
Gli aggiornamenti di oggi, giovedì 22 ottobre, sulle guerre in Iran e in Ucraina.
La giornata di oggi si apre con le parole del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, di ritorno dal South Carolina. Trump parlando con i media sull'Iran ha dichiarato: "No, non credo che stiamo negoziando. In un modo o nell'altro, accadrà qualcosa, e succederà piuttosto presto. Molti pensano avverrà dopo le elezioni. Staremo a vedere. Quello che abbiamo fatto con l'Iran è straordinario. Abbiamo neutralizzato il loro apparato militare, la loro marina, la loro aeronautica, praticamente tutto. Non hanno più denaro. Sapete una cosa? Hanno una sola cosa: l'inflazione. Hanno il tasso di inflazione più alto che un Paese abbia visto negli ultimi 50 anni". E ha concluso: "Vogliamo anche porre fine alla guerra, ma vogliamo anche tenere la situazione com'è, dato che la Russia non è stata molto coinvolta, o comunque lo è stata in misura davvero minima, per quanto riguarda l'Iran", ha aggiunto.
Intanto la Marina del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Irgc) ha colpito quattro navi impegnate in trasferimenti di petrolio "da nave a nave" nel Golfo. Lo riporta Al Jazeera sottolineando che, secondo le Guardie Rivoluzionarie Islamiche, altre tre navi nella notte si sono scontrate con delle mine a ovest dello Stretto di Hormuz.
I Paesi del Golfo, tuttavia, restano dipendenti dalle tecnologie militari statunitensi e dubitano di poter contare ancora su Washington in caso di crisi. Le preoccupazioni sono aumentate con il rischio di una nuova escalation tra Stati Uniti e Iran, mentre i negoziati restano in stallo e Teheran e l'amministrazione del presidente Donald Trump si preparano all'eventualità di un nuovo conflitto. I Paesi della regione temono in particolare attacchi alle infrastrutture energetiche, dopo i recenti raid missilistici e con droni degli Houthi, gruppo armato yemenita sostenuto dall'Iran, che hanno danneggiato impianti energetici e un aeroporto internazionale a Riad. L'Arabia Saudita ha chiesto un intervento militare statunitense, ma Trump ha limitato il sostegno alla condivisione di informazioni d'intelligence e all'assistenza operativa.
Sul fronte ucraino invece si discute ancora di un possibile prossimo incontro trilaterale tra Usa, Cina e Russia sull'Ucraina. Il presidente Trump su questo punto ha dichiarato ai media: "Non posso dirvelo, perché la questione non si limita a questo. Si parla anche di denuclearizzazione, quindi non è solo quello". E prosegue: "Ci sono molti passaggi da compiere, ma credo che siamo più vicini che mai a una possibile soluzione. Vedete quello che vedo io. Avete visto, ad esempio, il presidente Zelensky. Credo che siamo più vicini che mai a una possibile risoluzione", ha aggiunto il tycoon alla Joinr Base Andrews, sempre di ritorno dalla South Carolina.
Ucraina, 630 droni lanciati nella notte verso Mosca
"Dalle 20.30 del 21 ottobre alle 4 del 22 ottobre, 630 droni erano in rotta verso la regione di Mosca", ha annunciato il sindaco di Mosca, Sergey Sobjanin, sui social. "La maggior parte è stata distrutta dai sistemi di difesa aerea a una distanza considerevole dall'obiettivo", ha aggiunto nel suo messaggio, precisando che due persone sono rimaste ferite. Sobjanin ha inoltre osservato che 163 di questi droni si erano avvicinati a Mosca.