborare il nuovo sistema di tutele e di regole del mondo del lavoro? Non è questione di essere ingenerosi, ma le carriere politiche, le responsabilità avute, il consenso e la legittimità di cui godono, in questo momento contano. Eccome.

Ma soprattutto, davvero qualcuno pensa che sia possibile dare a bere a milioni di italiani il "rischio di una nuova macelleria sociale"? E, fatemi capire, quella di oggi come la chiamate? Cosa dovrebbe pensare di una simile lettura chi vive quotidianamente una dimensione lavorativa con zero tutele, zero diritti, zero prospettive e zero garanzie? A chi potete raccontare la storiella dello smantellamento dei diritti: a quelli che possono andare a casa da un momento all'altro? O a quelli che a casa sono già andati, magari dopo il fallimento di una delle decine di migliaia di piccole aziende? O a quelli che il lavoro lo cercano da anni?

Forse non ve ne siete accorti, ma la macelleria sociale già c'è. È il risultato della crisi economica, ma non solo. È, questo lo sapete bene, frutto della incapacità di riformare il mercato del lavoro, ma anche di ripensare un modello di società che sia inclusivo e non escludente (il discorso è complesso, ovviamente). Ora vorreste che ci accontentassimo di ricalibrare un po' il bilancino delle tutele mentre dall'altro lato c'è chi mette in discussione la bilancia stessa, con argomenti deboli, idee già stantie e la solita retorica. Una bella alternativa, non c'è che dire.

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A Fanpage.it fin dagli inizi, sono condirettore e caporedattore dell'area politica. Attualmente nella redazione napoletana del giornale. Racconto storie, discuto di cose noiose e scrivo di politica e comunicazione. Senza pregiudizi.
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