Governo rinnova controlli su chi arriva dalla Spagna per 15 giorni, Madrid risponde: cosa cambia per i viaggi
Non si ferma la tensione diplomatica tra Italia e Spagna: il governo Meloni ha deciso di rinnovare la sospensione degli accordi di Schengen, e quindi confermare i controlli alla frontiera per chi arriva dalla Spagna, per altri quindici giorni. La proroga è stata confermata ieri dal ministero dell'Interno. In mattinata si era riunito il Comitato di analisi per l'immigrazione e la sicurezza delle frontiere. Da parte sua, Madrid ha immediatamente risposto prolungando per lo stesso periodo i controlli su chi arriva dall'Italia. Così, almeno fino a metà ottobre, resterà più faticoso viaggiare verso la Spagna.
Perché l'Italia prolunga i controlli alle frontiere con la Spagna
Il ministero dell'Interno italiano ha giustificato la decisione dicendo che vuole "rafforzare la tutela dei confini europei, anche a garanzia della sicurezza nazionale", e "prevenire e contrastare possibili minacce terroristiche". Lo stop all'accordo di Schengen era partito a inizio agosto, per volontà del governo Meloni dopo la crisi di Ceuta, quando circa 60mila persone erano entrate nell'exclave spagnola (che geograficamente si trova in Marocco, dall'altra parte del Mediterraneo) in pochi giorni.
Subito era scoppiata una forte polemica con il governo Sanchez, che alla fine aveva risposto con una misura speculare. Da quel momento, i rapporti sono rimasti tesi. A fine agosto è arrivato un primo rinnovo di due settimane, poi un altro a metà settembre e un terzo a partire da oggi. Non è chiaro che effetti abbia avuto la misura nei circa due mesi in cui è stata in vigore finora, e su quali basi il governo Meloni parli di possibili minacce terroristiche che provengano dalla Spagna in particolare. Nel primo mese, stando ai dati riportati dal Viminale, su quasi 500mila controlli effettuati erano state respinte 31 persone. Molti dall'opposizione hanno fatto notare che da Ceuta nessuno è arrivato in Italia, e hanno accusato il governo di portare avanti i controlli alla frontiera solo per sfidare l'esecutivo spagnolo, di centrosinistra, sul tema delle migrazioni.
Cosa cambia per chi viaggia tra Italia e Spagna
Concretamente, lo stop agli accordi di Schengen significa che tutti coloro che arrivano dalla Spagna, che sia tramite un volo o per nave, possono essere sottoposti a controlli. Normalmente, invece, nell'area Schengen – che include la maggior parte dei Paesi dell'Unione europea, ma anche Svizzera, Norvegia e Islanda – non si effettuano verifiche dei documenti. In sostanza, non bisogna mostrare carta d'identità o passaporto tutte le volte che si supera un confine.
Da inizio agosto, chi proviene dalla Spagna può essere fermato dalle autorità con la richiesta di esibire un documento d'identità e dare spiegazioni sul viaggio. Solitamente, per evitare che si formino code e ritarde negli spostamenti, le autorità effettuano verifiche a campione, e non richiedono i documenti a tutti i passeggeri, anche se formalmente sarebbero autorizzate a farlo.
Visto che il governo spagnolo ha risposto prorogando a sua volta i controlli, la stessa cosa vale per chi dall'Italia va in Spagna. La motivazione citata è stata la "persistente pressione migratoria irregolare" che arriva dal territorio italiano, ma anche in questo caso appare piuttosto evidente che si tratti di una motivazione di facciata (il flusso di migranti dall'Italia verso il resto d'Europa, e in particolare la Spagna, non ha subito peggioramenti negli ultimi mesi).
Qualunque passeggero di un volo o un traghetto dall'Italia, quindi, può essere obbligato a fornire i documenti. Questo non significa che diventi obbligatorio avere il passaporto per andare in Spagna: resta comunque possibile essere dotati della sola carta d'identità, ma potrebbe essere richiesto mostrarla e spiegare le motivazioni del proprio viaggio. I controlli non si applicano, invece, per chi si sposta in auto. Dato che, naturalmente, Italia e Spagna non condividono un confine, chi parte dall'Italia per entrare in territorio spagnolo lo fa attraverso la Francia. Al confine Francia-Spagna non sono in vigore particolari controlli, quindi non saranno richiesti documenti.
L'appuntamento al vertice Ue sulle migrazioni
Le tensioni politiche potrebbero riemergere anche nel prossimo Consiglio Giustizia e Affari interni dell'Ue, in programma oggi. Qui si riuniranno i ministri dell'Interno e della Giustizia dei 27 Paesi europei, che discuteranno proprio dello spazio Schengen, di migranti e di rimpatri. La Commissione europea dovrebbe presentare un piano per prevenire e contrastare gli arrivi illegali improvvisi e di massa, come quelli avvenuti a Ceuta. Ci saranno altre occasioni, quindi, per frizioni diplomatiche tra Italia e Spagna.