Carburanti, dal 6 ottobre accise mobili: come funzionano e quanto vale lo sconto su benzina e diesel

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A cura di Luca Pons
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A partire dal 6 ottobre 2026 entrerà in vigore il meccanismo delle accise mobili sul carburante. Significa che il governo non fisserà un taglio sulle accise fisso, ma lo sconto su benzina e diesel dipenderà dai rincari: lo Stato prenderà i soldi in più incassati grazie all’Iva pagata dagli automobilisti al distributore, e li userà per tagliare i prezzi alla pompa.

Si avvicina alla fine il periodo dei tagli sulle accise. Il governo Meloni per circa sei mesi (da marzo in poi) ha continuamente prorogato la riduzione dei prezzi del carburante, soprattutto sul gasolio, affermando sempre che si trattava di misure temporanee in attesa di un provvedimento più strutturale. Nell'ultimo Consiglio dei ministri, insieme all'annuncio sulla sospensione del bollo auto, è arrivato anche quello sulle accise: da qui al 5 ottobre il taglio sarà ridotto progressivamente, poi eliminato.

Dal 6 ottobre scatterà un meccanismo nuovo: quello delle accise mobili, che garantirà uno sconto su benzina e diesel solo se i prezzi resteranno alti. Non ci sarà più un taglio fisso, ma una riduzione variabile a seconda di quanto lo Stato incassa con i rincari sui carburanti. Ecco come funziona.

Accise mobili al via dal 6 ottobre. 2026, come funziona il meccanismo

Il meccanismo delle accise mobili entrerà in vigore quando saranno terminati i tagli delle accise, quindi da martedì 6 ottobre. Da quel momento, non si può dire con certezza quanto varrà lo sconto sui carburanti alla pompa.

Il sistema esiste già dal 2007, ma il governo l'ha modificato, rendendolo "pienamente operativo", come ha detto la presidente del Consiglio in conferenza stampa. Per spiegarlo con le parole di Meloni: "Riversiamo i maggiori proventi dello Stato per tornare ad abbassare il più possibile il costo alla pompa".

Cosa significa, concretamente? Innanzitutto bisogna chiarire che, quando si fa il pieno al distributore, si pagano sia l'accisa, fissata per legge; sia l'Iva, che non è una cifra fissa ma una percentuale (il 22%) del prezzo totale. Lo Stato incassa entrambe. La differenza è che, mentre le accise sono sempre uguali a prescindere da quanto costa il carburante, l'Iva diventa maggiore se ci sono dei rincari.

Il meccanismo dell'accisa mobile quindi stabilisce che, quando i prezzi di benzina e diesel sono particolarmente alti, il governo può decidere di usare gli incassi ‘extra' che arrivano dall'Iva per tagliare le accise, abbassando il costo alla pompa. L'idea è lo Stato rinuncia a incamerare quei soldi in più, e li usa immediatamente per ridurre il prezzo pagato dagli automobilisti. Ad esempio, se il prezzo del gasolio è così alto che l'Iva vale 4 centesimi al litro in più, il governo si prende quegli incassi e poi li rigira immediatamente per il taglio delle accise.

Lo svantaggio, dal punto di vista degli automobilisti, è che non si può essere certi di quanto varrà lo sconto al distributore. Sarà variabile, in base ai rincari. Dal 6 ottobre quindi potrebbe esserci una riduzione di 2, 5 o 10 centesimi al litro, o anche non esserci alcuno sconto. Dipenderà dall'andamento dei prezzi, che andrà tenuto d'occhio nelle prossime settimane.

La fine dei tagli sulle accise: quanto vale lo sconto fino al 5 ottobre

Da qui all'inizio di ottobre continueranno i tagli sulle accise, anche se verranno gradualmente diminuiti. Da oggi, venerdì 18 settembre, e fino a venerdì 25 settembre, lo sconto sul gasolio varrà 12,2 centesimi al litro (Iva inclusa). Dal 26 settembre al 5 ottobre, invece, lo sconto sarà dimezzato a 6,1 centesimi al litro.

Il percorso, tracciato dal governo Meloni con l'ultimo decreto Carburanti, serve a non far alzare improvvisamente il prezzo dei carburanti. Per la benzina non cambia nulla, perché non ci sono sconti in vigore al momento. E si vede: ieri il prezzo medio in Italia era a 2,143 euro al litro sulla rete stradale e a 2,236 euro in autostrada. Per il gasolio, invece, si attende un graduale rincaro ora che gli sconti diminuiscono.

L'esecutivo ha rinunciato all'idea di varare un bonus benzina da 100 euro, che era stata ventilata nelle settimane scorse. L'ipotesi è stata messa da parte per concentrare le risorse sul bollo auto. Al suo posto, il governo ha deciso di puntare sulle accise mobili.

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