Le novità del governo Meloni: le infermiere volontarie della CRI diventano “crocerossine”
È una riforma che è stata in lavorazione per quasi due anni, e oggi è arrivata a compimento in modo quasi definitivo. Il governo Meloni, nel Consiglio dei ministri che si è tenuto stasera – in cui non è riuscito ad approvare il decreto Bollette e ha impugnato la legge sul fine vita del Veneto – ha varato un decreto legislativo che fa nascere ufficialmente le "crocerossine". Non si chiameranno più "infermiere volontarie della Croce rossa italiana", ma proprio "crocerossine", in tutti gli atti ufficiali. Nessuna modifica del nome, invece, per il "Corpo militare volontario".
La legge, come detto, ci ha messo quasi due anni a prendere forma. Il testo era stato depositato al Senato, passando più o meno sottotraccia, il 3 dicembre del 2024. Portava la firma del ministro della Difesa, Guido Crosetto, e quello della Salute Orazio Schillaci. In questa prima versione, però, non si faceva menzione del cambiamento di nome del Corpo delle infermiere volontarie in "crocerossine".
Depositato nel bel mezzo della corsa per definire la legge di bilancio 2025, il ddl era stato trattato brevemente dalla commissione Difesa e poi abbandonato, per tornare in lavorazione a fine gennaio 2025. A marzo, la maggioranza aveva approvato l'emendamento che introduceva il cambio di nome. Era firmato dal relatore, che era il senatore forzista (ed ex militare) Raffaele De Rosa. Eletto con il M5s, nel 2024 era passato a FI e ad agosto 2025 avrebbe nuovamente cambiato partito, unendosi alla Democrazia cristiana; De Rosa prima dell'ingresso in politica era stato anche responsabile del Nucleo arruolamento e attività promozionale di Napoli del Corpo militare della Croce rossa italiana.
In ogni caso, con il via libera del centrodestra – e nonostante il tentativo di Alleanza Verdi-Sinistra di sostituire la parola "crocerossine" con formule come "ausiliarie sanitarie militari" o "operatrici di supporto sanitario" – la riforma era andata avanti, approvata dal Senato a maggio 2025 e poi dalla Camera a fine marzo di quest'anno. Trattandosi di una legge delega, la palla è passata al governo. Che, oggi, ha varato il decreto legislativo che la mette in atto. Il ministro della Salute e quello della Difesa hanno eseguito la richiesta di cambiare nome alle infermiere della Croce rossa.
In un comunicato stampa dopo il Consiglio dei ministri, il governo ha fatto sapere che "il Corpo delle infermiere volontarie assume la denominazione di Corpo delle crocerossine". Tra le altre novità, c'è il fatto che "per l'organizzazione e il funzionamento dei servizi ausiliari delle Forze armate, la Croce Rossa italiana è posta sotto la vigilanza del ministero della Difesa". Per il Corpo militare volontario cambia l'organizzazione del personale; l’Ispettore nazionale acquisisce il grado di "brigadier generale"; il personale chiamato in servizio "porta sull’uniforme le stellette a cinque punte, come segno dello stato giuridico di militare".
Nessuna stelletta per le infermiere volontarie, anzi, crocerossine. Il decreto si limita a ridefinire i loro compiti, ovvero "il servizio di assistenza e conforto agli infermi e alle persone vulnerabili in ambito socio-sanitario". Cambia anche il corso di informazione per diventare infermiera volontaria, che dura fino a due anni.
La riforma, come detto, non è ancora ufficialmente in vigore. Il decreto legislativo varato oggi passa ufficialmente al Parlamento, e in particolari alle commissioni competenti di Camera e Senato, che dovranno dare entro due mesi un parere non vincolante. A quel punto si ritornerà in Cdm e il governo darà il via libera definitivo.