opinioni

Se pensate basti la repressione contro i giovani, non avete capito nulla di cosa è successo a Milano

Immagine
Quel che è successo sabato e domenica a Milano, e quel che succederà ancora, non è che il risultato di anni a fomentare violenza e rabbia sociale a fini elettorali. Oggi non servono violenza e repressione: serve ricostruire un patto sociale coi giovani.

Hanno creato il mostro, e ora non sanno come combatterlo.

Anni di segregazione invece che integrazione, di “prima gli italiani”, di classi separate per i bimbi stranieri, di “se non paghi niente mensa”, di “noi non regaliamo la cittadinanza”

Anni a fomentare l’odio sociale, a dividere “noi” da “loro”, a metter legna sotto il fuoco del rancore, a parlare di remigrazione, a usare gli stranieri e i figli degli stranieri come bersaglio per prendersi i voti degli italiani, che tanto gli stranieri e i figli degli stranieri non votano.

Anni a disinvestire sulla scuola, a depotenziare il ruolo dei docenti, a usarla come teatro per le proprie battaglie ideologiche, a fare a pezzi ogni tentativo di educare all’affettività e alla soluzione pacifica dei conflitti in nome della lotta all’ideologia gender.

Anni a fare l'elogio di chi si fa da solo, del consumo come misura dello status sociale, della ricchezza come unico metro e misura del successo di un individuo.

Anni a strumentalizzare la violenza, a reprimere a colpi di decreti sicurezza e decreti Caivano, di decreti rave, leggi anti ambientalisti e anti maranza, scudi penali e manganellate protette dall’anonimato, di nuovi reati a ogni nuovo caso di cronaca, di “due calci nel culo” e “buttare via la chiave”.

Anni a giocare agli apprendisti stregoni dello scontro di civiltà e della guerra civile da pianerottolo, convinti che dalla violenza sociale la destra autoritaria e securitaria ne sarebbe uscita sempre vincitrice contro la sinistra “buonista” e permissiva.

Immagine

E adesso?

Pensate davvero non accadrà più?

Pensate davvero bastino 500 soldati per strada a sedare la rabbia cieca dei giovani delle periferie?

Pensate davvero di cavarvela ancora con la repressione e con abomini dello Stato di diritto come il fermo preventivo dei minorenni?

Pensate davvero che a dei ragazzi cui avete sempre negato di essere uguali agli altri freghi qualcosa se minacciate di toglier loro una cittadinanza che non gli avete mai concesso?

Immagine

Perché se pensate tutto questo, spiacente, ma siete completamente fuori strada. E no, non c’è nulla di cui essere compiaciuti. C’è solo da osservare, in silenzio, il disastro di anni di politiche sbagliate e da rimboccarsi le maniche per fare l’esatto opposto di quanto è stato fatto finora.

Di metter soldi nelle scuole, affinché tornino a essere le cattedrali laiche dello Stato italiano, soprattutto nelle periferie urbane.

Di costruire biblioteche, centri sportivi, luoghi di aggregazione pubblici nelle periferie, anziché centri commerciali.

Di mettere soldi e strumenti nelle tasche dei docenti, affinché siano gli strumenti principali per formare i nuovi cittadini di questo Paese, quelli che dovranno rimettere assieme i cocci di un mondo che abbiamo distrutto noi, gli adulti nella stanza.

Di mettere soldi sul welfare e sulle politiche giovanili, dopo decenni passati a occuparsi – o a dire di occuparsi – solo di pensionati e ceto medio produttivo.

Di tornare a immaginare una società in cui un giovane di periferia possa avere qualche ascensore sociale che non sia la sua sola forza di volontà, o la fortuna, o qualche forma di economia criminale.

L’ha detto benissimo, meglio di qualunque politico, giornalista, sociologo, Fabio Bartolo Rizzo, in arte Marracash, in tre righe, rispondendo ai commenti su Instagram in cui gli si chiedeva perché ha preso posizione a favore dei ragazzi che hanno assaltato il centro di Milano. Tutto questo va fatto in nome e per conto di  “una generazione senza futuro, che studia per niente, distrutta dagli psicofarmaci , messa ai margini davanti a una vetrina di status symbol che non avrà mai e il mantra che sei quello che hai e cioè niente”.

Hanno creato il mostro e l’errore è proprio lì: nel continuare a provare a combatterlo. 

Quando invece basterebbe tendergli la mano e fare finalmente qualcosa per aiutarlo ad avere un futuro.

Immagine
Membership autopromo
Offerta limitata

Attiva 14 giorni di prova gratuita

Naviga senza pubblicità, podcast e newsletter esclusive. Dopo 14 giorni paghi 90€/anno. Disdici quando vuoi.

Abbonati a Fanpage.it
api url views
Fai la tua domanda per il prossimo episodio di "%s"
Immagine
Tu fai una domanda, il Direttore risponde.