Carburanti, lo sconto sul diesel è agli sgoccioli: cosa succede al taglio delle accise dopo il 10 settembre
Restano ormai pochi giorni prima che il Governo debba decidere come intervenire sui carburanti. Il taglio delle accise sul gasolio, che garantisce una riduzione di circa 17 centesimi al litro, è infatti in vigore fino a giovedì 10 settembre. Dopo quella data si dovrà capire se prorogare lo sconto o passare a misure più selettive, tra cui l’ipotesi di un nuovo bonus benzina sotto forma di voucher per famiglie e partite Iva, ancora da definire
E dopo? È proprio qui che si apre la partita più delicata. L’idea del Governo non sarebbe quella di continuare all’infinito con uno sconto valido per tutti, ma di passare a misure più selettive, rivolte alle categorie che hanno maggiormente bisogno di essere sostenute dal caro carburanti. Il problema è che, al momento, non c’è ancora una soluzione definitiva.
Giorno dopo giorno i prezzi dei carburanti continuano infatti a essere elevati. Secondo i dati aggiornati all’8 settembre dal Mimit, facendo la media dei prezzi medi regionali, il gasolio in modalità self costa circa 2,17 euro al litro, mentre la benzina si attesta intorno a 2,06 euro al litro. In autostrada si sale ancora: la benzina self arriva in media a 2,143 euro al litro, mentre il diesel raggiunge 2,240 euro al litro. Numeri che spiegano perché il tema delle accise continui a essere al centro del dibattito.
Cosa succede al taglio delle accise dopo il 10 settembre
La proroga attuale serve, in sostanza, a guadagnare tempo. Al momento non c’è ancora una nuova misura pronta a sostituirlo, il Governo punta a definire il nuovo meccanismo entro la fine del mese, è questo l’orizzonte indicato dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin. Nel frattempo, quindi, il prezzo del carburante potrebbe tornare a salire.
Per finanziare nuovi interventi servono risorse, e qui la discussione nella maggioranza è ancora aperta. Tra le ipotesi c’è anche quella di intervenire sugli extra-profitti delle società energetiche. Una strada sostenuta in particolare dalla Lega, mentre Forza Italia ha mostrato maggiore cautela sul tema. Prima ancora di decidere chi riceverà l’aiuto, quindi, bisogna capire quanto denaro il Governo può realmente mettere sul tavolo.
Una volta stabilito il budget, si deciderà chi dovrà ricevere il sostegno. Una delle possibilità è utilizzare un meccanismo simile a quello della carta “Dedicata a Te”, quindi concentrando l’intervento sulle famiglie individuate sulla base dell’Isee. Ma questa soluzione non convince tutta la maggioranza. La Lega spinge infatti per una platea più ampia, che possa comprendere anche una parte del ceto medio. Resta poi da definire il tema dei lavoratori autonomi, per i quali Matteo Salvini chiede di prevedere un sostegno nel caso in cui si scelga una misura legata all’attività lavorativa.
Non solo famiglie e automobilisti
Sul tavolo rimane anche il sostegno alle imprese. Negli ultimi provvedimenti è già stato stanziato oltre mezzo miliardo di euro per interventi destinati ai settori maggiormente esposti all'aumento dei costi energetici e dei carburanti. Tra le ipotesi c'è quindi anche quella di continuare a sostenere alcune attività attraverso crediti d’imposta, con particolare attenzione all’autotrasporto. Quando il diesel costa di più, il problema non riguarda soltanto chi utilizza l’auto ogni giorno. Il carburante incide sui costi di trasporto delle merci e, alla fine, può contribuire a far salire i prezzi di molti prodotti.