“Da domani blocco dei carburanti, Salvini sta per dimettersi”: l’audio bufala smentito dal leader leghista
"Giorgio Frascati, ufficio del sottosegretario. Sono appena di ritorno dalla riunione e i 430 milioni sono stati rifiutati". Inizia così un messaggio audio fasullo che ha avuto moltissima circolazione nelle ultime ore, legato alle proteste degli autotrasportatori nel Sud Italia e non solo. L'audio, che annuncia un "blocco nazionale" del trasporto dei carburanti e parla addirittura dell'"inizio di un lockdown", non ha nessun fondamento nella realtà. Non solo non esiste alcun "Giorgio Frascati" che lavora nell'ufficio di un fantomatico "sottosegretario", ma le affermazioni del messaggio sono false: anche Matteo Salvini, con un video, è intervenuto per smentirle.
L'audio ha avuto una rapida circolazione anche perché erano molti i gruppi più o meno autonomi e informali che, nella giornata di ieri, aspettavano novità sull'incontro tra il ministro Salvini e le associazioni di trasportatori. Le notizie sono rimbalzate, tra ricostruzioni parziali e annunci ufficiosi. Alla fine le proteste sono state revocate in parte, in Sicilia, mentre continuano in altre Regioni.
Non è vero che i 430 milioni di euro contro il caro gasolio sono stati "rifiutati"
"Quante palle girano in rete, quanti audio falsi! Ma quando si tratta di lavoro non si scherza", ha commentato Salvini in un video di risposta. La prima questione citata da "Giorgio Frascati" è l'erogazione di 430 milioni di euro per sostegni contro il caro carburante. Il messaggio afferma che "sono stati rifiutati", ma non è così. Il governo si è impegnato ad accelerare i tempi per l'erogazione, a partire già dal giorno successivo all'incontro, cioè oggi.
"Non solo da ministro confermo i 430 milioni in pagamento da oggi agli autotrasportatori per il caro gasolio – sono 32mila imprese che verranno aiutate – ma ci sono 50 milioni di euro in più per il caro gasolio anche di settembre-ottobre e altri 590 milioni che verranno erogati per cambiare i camion vecchi con camion più nuovi", ha aggiunto Salvini. Per il momento, va detto, si tratta di impegni. I 50 milioni per caro gasolio degli ultimi due mesi, e i quasi 600 milioni per sostituire i mezzi, non saranno disponibili in tempi brevissimi. D'altra parte, uno dei motivi delle proteste è proprio che le risorse promesse non sono arrivate per mesi: si vedrà nei prossimi giorni se ci sarà un'effettiva accelerata.
Le bufale sul "lockdown" e la BCE
L'audio lancia altre affermazioni del tutto infondate: "Da domani ci sarà un blocco nazionale per quanto riguarda distribuzione di benzina e diesel", dice, al punto che "le pompe non riceveranno più la distribuzione delle forniture e quindi ci sarà un blocco assoluto per quanto riguarda il trasporto". Il tono allarmistico è evidente: "Siamo veramente in un inizio di un lockdown. I supermercati ormai, soprattutto al Sud Italia, la situazione è gravissima".
Come detto, le proteste sono state ritirate in Sicilia, e le principali associazioni di categoria hanno chiesto che si fermino anche nel resto d'Italia. Continuano le manifestazioni spontanee e organizzate in modo autonomo, non convinte dalle promesse del governo. L'esecutivo ha già avvisato i "presidi o blocchi sporadici" che procederà alle "identificazioni" perché si configura il reato di blocco stradale, come ha detto il ministro delle Imprese Urso alla Camera, "con misure anche detentive".
Insomma, la situazione non è rientrata, i disagi al Sud Italia continuano e si sono allargati anche ad alcune zone della Toscana. Siamo decisamente lontani, però, da un "blocco nazionale" e tanto più da un lockdown.
Per di più, l'audio afferma che "domani" sarebbe in programma "incontro tra Giorgia Meloni e l'Unione Europea perché a quanto pare chiederanno altri soldi alla BCE". È utile sottolineare che si tratta di frasi, anche in questo caso, infondate e per di più senza senso. Non solo non è in programma alcuna riunione tra la presidente Consiglio e eventuali rappresentati dell'Ue (non si sa di quale organismo specifico, poi), ma gli Stati non "chiedono soldi" alla Banca centrale europea.
Salvini conferma: "Non mi dimetto"
"Gira voce in ufficio che comunque Salvini sta pensando anche di dimettersi". Così si conclude il messaggio audio. Anche su questo, è arrivata la smentita netta del leader leghista. Nonostante i problemi con gli autotrasportatori, il ministro non è intenzionato a lasciare il proprio posto.
"Magari se volessi andare a funghi domani, visto che piove potrei dimettermi. Però non ho nessuna intenzione di lasciare il Paese in mano ai falsificatori", ha concluso Salvini.