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È incredibile come l’Europa stia a guardare senza fare nulla, mentre Trump la distrugge

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Prima i dazi e lo stop agli aiuti all’Ucraina, poi la guerra in Iran e ora l’accordo per il gasolio con Putin: cosa deve fare ancora Trump perché l’Europa si svegli?

A guardarla tutta assieme, quasi non ci si crede. Prima che arrivasse Trump, Usa e Unione Europea, assieme, aiutavano militarmente l’Ucraina. E grazie alla relativa stabilità del resto del mondo riuscivano a comprare gas altrove, senza un aggravio dei costi significativo, dopo lo choc iniziale del febbraio 2022. Poi è arrivato Trump: ha smesso di aiutare l’Ucraina, tanto per cominciare. Quindi ha dichiarato guerra all’Iran, provocando la chiusura dello stretto di Hormuz, che ha fatto impennare il prezzo di gas e petrolio. E poi – è notizia di questi giorni – ha deciso di comprare gasolio da Putin, finanziando lo sforzo bellico della Russia, contro cui noi finanziamo lo sforzo bellico dell’Ucraina.

In mezzo, non bastasse, ci sono i dazi alle merci europee. E la richiesta-ricatto di portare la spesa militare al 5% del PIL. Il tutto col risultato di deprimere ulteriormente la crescita del Vecchio Continente e di appesantirne ulteriormente i bilanci, che infatti stanno andando fuori controllo, dalla Francia all’Italia. Cosa che ha portato il Fondo Monetario Internazionale a dire che l’Europa, nei prossimi anni, dovrà fare “scelte politiche molto dure” per ristrutturare il suo debito pubblico. Tradotto: tagli che faranno crescere il malcontento e quindi i partiti di destra extra-sistema. Guarda un po’, quelli che piacciono a Trump.

Intendiamoci: non sappiamo se sia una strategia deliberata oppure la somma di misure estemporanee ed erratiche in pieno stile Trump – ad esempio, per provare a non perdere le elezioni di metà mandato. Un sospetto che sia la somma di entrambe ce l’avremmo pure, ma l’effetto è evidente: non c’è una singola mossa di Trump che non si sia rivelata un disastro per noi e per tutta l’Europa. Ed è incredibile, o comunque sintomatico della nostra subalternità, come l’Europa non abbia fatto nulla per impedire a Trump di distruggerla.

Poteva rispondere ai dazi con dei contro dazi altrettanto violenti. Poteva colpire le big tech americane, facendo loro finalmente pagare le tasse che devono in Europa. Poteva sparigliare – come ha fatto Trump, del resto – avviando canali di trattativa e dialogo con Iran e Cina, nemici giurati di Washington, dimostrando a Trump che l’Europa poteva avere un’autonomia strategica dagli Stati Uniti d’America. Poteva rimangiarsi l’aumento della spesa bellica. O anche solo bloccare le importazioni di armi americane in Europa.

Peraltro: se agli occhi europei sembra anche solo impossibile che un continente da 450 milioni di abitanti che produce quasi un quinto della ricchezza globale possa anche solo alzare un dito per protestare contro gli Usa, forse non è nemmeno un problema di forza, ma di volontà. E a questo punto davvero più che prendercela con Trump dovremmo prendercela con noi stessi.

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