Carburanti, il tetto ai prezzi Eni parte oggi, Ip lo segue: la mappa dei distributori convenienti in Italia

A cura di Giulia Renda
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Il tetto Eni porta benzina e diesel sotto i 2,19 euro al litro per 30 giorni, mentre IP avvia la riduzione dei prezzi senza fissare ancora un limite massimo. Una doppia mossa che coinvolge oltre 8.500 distributori, cambiando gli equilibri del mercato dei carburanti, mentre il governo rivendica il ruolo della moral suasion e guarda alla scelta del gruppo azero Socar come a un risultato diplomatico.

Il tetto di Eniera già stato annunciato giorni fa, da stamattina, però, è diventato realtà nelle strade d’Italia. Benzina a un massimo di 1,99 euro al litro e diesel a 2,19, è il prezzo che gli automobilisti trovano sui distributori Eni, almeno per i prossimi 30 giorni. E mentre parte il nuovo listino Eni, arriva anche la seconda mossa: Ip-Socar comincia a ridurre progressivamente i prezzi dei carburanti, senza però dire ancora quanto sarà il suo tetto

Ip è uno dei marchi più conosciuti della distribuzione italiana di carburanti e fa capo a Italiana Petroli, controllata da Socar, la grande società energetica statale dell'Azerbaigian. Socar è quindi il gruppo che oggi controlla Ip. E proprio per questo la decisione di calmierare i prezzi ha assunto anche un significato diplomatico.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ringraziato pubblicamente il presidente azero Ilham Aliyev e il presidente di Socar Rovshan Najaf per la decisione di intervenire sui prezzi dei carburanti tramite la loro controllata IP. Anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha raccontato di aver contattato Najaf già a inizio settembre, chiedendo proprio un intervento di questo tipo.

Il governo ha fatto pressione politica sulle grandi aziende perché contribuissero a frenare il caro carburanti. Nel caso di Ip, l'azienda ha presentato la decisione come una scelta volontaria. Eni, allo stesso modo, ha deciso autonomamente di introdurre il proprio price cap. L'esecutivo di Meloni sta cercando di ottenere dalle compagnie un intervento diretto sui prezzi alla pompa invece di fissare per decreto il prezzo di ogni litro di benzina venduto in Italia. Ed è anche per questo che la decisione di Socar viene rivendicata politicamente da Palazzo Chigi come un risultato della moral suasion del governo.

Quanto si risparmia davvero con il tetto Eni

Il riferimento sono i prezzi medi comunicati al Mimit. Sulla rete stradale, benzina e diesel viaggiano rispettivamente a 2,159 e 2,377 euro al litro. Con il limite Eni fissato a 1,99 euro per la benzina e 2,19 per il gasolio, la differenza è di 16,9 centesimi al litro per la benzina e 18,7 per il diesel.

Su un pieno da 50 litri significa circa 8,45 euro in meno per una vettura a benzina e 9,35 euro per una diesel. In autostrada, dove i prezzi medi sono ancora più alti , 2,254 euro per la benzina e 2,459 per il gasolio, la differenza è maggiore. Secondo Unimpresa, per una famiglia con due auto il risparmio può arrivare a circa 80 euro al mese, mentre Adusbef ha calcolato una riduzione media di 8,45 euro per un pieno di benzina e 9,35 per uno di gasolio.

I numeri: quanti sono i distributori coinvolti in Italia

Eni ha una rete di circa 3.847 impianti in Italia il tetto riguarda una rete molto grande e presente in tutto il Paese. La rete Ip è ancora più grande: circa 4.500 distributori distribuiti sul territorio nazionale. Messe insieme, le reti Eni e Ip contano circa 8.500 impianti in Italia, pari a quasi il 39% dei circa 22mila distributori italiani.

Per Ip, invece, il limite verrà applicato progressivamente e non è stato ancora comunicato un prezzo massimo uguale per tutti. Socar ha spiegato che vuole tenere conto delle condizioni della filiera e dei suoi partner.

