Carburanti, è scaduto lo sconto sulle accise: rischio nuovi rincari sul prezzo del diesel

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È scaduto il mini-taglio delle accise sul gasolio e il governo non ha disposto una proroga. Quindi, lo sconto di 4,9 centesimi al litro finanziato con le accise mobili non sarà più applicato. Oggi i prezzi dei carburanti restano fermi ma non si esclude il rischio di nuovi rincari nei prossimi giorni.

È scaduto il mini-taglio delle accise sul gasolio e per il momento, non ci sarà una proroga. La misura, che era stata ripristinata dal governo a fine ottobre per contenere gli effetti del caro carburante, è terminata non è stata estesa. Ad oggi, i prezzi di diesel e benzina rimangono fermi, ma non si possono escludere nuovi rincari sul gasolio nei prossimi giorni. 

Lo sconto valeva circa 4,9 centesimi al litro ed era stato finanziato con le accise mobili, un meccanismo che sfrutta l'extra gettito Iva incassato dallo Stato grazie al maggior costo dei carburanti per tagliare la componente fiscale di diesel e benzina. A fine ottobre il governo aveva annunciato a sorpresa il mini sconto sul gasolio, preannunciando però che sarebbe durato poco, fino al 7 novembre.

Nelle scorse ore c'era attesa per un'eventuale proroga, che però non c'è stata. La conferma è arrivata dalla Gazzetta ufficiale, pubblicata il giorno precedente, nella quale non è comparso alcun provvedimento di rinnovo.

Ora quindi il gasolio potrebbe registrare un aumento. L'incremento fiscale non significa necessariamente che si vedrà un rialzo equivalente sui listini praticati dai distributori, ma stando anche ai precedenti, un aumento è possibile.

Per ora i prezzi restano fermi, malgrado il taglio scaduto. Secondo le rilevazioni dell'osservatorio prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il prezzo medio dei carburanti in modalità ‘self service' lungo la rete stradale nazionale è pari a 2,000 euro al litro per la benzina e 2,223 euro per il gasolio. Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 2,029 euro per la benzina e 2,277 euro per il gasolio.

"Grazie al price cap cui hanno aderito le principali compagnie, i prezzi self-service restano tuttavia sotto i 2 euro per la benzina e i 2,20 euro per il gasolio in gran parte della rete stradale" ricorda il ministero. Fino alla fine dell'anno infatti, Eni, Ip, Q8 e altre compagnie manterranno un tetto al prezzo dei carburanti praticato nei loro distributori: 1,99 euro al litro per la verde, 2,25 euro al litro per il diesel. 

Alla luce della mancata proroga, le compagnie petrolifere potrebbero valutare di innalzare il prezzo del gasolio. Secondo le stime riportate dalle associazioni a tutela dei consumatori, l'aggravio sarebbe di circa 2,44 euro su un pieno di 50 litri.

Dall'altra parte però, l'andamento delle quotazioni petrolifere potrebbe contribuire a contenere l'impatto della fine dello sconto. In questi giorni infatti, il prezzo del greggio è calato. Precisamente, il Brent, ossia il principale indice di riferimento per la determinazione del prezzo del petrolio in Europa è sceso sotto i 100 dollari al barile. Anche il WTI (West Texas Intermediate), il benchmark utilizzato nel mercato petrolifero statunitense è calato.

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