Ranucci fuori da Report, Salvini festeggia: “Giusto così”. Le opposizioni condannano: “Vendetta della destra”

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L’annuncio Rai dell’uscita di Sigfrido Ranucci da Report ha già scatenato forti reazioni politiche. La maggioranza difende la decisione dell’azienda. Salvini: “Giusto così”. Le opposizioni vanno all’attacco. Schlein: “Era già scritto, Ranucci obiettivo della destra”. Avs: “Vendetta della destra”.

Il comunicato con cui la Rai ha annunciato l'uscita di Sigfrido Ranucci e l'arrivo di due nuovi giornalisti (Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi) alla conduzione di Report ha già scatenato fortissimi reazioni politiche. Il centrodestra, tra cui il leader della Lega Matteo Salvini, appoggia la scelta dell'azienda, mentre le opposizioni la condannano. Per Pd, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi-Sinistra dietro la rimozione del giornalista a causa del caso Lavitola si nasconde un attacco, da parte del governo, al giornalismo d'inchiesta.

La Rai ha fatto sapere inoltre, di aver offerto a Ranucci tre possibili opzioni di ricollocazione professionale. Al momento però, i rapporti del conduttore con la società non sono mai stati così tesi.

Salvini: "Giusto così". La Russa: "Ranucci sospeso? Sono felice"

L'annuncio della sua estromissione è arrivato nel tardo pomeriggio dopo settimane di attese. "Giusto così. Ora si faccia chiarezza", ha scritto su X Salvini.

Fratelli d'Italia ha condiviso l'auspicio che la trasmissione "torni finalmente a fare il suo vero mestiere, quello per cui tutti i cittadini pagano il canone, ovvero il giornalismo d'inchiesta" dopo "anni in cui la sua funzione originaria è stata distorta a vero e proprio organo di faziosa propaganda politica e ideologica", hanno dichiarato componenti in commissione di Vigilanza Rai.

Il presidente del Senato Ignazio La Russa si è detto felice della notizia perché, a detta sua Ranucci, "faceva trasmissioni assolutamente pretestuose e a senso unico". "Io non lo avrei sospeso per questa vicenda ma per le inchieste che ci sono state nel tempo, di cui sono stato ‘gratificato' senza che mai, né io né nessuno della mia famiglia da 100 generazioni avesse avuto problemi di giustizia. Eppure mi ha dedicato incredibili, incredibili, trasmissioni. Per cui a me non me ne frega niente dell'attentato, di chi è stato, di chi non è stato o se l'ha saputo o se non l'ha saputo", ha dichiarato.

Avs: "È vendetta della destra, vogliono demolire Report"

Durissima invece, la reazione di Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni. "La decisione di estromettere Ranucci dalla conduzione di Report è gravissima: la Rai punisce quella che, fino a prova contraria, resta la vittima di un attentato e colpisce uno dei pochi spazi del servizio pubblico che ancora svolgono un giornalismo d'inchiesta libero e indipendente", hanno commentato "Non c'è stato, inoltre, alcun reale coinvolgimento della redazione, costretta ad apprendere la decisione dalle agenzie e ora pronta ad abbandonare in blocco il programma. Presutti e Piervincenzi sono due ottimi professionisti e nei loro confronti non c'è alcun pregiudizio", hanno precisato. "È evidente che la destra ha usato la vicenda dell'attentato per far demolire Report".

Dello stesso avviso, la deputata M5S Chiara Appendino. "Ranucci indagava i potenti e i potenti lo hanno fatto fuori, come provavano a fare da anni. Da vigliacchi, puniscono chi è stato vittima di un attentato e ha il pieno sostegno della sua redazione e dei suoi inviati. E non hanno nemmeno il coraggio di assumersene la responsabilità: lo mascherano da ‘spostamento'. È la caccia alle streghe di Meloni contro il giornalismo libero", ha scritto in un post sui social.

Gasparri (Forza Italia): "Ranucci abbandonato anche dai suoi redattori"

La pensa diversamente Maurizio Gasparri, senatore di Forza Italia. "Oggi sarebbe troppo facile infierire su Ranucci. Abbandonato anche dai suoi redattori che tra la fedeltà al capo e i compensi (certo comprese spese di produzione) hanno optato per i secondi. Il problema non è l'avvicendamento, ma la quantità di fanfaluche mandate in onda da Ranucci e da Report", ha dichiarato. "Tutti abbiamo solidarizzato dopo l'attentato, facendo la cosa giusta e doverosa. Poi oggi leggiamo che un amico di Ranucci aveva incaricato alcuni presunti camorristi di fare ‘nu cinema', pure a basso prezzo, abbiamo letto di tremila euro per tutta la ‘banda'. Aspettiamo le inchieste sullo scandalo Lavitola-Ranucci da parte di Report. I soldi non mancano a quanto abbiamo letto".

