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Al governo Meloni è rimasta solo la repressione

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A una settimana dalle proteste degli studenti e dei blocchi stradali degli autotrasportatori al Sud non si è mai parlato di scuola o di carovita: solo di nuovi decreti sicurezza, di carceri ai minorenni e di blocchi da far saltare con le maniere forti. Eccolo, in purezza, il governo Meloni.

Quando non hai più niente da offrire, rimangono solo paura e repressione.

Un bel decreto sicurezza, l'ottavo, e gli ennesimi nuovi reati. E poi l’esercito, i lince, i droni nelle piazze. E ancora il carcere, la precettazione,i blocchi da smobilitare. Eccola qua, la risposta del governo Meloni alle istanze poste dai giovani e dagli autotrasportatori. Ma anche a chi chiede una casa a prezzi normali, o banalmente di trovare benzina ai distributori e cibo nei supermercati. In una parola: repressione.

È questo l’esito, nei fatti, di una settimana di proteste. Non si è mai parlato di scuola e di fondi all’istruzione, come chiedevano gli studenti. Non c’è stata nessuna risposta sul tema della casa, come chiedevano gli universitari accampati nelle tende. E per gli autotrasportatori, invece, sono stati stanziati 175 milioni, anzi no 105, dopo aver promesso un miliardo tre giorni fa e 400 milioni l’altro ieri. Praticamente, il nulla del nulla.

In compenso, criminalizzazione del dissenso come se piovesse, nella miglior tradizione della destra italiana. Fiumi di parole e inchiostro sugli undicenni da trattare come fossero adulti, sulla polizia che ha usato la mano troppo leggera e, giusto ieri, sulle carceri minorili da ampliare in vista di massicci arresti. I

l tutto condito dalla solita mano di paranoia da complotto internazionale, da accuse a casaccio a centri sociali e pro Pal, E razzismo, ovviamente, che sui giornali e nei talk show della destra si è acuito, anziché attenuarsi, quando si è scoperto che la stragrande maggioranza dei ragazzini fermati era di cittadinanza italiana: perché il problema non è l’integrazione, per loro, ma il colore del sangue. Se hai un nonno straniero, sei comunque straniero. Anche se sei italiano.

Va detto che anche se volesse fare altrimenti, il governo non potrebbe. Perché, banalmente, non ha i soldi per occuparsi di scuola, o di case, o di welfare giovanile, o di lotta al disagio delle periferie urbane, o di inflazione e di costo carburante. La legge di bilancio è la più povera di sempre e i soldi ci sono solo per comprare armi e investire nelle rinnovabili. E anche volessimo sfidare i mercati, beh, sono i mercati per ora che stanno sfidando noi: ieri lo spread ha toccato quota 125 e la Borsa di Milano è colata a picco. 

Avete presente quelle mappe dove a un certo punto c’è una freccina con la frase “voi siete qui”? Ecco: noi siamo qui.

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