Perché Eni blocca prezzi benzina e gasolio, cosa ci guadagna e che effetti può avere sugli altri distributori
In soccorso del governo Meloni, proprio mentre il diesel tocca i prezzi più alti mai registrati in Italia, interviene l'Eni. La multinazionale del petrolio, controllata al 33% dallo Stato, ha deciso di bloccare i prezzi del carburante: a partire da lunedì 28 settembre, nei distributori controllati da Eni, la benzina costerà 1,99 euro al litro e il gasolio 2,19 euro al litro.
Per fare un paragone, oggi secondo il ministero delle Imprese il prezzo medio della benzina in Italia è di 2,158 euro al litro. Per il diesel, è 2,357 euro al litro. Nel complesso, quindi si parla di uno sconto di circa 17 centesimi al litro rispetto alla situazione attuale. L'ufficio studi della Cgia (associazione di artigiani e piccole imprese) di Mestre ha calcolato che dall'inizio della guerra in Iran, a fine febbraio, in Europa il prezzo della benzina è salito del 29% e quello del gasolio del 36%.
I nuovi prezzi, naturalmente, riguarderanno solo i distributori Enilive. Resteranno in vigore per un mese. È possibile che il governo Meloni speri in un effetto a catena nei confronti degli altri distributori, ma potrebbe essere complicato. Intanto Assopetroli-Assoenergia, l'associazione delle piccole e medie imprese del settore, ha convocato un Comitato di presidenza d'urgenza per capire che impatto possa avere questa mossa sulla concorrenza.
Prezzi bloccati ai distributori Eni, da quando e per quanto tempo
La multinazionale ha detto che intende "dare un nuovo contributo di solidarietà al Paese". L'applicazione dello sconto dovrebbe essere piuttosto semplice e diretta. Come detto, i nuovi prezzi saranno ovviamente disponibili solo nei distributori gestiti da Eni. A partire da lunedì 28 settembre, per trenta giorni, nei circa 4mila distributori Enilive (che in alcuni casi riportano ancora solo la scritta "Eni") la benzina non costerà più di 1,99 al litro e il diesel non più di 2,19 al litro.
Una volta scaduti i trenta giorni, a seconda della situazione "del mercato e degli approvvigionamenti", l'azienda potrebbe anche decidere di prolungare il blocco dei prezzi fino a fine anno. Quello sarà anche il periodo in cui saranno più chiari i contorni del contenuto della prossima legge di bilancio, che il governo deve inviare al Parlamento entro il 20 ottobre.
Non si tratta di un'iniziativa senza precedenti, in Europa. In Francia, per esempio, il colosso parigino Total già da diversi mesi ha deciso di tenere la benzina entro 1,99 euro al litro e il gasolio entro 2,25 euro.
Cosa può succedere adesso ai prezzi di benzina e diesel
Il governo Meloni ha ringraziato profusamente Eni. Giorgia Meloni ha parlato di un "lodevole atto di attenzione all'Italia, che va nella auspicata direzione di calmierare il caro carburante". La Lega detto che "apprezza la decisione di Eni di rinunciare volontariamente a incassi milionari: un segnale concreto e di responsabilità". Antonio Tajani ha aggiunto: "Questa è la strada che preferiamo: responsabilità, collaborazione e mercato, non interventi dirigisti o nuove tassazioni costruite attorno al concetto degli extraprofitti".
È possibile che il governo speri – come ha detto esplicitamente il partito di Matteo Salvini – che "le altre grandi società del settore energetico e petrolifero seguano questo esempio". Sarebbe lo scenario ideale, per l'esecutivo: le aziende si farebbero concorrenza a vicenda tenendo i prezzi ben più bassi di quelli di mercato, i cittadini vedrebbero il costo di un pieno scendere, lo Stato non dovrebbe metterci un euro.
È uno scenario che, però, sembra improbabile. In Italia, Eni può permettersi di effettuare lo sconto perché – proprio come Total in Francia – controlla tutta la filiera del carburante: estrae il petrolio, lo manda alle sue raffinerie, e dopo la lavorazione lo trasporta e lo vende dai suoi distributori. In una situazione del genere, è più semplice accettare una perdita in bilancio. Tra le società che operano in Italia solo un'altra, la azera Socar, ha una posizione simile, ma raffina molto meno greggio. Per un'azienda che, invece, si occupa solamente della gestione dei distributori, tagliare i prezzi in modo eccessivo significa registrare una perdita che poi non si può recuperare altrove.
In ogni caso, si vedrà quale sarà la reazione del mercato. In Francia, Total è da tempo al centro di polemiche da parte dei ‘piccoli' concorrenti. In Italia, l'associazione di categoria Assopetroli-Assoenergia ha convocato una riunione d'emergenza proprio per capire quali ricadute avrà la mossa di Eni.
Cosa ci guadagna Eni e perché ha deciso di abbassare i prezzi
Su cosa abbia spinto Eni a ridurre i propri incassi non ci sono spiegazioni ufficiali, al di là del comunicato in cui la multinazionale ha detto di voler dare un "contributo di solidarietà" alle famiglie. Certamente, nell'immediato è probabile che molti automobilisti si metteranno in fila nei distributori Enilive con prezzi più bassi – cosa che potrebbe anche causare un esaurimento dei carburanti nelle giornate in cui la coda è particolarmente lunga. Insomma, ci sono pochi dubbi che la concorrenza verrà letteralmente sbaragliata, visti i costi di benzina e diesel altrove.
Non si può escludere, poi, una motivazione politica. Da tempo al governo c'è chi, soprattutto nella Lega, spinge per una tassa sugli extraprofitti delle grandi aziende energetiche. Il ministro dell'Economia stesso, Giancarlo Giorgetti, ha detto che sarebbe favorevole alla misura, anche se vorrebbe che venisse approvata a livello europeo.
Come detto, da qui a meno di un mese (il 20 ottobre) il governo dovrà stendere la legge di bilancio. Entro fine anno, il testo definitivo andrà approvato in Parlamento. Lo sconto di Eni durerà per un mese e potrà, eventualmente, essere prolungato fino a fine anno. La multinazionale manterrà gli sconti in atto anche se in manovra dovesse spuntare una tassa che la riguarda? Non ci sono riposte ufficiali. In Francia, dieci giorni fa, l'amministratore delegato di Total Patrick Pouyanné ha detto chiaramente: "Non c'è niente che ci obbliga" a mantenere il tetto ai prezzi, "se viene introdotta una tassa trarremo le nostre conclusioni, e TotalEnergies non avrà più tetti al prezzo".