Attentato a Sigfrido Ranucci, l’ex compagna di Valter Lavitola Natalia Potenza ascoltata in Procura
Natalia Potenza, ex compagna di Valter Lavitola, nella mattinata di oggi, sabato 12 settembre, è stata ascoltata in Procura. È stata lei a chiedere ai pubblici ministeri titolari del fascicolo di essere sentita come persona informata sui fatti in merito alla vicenda che ruota attorno all'attentato dell'ex conduttore di Report Sigrfrido Ranucci. La donna conosce anche il faccendiere Gomes Clesio Tavares. Lavitola è reo confesso di essere il mandante dell'ordigno posto davanti all'abitazione del giornalista a Pomezia il 16 ottobre del 2025. L'avvocato di Potenza, Giuseppe Cavallaro, ha detto che la sua assistita avrebbe parlato di tutto, fornendo molti dettagli agli inquirenti.
Informazioni sui rapporti tra Lavitola e Ranucci e sugli affari dell'ex
Natalia Potenza è a Piazzale Clodio da questa mattina. La donna, ex compagna di Valter Lavitola, gestisce il ristorante Cefalù a Monteverde. Tra le dichiarazioni rilasciate ai magistrati potrebbero esserci anche informazioni riguardanti i rapporti tra Lavitola e Ranucci o rispetto agli affari dell'imprenditore ed ex editore. La donna condivideva con l'ex un appartamento e anche parte del business. È lei la titolare del ristorante a Monteverde, un locale in cui è stato anche Ranucci.
Respinta richiesta di scarcerazione, confermata aggravante metodo mafioso
Il Tribunale del Riesame nel frattempo ha respinto la richiesta di scarcerazione avanzata dai legali difensiori di Valter Lavitola, Serio e Arturo Colo. I giudici hanno confermato dunque l'impianto accusatorio e l'aggravante del metodo mafioso. Lavitola infatti aveva chiesto, tramite gli avvocati, che gli venissero concessi i domiciliari in Basilicata, ma resta in carcere. Lunedì scorso, dopo aver confessato di essere il mandante dell'attentato dinamitardo a Ranucci, ha reso dichiarazioni spontanee. Ha detto di aver protetto l'amico Ranucci, ribadendo come il loro fosse un legame profondo. I carabinieri indagano su alcuni "buchi" nelle chat tra Lavitola e Ranucci, messaggi cancellati sia prima che dopo l'attentato.