Dove sono i distributori Eni e Ip in Italia: la mappa

Non esiste una zona d'Italia nella quale Eni o Ip siano presenti esclusivamente. Le due reti hanno una distribuzione nazionale e comprendono impianti nelle grandi città, nei centri più piccoli, lungo le strade statali e, nel caso di Eni, anche sulla rete autostradale.

Per sapere dove si trova il distributore più vicino e quanto sta facendo pagare benzina, diesel, GPL o metano, il riferimento ufficiale è l'Osservaprezzi carburanti del Mimit, che raccoglie i prezzi comunicati dai gestori e permette di cercare i singoli impianti. Il ministero mette anche a disposizione i dati aperti con l'anagrafica degli impianti attivi e i prezzi comunicati, aggiornati quotidianamente.

Guardando alla distribuzione sul territorio, le principali città interessate, regione per regione, sono:

Nord Italia

  • Piemonte: Torino, Novara, Alessandria, Asti, Cuneo, Vercelli, Biella.
  • Valle d’Aosta: Aosta e principali centri lungo le arterie regionali.
  • Lombardia: Milano, Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Mantova, Monza, Pavia, Sondrio, Varese.
  • Trentino-Alto Adige: Trento, Rovereto, Bolzano, Merano, Bressanone.
  • Veneto: Venezia, Mestre, Padova, Verona, Vicenza, Treviso, Rovigo, Belluno.
  • Friuli-Venezia Giulia: Trieste, Udine, Pordenone, Gorizia, Monfalcone.
  • Liguria: Genova, Savona, Imperia, La Spezia, Sanremo.
  • Emilia-Romagna: Bologna, Modena, Parma, Reggio Emilia, Ferrara, Ravenna, Forlì, Cesena, Rimini, Piacenza.

Centro Italia

  • Toscana: Firenze, Prato, Pisa, Livorno, Lucca, Arezzo, Siena, Grosseto, Pistoia, Massa.
  • Umbria: Perugia, Terni, Foligno, Spoleto, Città di Castello.
  • Marche: Ancona, Pesaro, Urbino, Fano, Macerata, Ascoli Piceno, Civitanova Marche, San Benedetto del Tronto.
  • Lazio: Roma, Latina, Frosinone, Viterbo, Rieti, Civitavecchia, Tivoli, Guidonia Montecelio.

Sud Italia

  • Abruzzo: Pescara, Chieti, L’Aquila, Teramo, Avezzano, Vasto, Sulmona.
  • Molise: Campobasso, Isernia, Termoli.
  • Campania: Napoli, Salerno, Caserta, Benevento, Avellino, Giugliano in Campania, Torre del Greco, Pozzuoli.
  • Puglia: Bari, Foggia, Lecce, Taranto, Brindisi, Barletta, Andria, Trani, Monopoli.
  • Basilicata: Potenza, Matera, Melfi, Policoro.
  • Calabria: Reggio Calabria, Catanzaro, Cosenza, Crotone, Vibo Valentia, Lamezia Terme, Corigliano-Rossano.

Isole

  • Sicilia: Palermo, Catania, Messina, Siracusa, Ragusa, Trapani, Agrigento, Caltanissetta, Enna, Marsala.
  • Sardegna: Cagliari, Sassari, Olbia, Nuoro, Oristano, Alghero, Carbonia, Iglesias

Chi paga la differenza

Il tetto non cancella il costo del carburante acquistato dalle compagnie. Eni sceglie di vendere a un prezzo massimo per un periodo limitato, rinunciando così a una parte dei ricavi che avrebbe ottenuto con prezzi più alti. Ma lungo la filiera ci sono anche i gestori, che possono avere già acquistato prodotto a quotazioni superiori.

È questo uno dei nodi sollevati dalle associazioni di categoria. Assopetroli-Assoenergia, che rappresenta circa 12mila distributori indipendenti, ha convocato una riunione d'emergenza per valutare l'impatto del provvedimento. Il timore è che la differenza di prezzo tra le varie reti finisca per spostare rapidamente le vendite verso gli impianti che applicano il tetto, comprimendo i margini degli altri operatori.

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