Carburanti, da domani scattano le accise mobili: come cambieranno i prezzi di benzina e diesel
Fino ad oggi lo Stato italiano ha applicato uno “sconto” fisso sul diesel, permettendo agli automobilisti di pagare meno ogni volta che facevano rifornimento. Questo sconto riduceva l’accisa applicata sul carburante e, di conseguenza, anche l’IVA: l'importo è stato via via ridotto rispetto ai provvedimenti iniziali e oggi il risparmio complessivo ammonta a circa 6 centesimi al litro. Con la fine del taglio, da domani entra in funzione il sistema delle accise mobili. Quando il prezzo del petrolio e, di conseguenza, quello dei carburanti aumenteranno, lo Stato potrà incassare più IVA. Quell'extragettito potrà essere impiegato per intervenire sulle accise, nel tentativo di contenere i prezzi di fronte a nuovi rincari.
La differenza sostanziale tra i due interventi contro il caro carburanti è che, con uno sconto fisso, anche il risparmio per il consumatore è fisso. Con le accise mobili, invece, la riduzione delle tasse sul carburante può variare in base all'andamento del prezzo del petrolio e delle entrate fiscali dello Stato.
Come lo Stato può ridurre le accise su diesel e benzina
Al momento lo Stato sta aspettando i calcoli dell'Agenzia delle Entrate per capire quanta IVA in più ha incassato nel mese di settembre, quando il prezzo del petrolio e dei carburanti è aumentato. In base a queste entrate, potrà capire quante risorse ha a disposizione per intervenire sulle accise e cercare così di calmierare il prezzo del carburante. Per far questo basterà un decreto ministeriale firmato da tutti i ministeri coinvolti.
Questa nuova misura arriva mentre alcune aziende petrolifere stanno già cercando di limitare il costo del rifornimento autonomamente. Eni, per esempio, ha stabilito che nelle proprie stazioni il prezzo non possa superare 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 euro per il diesel. La decisione è stata seguita anche da Ip, Q8 e Tamoil che hanno adottato misure temporanee per tenere sotto controllo i prezzi.
Come funzionano le accise mobili e come possono cambiare i prezzi
Introdotte con la legge finanziaria del 2007 e rese operative nel 2008, le accise mobili nascono con l'obiettivo di intervenire sul prezzo dei carburanti quando quello internazionale del petrolio aumenta. Il meccanismo si basa su un principio semplice: se il petrolio aumenta, cresce anche il prezzo dei carburanti e, di conseguenza, l'IVA incassata dallo Stato. Una parte di queste entrate può quindi essere utilizzata per ridurre le accise. La caratteristica principale è proprio la loro “mobilità”: a differenza di uno sconto fisso, l'intervento sulle accise può variare in base all'andamento del prezzo del petrolio e alle maggiori entrate IVA generate. Per questo motivo, lo sconto può essere maggiore o minore rispetto a quello fisso.
Per esempio, se il prezzo del petrolio aumenta e il diesel passa da 1,80 a 2 euro al litro, lo Stato incassa più IVA. Con il sistema delle accise mobili, una parte di queste entrate aggiuntive può essere utilizzata per ridurre le accise, contribuendo così a contenere il prezzo del diesel successivamente.
Quando intervengono le accise mobili
Il meccanismo delle accise mobili entrerà in vigore da domani, martedì 6 ottobre. La stagione dei tagli dunque, sarà definitivamente archiviata. Le due misure, quella pensata dallo Stato e quella adottata dalle compagnie petrolifere, agiscono su fronti diversi: lo Stato interviene riducendo le accise, mentre le compagnie cercano di contenere direttamente il prezzo alla pompa attraverso un tetto massimo. In questo modo, i due interventi possono contribuire insieme a limitare l'aumento del costo dei carburanti per gli automobilisti.