Schlein: "Era già scritto, Ranucci bersaglio della destra"

Per il Pd invece, "era già tutto scritto". "La destra ha ottenuto esattamente quello che era il suo obiettivo. Dopo anni di attacchi e di querele a Ranucci e a una trasmissione ritenuta scomoda come Report, arrivano oggi all'obiettivo di farla saltare", ha dichiarato la segretaria del Pd Elly Schlein. "TeleMeloni non ha nemmeno aspettato che i magistrati facessero chiarezza e luce su quanto accaduto, e questa credo che sia la migliore dimostrazione che l'obiettivo era uno solo ed era ben prima di questa vicenda giudiziaria, cioè far saltare Report. Questo evidentemente era l'obiettivo. Mi viene da dire che questo è l'ultimo governo che mette becco sulla Rai, perché noi abbiamo già una proposta insieme alle altre opposizioni, unitaria anche questa, per fare finalmente la riforma che è dovuta, perché una norma europea dice che la Rai deve essere libera e indipendente, e con la nostra proposta già condivisa con le altre opposizioni finalmente la liberiamo anche dalle interferenze politiche e dei partiti", ha aggiunto.

"Aspettavano soltanto l'occasione giusta per chiudere l’esperienza di Report con Sigfrido Ranucci alla conduzione. Non è una decisione che arriva dal nulla", ha dichiarato Sandro Ruotolo, responsabile Informazione nella segreteria nazionale dem, ricordando che "da mesi esponenti della maggioranza attaccavano Ranucci e Report". "Questa destra è insofferente al controllo del giornalismo. Non ama il giornalismo d’inchiesta perché il giornalismo d’inchiesta controlla il potere: fa domande, scava, verifica e porta alla luce quello che il potere preferirebbe non vedere raccontato. E c'è un elemento che rende tutto ancora più grave: siamo alla vigilia della campagna elettorale per le politiche del 2027", ha proseguito. "Togliere di mezzo il Report di Ranucci significa liberarsi di una voce scomoda proprio mentre comincia la corsa verso le elezioni. Non basta l’escamotage di affidare la conduzione a due giornalisti vincitori di concorso per cancellare la questione fondamentale: quale Report vedremo adesso? È questa la prova del nove. Vedremo se continuerà a fare le pulci al potere con la stessa libertà, autonomia e capacità investigativa".

M5s: "È editto Meloni, da oggi impossibile alcun dialogo"

La senatrice M5S Barbara Floridia, già presidente della commissione di vigilanza Rai parla di un nuovo "Editto Meloni". La rimozione di Ranucci "era un obiettivo di questo governo e oggi lo hanno portato a termine. Non abbiamo nulla contro i giornalisti indicati per la conduzione, ma queste modalità rappresentano un vero e proprio golpe. Non solo si fa fuori quello che fino a prova contraria resta una vittima, ma non c'è stato alcun reale coinvolgimento della redazione", ha commentato. "L'Italia ripiomba nei tempi bui dell'editto bulgaro di Berlusconi con quello che possiamo definire "Editto Meloni". Ogni azione ha risposto ad una strategia precisa: silenziare la commissione di vigilanza per due anni, occupare il servizio pubblico in tutti i modi, marginalizzare le poche voci scomode rimaste e accompagnarle alla porta o farle fuori attraverso un'operazione di killeraggio mediatico che non ha precedenti".

Per il resto dei parlamentari M5S in commissione di Vigilanza Rai "è chiaro che si è toccato il fondo, invece di difendere un giornalista che ha subito un attentato, viene censurato con l'unico obiettivo di mettere ai margini una voce scomoda. L'obiettivo di Giorgia Meloni era quello di distruggere Report nell'anno elettorale e lo ha fatto. Più si avvicinavano le elezioni più il progetto si faceva chiaro: annichilire il giornalismo d'inchiesta, quello vero, che indaga chi è al potere. Probabilmente si vergognano loro stessi di quello che hanno fatto visto che hanno impedito agli utenti di commentare la notizia sui social ufficiali della Rai", hanno dichiarato in una nota.

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