Così Lavitola voleva convincere Ranucci a candidarsi premier: “Sarebbe presidente al 110%”
La Procura si è mossa e ha arrestato Valter Lavitola, imprenditore accusato di aver organizzato l'attentato nei confronti del conduttore di Report Sigfrido Ranucci. Il movente secondo gli inquirenti sarebbe stato aiutare Ranucci sul piano politico, preparando il terreno in vista della candidatura alle elezioni politiche nel 2027. È un'ipotesi che, finora, Lavitola ha sempre smentito.
Che un progetto politico ci fosse, almeno nelle intenzioni dell'imprenditore, emerge con chiarezza dalle carte dell'inchiesta che Fanpage.it ha potuto visionare. Dal 2024 Lavitola parlava a Ranucci di un'eventuale candidatura.
Il giornalista non aveva mai detto di essere pronto a ‘scendere in campo', nelle conversazioni telefoniche tra i due, ma ad aprile di quest'anno aveva contribuito a formulare un sondaggio politico commissionato dall'imprenditore, che voleva misurare i consensi di Ranucci nell'elettorato. Lavitola era ottimista, anche dopo l'attentato. Poche settimane fa, a luglio, dopo essere già stato interrogato dai carabinieri, aveva detto a un suo conoscente: "Questo non sarebbe una pre-candidatura, sarebbe presidente garantito al centodieci per cento".
I complimenti di Lavitola a Ranucci e l'idea nata nel 2024: "Tra due anni fai il presidente"
Stando a quanto emerge dalle chat utilizzate dalla Procura per ottenere l'arresto di Lavitola, il primo riferimento all'ingresso in politica di Ranucci risale al 29 luglio 2024. Quella mattina l'imprenditore, commentando i buoni numeri dell'ultima puntata di Report, aveva scritto a Ranucci: "Sarebbe il momento di andarsene". Per poi aggiungere: "Faresti bingo!!!" e, in modo inequivocabile: "E tra 2 anni fai il Presidente".
La questione era rimasta ferma nel corso dell'estate. Il 17 ottobre, Ranucci aveva inviato a Lavitola alcune foto della presentazione di un suo libro, con un'ottima partecipazione, e la risposta era stata: "Questi mesi mi sembrano tanto un test di campagna elettorale come si fanno negli Stati Uniti". Al silenzio di Ranucci, l'imprenditore aveva aggiunto: "Valter non dice sempre cose sbagliate… Oggettivamente saresti se non l'unico uno dei pochissimi leader potabili per questo paese".
La scena si era ripetuta in chat due giorni dopo, alla notizia che il libro di Ranucci era in testa alle classifiche di vendita. "Ti prego parliamone", aveva insistito Lavitola, riferendosi al salto in politica. Anche qui, non erano arrivate risposte definitive dal giornalista.
A giugno dell'anno dopo l'imprenditore aveva incoraggiato Ranucci, che diceva di essere "stanco" dei continui attacchi del centrodestra. E lo aveva fatto con una frase che oggi gli inquirenti mettono in evidenza: "In ogni caso, credo che ti sia chiaro che OGNI АТТАССO CHE TI FANNO SERVE A FARTI CRESCERE ULTERIORMENTE", aveva scritto Lavitola. Una logica che, per la Procura, avrebbe poi applicato anche all'attentato.
Da Ranucci, almeno per messaggio, non arrivavano aperture. Ma Lavitola continuava. A luglio, dopo un risultato particolarmente positivo di Report nello share, l'imprenditore aveva scherzato: "Io non avevo dubbi e' la dimostrazione di supporto dei tuoi fan Fossi in te farei dichiarazioni formali". A ottobre, aveva commentato un viaggio del giornalista per presentare un libro: "Giri come un candidato presidente…!!".
Il sondaggio su Ranucci, Cappellini scettico: "Non ha chance"
Stando alle carte, è solo quest'anno che le cose hanno preso una svolta più concreta. L'idea di un sondaggio per valutare la popolarità di Ranucci era stata lanciata da Lavitola già nel gennaio 2025 – "Appena ho un po' di soldi, io faccio commissionare un sondaggio sulla popolarità dei personaggi Vogliamo scommettere sui risultati ????" – ma poi era caduta nel vuoto. Il 20 aprile 2026, però, l'imprenditore ha inviato al conduttore una bozza delle domande da sottoporre agli elettori. Si trattava di un classico sondaggio con ‘nome coperto', in cui cioè non viene citato il candidato di cui si vuole sondare la presa elettorale: si chiede solo ai cittadini di indicare un personaggio che vorrebbero vedere candidato, e si misura quanti indicano la persona in questione.
A quanto emerge, avevano contribuito a stilare le domande anche l'attuale direttore (all'epoca vicedirettore) di Repubblica Stefano Cappellini e l'ex direttore del Corriere della sera Paolo Mieli, su richiesta di Lavitola. I due non sapevano che si trattasse di un sondaggio per l'entrata in politica di Ranucci. E anzi, quando Cappellini è poi venuto a saperlo, a giugno, ha commentato scettico: "Per me è una follia", e "non ha chance di decollare", soprattutto "in primarie contro Schlein e Conte", dicendo comunque di essere "curioso"
Secondo gli inquirenti, il fatto stesso che Ranucci avesse accettato di aiutare a scrivere il sondaggio significa che stesse perlomeno valutando l'idea di entrare in politica – anche se, in un messaggio vocale a Lavitola in quelle settimane, il giornalista affermava: "Ranucci mica si candiderà mai!". In ogni caso, il progetto è andato avanti fino a giugno, quando ha dovuto fermarsi a causa dei primi arresti per l'attentato, che avevano riportato l'attenzione pubblica sulla vicenda, rischiando di falsare i risultati.
L'ottimismo di Lavitola: "Sarebbe presidente garantito al 110%"
L'ottimismo di Lavitola non è sparito anche quando gli inquirenti hanno rivolto a lui la loro attenzione. Il 4 luglio è stato interrogato. Fino a pochi giorni prima scherzava con Ranucci per messaggio: "Sei mai stato nel corridoio dei presidenti a palazzo Chigi???", e alla risposta sibillina "ancora no" replicava: "Allora aspetta un annetto […] Anche se le foto si mettono a fine mandato".
Il giorno dopo l'interrogatorio dei carabinieri, l'imprenditore ha detto in una conversazione telefonica con una terza persona: "Stavo convincendo, avevo quasi convinto concretamente questo giornalista a candidarsi … (inc) … come presidente qui in Italia. stavamo facendo le ricerche e tutto". Ed è sembrato certo del risultato: "Fratello, questo non sarebbe una pre-candidatura, sarebbe presidente garantito al centodieci per cento. Io da solo prenderei il trenta per cento, senza partito, senza nulla").
Lo stesso giorno, parlando con un'altra persona ancora, ha ripercorso il dialogo con il militare che lo aveva interrogato e ha ammesso, ormai senza badare alla riservatezza: "E io gli ho fatto la domanda ‘ma lei lo sa che stavo facendo sondaggio per candidare…' forse non te l'ho detto manco a te io… ‘per candidare Ranucci presidente del Consiglio del centrosinistra?'". Per gli inquirenti, dietro questa ambizione politica ci sarebbe il movente dell'attentato. Ad oggi, Ranucci non ha commentato.