Bonus benzina, verso un nuovo voucher per famiglie e partite Iva: come può funzionare e i possibili requisiti
Il governo sta studiando come mettere a terra le misure a sostegno dei redditi bassi ora che la stagione dei tagli alle accise sta per chiudersi definitivamente. Tra le ipotesi in campo, un bonus per l'acquisto di carburanti a sostegno delle famiglie. Il modello dovrebbe ricalcare quello del buono da 200 euro adottato dal governo Draghi nel 2022 per aiutare i lavoratori dopo i rialzi causati dall'invasione russa dell'Ucraina.
Come funzionerebbe il bonus benzina
In quel caso si trattava di un voucher esentasse erogato ai lavoratori dipendenti. Ora il governo sta pensando di estenderlo anche agli autonomi, per non lasciare a secco le partite Iva. Il sussidio potrebbe essere distribuito come strumento di welfare aziendale. Sarebbe quindi l'azienda ad erogarlo, sotto forma di voucher, oppure come integrazione direttamente nella busta paga del lavoratore.
Limiti Isee e possibili requisiti
Al momento non sono ancora stati definiti i requisiti. Poiché è probabile che la platea si allarghi, includendo anche le partite Iva, ci si può aspettare che saranno introdotti dei limiti all'accesso. Si discute di possibili requisiti Isee ma su questo la maggioranza è divisa. La Lega è contraria ad aiuti legati al reddito perché, sostiene, finirebbero per penalizzare il ceto medio.
"Come governo non abbiamo stabilito ancora come intervenire, ma non sarei d'accordo a limitare gli aiuti solamente alle cosiddette fasce più basse", ha spiegato il vicepremier e segretario del partito, Matteo Salvini. Secondo il ministro, i redditi bassi "fanno incetta di bonus" e per questo motivo, "come gruppo economisti della Lega stiamo lavorando per superare il concetto dell'Isee". "È impensabile escludere il mondo del lavoro autonomo e delle partite Iva", ha rimarcato.
L'ipotesi di un asticella a 50mila euro di reddito
A questo giornale, il senatore Claudio Borghi ha spiegato che le misure non funzionano perché escludono i ceti medi, i quali in assenza di alcun tipo di agevolazione subiscono una tassazione più elevata. Per ovviare il problema occorrerebbe alzare l'eventuale soglia Isee in modo tale da includervi anche i redditi medi.
Un'ipotesi, circolata sui giornali in queste ore, è quella di un'asticella a 50mila euro. Una soglia così alta però, rischia di allargare di molto la platea di potenziali beneficiari e costringere così il governo a trovare maggiori risorse per finanziare la misura. Ad ogni modo, al momento si tratta di indiscrezioni non confermate e non è chiaro che direzione sceglierà il governo. La discussione è ancora aperta.