Attentato Sigfrido Ranucci

Attentato Sigfrido Ranucci, la ex di Valter Lavitola Natalia Potenza lo denuncia per maltrattamenti

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Valter Lavitola e Natalia Potenza
Nuova accusa per Valter Lavitola, denunciato dalla ex Natalia Potenza per maltrattamenti. L’imprenditore è in carcere, reo confesso di essere il mandante dell’attentato a Sigrfido Ranucci.

Natalia Potenza, la ex di Valter Lavitola, ha denunciato l'imprenditore per maltrattamenti. Sulle dichiarazioni spontanee rilasciate dalla quarantenne indaga la Procura della Repubblica di Roma. Gli inquirenti hanno acquisito le informazioni fornite da Potenza e avviato gli accertamenti. La denuncia si inserisce a margine dell'inchiesta, che ruota attorno all'attentato dell'ex conduttore di Report Sigfrido Ranucci.

Potenza sabato scorso 12 settembre si è recata a Piazzale Clodio ed è stata ascoltata per circa dieci ore dal pubblico ministero Edoardo De Santis, titolare dell'inchiesta sull'attentato, che coordina i carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma e Frascati. Con sé ha portato un dossier sull'ex Valter Lavitola, relativo al suo rapporto con Ranucci, ai suoi affari esteri e conti. Sull'amicizia che intercorre tra i due sono in corso le verifiche, al vaglio il contenuto dei dispositivi elettronici di Lavitola e le chat con il giornalista, nelle quali ci sarebbero dei "buchi" prima e dopo l'esplosione dell'ordigno. Potenza ha inoltre confermato di essere la titolare del ristorante Cefalù a Monteverde.

Valter Lavitola, reo confesso di essere il mandante dell'ordigno esploso davanti all'abitazione del giornalista in zona Campo Ascolano a Pomezia il 16 ottobre del 2025, si trova in carcere, dopo che il Tribunale del Riesame ha respinto la richiesta dei domiciliari  avanzata tramite il legale. Potenza ha messo a disposizione degli inquirenti un'ampia documentazione anche fiscale, che partirebbe dal periodo in cui i due si sono conosciuti, fino ad arrivare all'attentato dinamitardo. Rispetto a quest'ultimo episodio attorno al quale si concentrano le indagini però la quarantenne ha spiegato di non saperne nulla. Gli inquirenti hanno acquisito la documentazione e le dichiarazioni della donna.

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