Italia-Spagna, torna in vigore Schengen: stop ai controlli alle frontiere, l’annuncio del governo

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A cura di Luca Pons
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“Le sospensioni di Schengen in vigore” tra Italia e Spagna “non verranno prolungate ulteriormente”. Lo ha fatto sapere il ministero dell’Interno. Dopo quasi tre mesi, si fermano i controlli alle frontiere che erano nati in risposta alla crisi di Ceuta.

I ministri dell’Interno di Italia e Spagna Matteo Piantedosi e Fernando Grande-Marlaska hanno concordato ufficialmente che, da domani 23 ottobre, gli accordi di Schengen torneranno pienamente in vigore tra i due Paesi. In altre parole, si bloccheranno i controlli alla frontiera che erano attivi dal 1° agosto.

L'ultima proroga era arrivata appena una settimana fa. L'intenzione di sospendere i controlli era già nell'aria: il rinnovo era servito ad allineare la scadenza della misura italiana con quella spagnola, che il governo di Madrid aveva adottato in risposta alla mossa del governo Meloni. Dunque, le verifiche resteranno in vigore solamente fino alla mezzanotte di oggi, mercoledì 22 ottobre, poi termineranno.

Il caso era nato sull'onda della reazione emotiva – ma soprattutto politica – alla crisi di Ceuta, quando decine di migliaia di persone migranti erano entrate nell'exclave spagnola che si trova in territorio marocchino. Nonostante gli accordi di Schengen non riguardi le persone che si trovano a Ceuta, sempre sottoposte a controlli quando entrano in Spagna o in qualsiasi altro Paese europeo, il governo Meloni aveva deciso di sospendere le norme che permettono la libera circolazione in Ue. Il motivo ufficiale era assicurare la sicurezza dei confini.

Il governo Sánchez aveva visto la decisione come un attacco politico, e aveva risposto a sua volta sospendendo gli accordi di Schengen nei confronti dell'Italia. In questo caso, la motivazione ufficiale era l'alto numero di persone migranti che arrivano in Italia attraversando il Mediterraneo.

Di rinnovo in rinnovo, i due Paesi hanno prolungato la sospensione di Schengen fino ad oggi. Gli effetti si sono visti nei porti e negli aeroporti, per i viaggi che collegavano Italia e Spagna. Controlli dei documenti – a campione, ma in teoria avrebbero potuto essere estesi a tutti i passeggeri -, richieste sui motivi dei viaggi e così via. Proprio come avveniva prima che ci fosse un trattato comune per garantire ai cittadini europei la libertà di circolare.

Il ministero dell'Interno italiano ha fatto sapere che la decisione ufficiale è arrivata dopo "un cordiale colloquio telefonico" tra il ministro Piantedosi e il suo omonimo Grande-Marlaska. A mettere le basi era già stato "l'incontro avvenuto a margine del Consiglio europeo tra i premier Giorgia Meloni e Pedro Sánchez".

Insieme al via libera agli spostamenti senza controlli ulteriori ci sarà anche il "potenziamento dello scambio informativo per garantire la piena sicurezza dello spazio comune Schengen". Vale la pena di ricordare che, per il tempo in cui la sospensione di Schengen è stata in vigore, non è noto che risultati abbia portato. L'ultimo (e unico) aggiornamento ufficiale dal Viminale risale a inizio settembre. Nel primo mese di controlli alla frontiera, l'Italia aveva respinto 31 persone, su circa 180mila identificate mentre stavano entrando nel Paese dalla Spagna. Otto delle persone respinte erano di origine marocchina. Solamente sei, su 180mila controlli, erano state arrestate. Il 10 settembre era arrivato un nuovo bilancio: 42 respinti e otto arrestati.

Non è noto se quegli arresti abbiano poi portato a conseguenze giuridiche. E non si sa nemmeno quali risultati abbiano dato i controlli nel corso di novembre e ottobre, dato che non sono arrivati ulteriori aggiornamenti.

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