La doppia vita di Gomes Tavares, intermediario fra Lavitola e gli esecutori per l’attentato a Ranucci
"Sarei voluto tornare in Italia la settimana prossima, avrei voluto spiegare la mia vita e la mia versione dei fatti: vorrei anche sapere per quale motivo devono emettere un arresto nei miei confronti. Ho insistito con il cardiologo: mi ha detto che non posso viaggiare". E resterà in Camerun. Queste le parole di Clesio Gomes Tavares, destinatario insieme con Valter Lavitola di una ordinanza di custodia cautelare per l'attentato a Sigfrido Ranucci al Tg1 ieri sera.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti Tavares avrebbe rappresentato l'anello di congiunzione fra il mandante dell'attentato Lavitola, che ha ideato il piano per accrescere la popolarità di Ranucci e che è finito in carcere oggi e, con essa, i possibili consensi elettorali in vista delle elezioni 2027 e i quattro esecutori materiali dell'attentato, in carcere da un mese. L'unico che resta a piede libero è proprio lui che, utilizzando un altro nome, è riuscito a scappare e a raggiungere l'Africa prima di finire in arresto.
Il volo per il Camerun prima di finire nel registro degli indagati
Clesio Tavares da anni lavora come factotum per l'imprenditore Lavitola, dopo essere stato il bodyguard di Rita De Crescenzo. Per lui e il suo lavoro si trova a viaggiare spesso. L'ultimo lo avrebbe portato in Camerun qualche mese fa, in tempo per sottrarsi alle beghe giudiziarie che lo trovano coinvolto relative all'attentato organizzato ai danni di Sigfrido Ranucci.
Mentre Lavitolaè stato bloccato dai militari della Guardia di Finanza lo scorso 6 luglio, proprio mentre stava mettendo i bagagli in automobile prima di raggiungere l'aeroporto diretto in Camerun, Gomes in Africa c'era già arrivato. Come appreso da chi indaga, e come si legge nelle carte dell'ordinanza di custodia cautelare, è stato accertato tramite la Direzione Centrale della Polizia Criminale di Roma che Gomes si è imbarcato verso il Camerun con un volo decollato lo scorso aprile con un'altra identità, provocando lo scontento della compagna: nessuna prenotazione o biglietto emesso, invece, appare con le generalità di Clesio Gomes Tavares.
Una volta arrivato in Camerun, inoltre, Tavares avrebbe acquisito un nuovo numero telefonico per poter continuare a parlare con la compagna, interrogata nel corso dei sopralluoghi nella casa in cui vivevano insieme a inizio luglio: tale contatto non è stato mai memorizzato in rubrica dalla donna "verosimilmente al solo fine di eludere le eventuali attività di ricerca condotte dalla polizia giudiziaria", secondo chi indaga.
Gomes Tavares e i quattro esecutori dell'attentato: nel telefono era salvato in rubrica come "Gomes Fratmo"
Secondo quanto riportato nelle carte, Gomes utilizzava diverse generalità. Per i quattro esecutori dell'attentato, però, Tavares era semplicemente "O' Nir", come emerso dalle intercettazioni svolte dagli inquirenti. Così i quattro, parlando fra loro, si riferivano a Gomes. Allo stesso modo, qualora avessero avuto bisogno di rivolgersi all'avvocato suggerito da Lavitola, avrebbero dovuto dirgli che li mandava da lui proprio O'Nir e che avrebbe pagato "chill'", probabilmente Lavitola stesso.
In rubrica di uno di loro, però, figurava salvato come "Clesio Fratmo": a dispetto del rapporto di vecchia conoscenza dichiarato da D'Avino e da Gomes, i due sembravano essere ancora molto legati, come dimostrerebbero anche foto scattate in momenti formali o informali di vita quotidiana.
Il ruolo di Gomes Tavares nell'attentato secondo gli inquirenti
Secondo quanto emerge nelle carte, Gomes Tavares avrebbe rivestito un ruolo importante nella struttura dell'attentato. Da una parte avrebbe messo a disposizione di Lavitola i suoi contatti presentandoli come esecutori dell'attentato stesso. Dall'altra, inoltre, avrebbe svolto il sopralluogo insieme al gruppo. In realtà, secondo quanto si legge nei documenti, Gomes si sarebbe recato almeno due volte in prossimità della villetta di Ranucci a Pomezia. Una prima volta con Lavitola il 15 settembre 2025, una seconda (sebbene non risulti dalle celle telefoniche: secondo l'ipotesi di chi indaga in questa occasione avrebbe lasciato il cellulare a casa, ndr) con i quattro esecutori per mostrare loro dove avrebbero dovuto agire.
I sopralluoghi di Gomes: dal viaggio con Lavitola a quello senza telefono con gli attentatori
Gomes, dopo aver appreso dove si trovasse la villetta dell'attentato, avrebbe portato i quattro a vedere il luogo dell'abitazione di Ranucci. D'Avino avrebbe mostrato la sua disponibilità a partecipare, ma senza la propria automobile. "Gomes il problema è che possiamo andare però il problema è che io non posso venire con la mia macchina – gli avrebbe detto secondo quanto ricostruito – Mo non lo so, se vogliamo andare con la macchina tua o se no se questi ti affittano una macchina meglio ancora. Andiamo un attimo e ci andiamo a fare una camminata. Fammi sapere".
Il problema dell'automobile è stato presto risolto: il gruppo avrebbe svolto il sopralluogo a bordo dell'automobile che Gomes era solito utilizzare e che apparteneva al padre della compagna di Gomes. A quel punto, però, si sarebbe incontrato con gli altri per il sopralluogo "senza portare con se il proprio cellulare proprio al fine di non essere rintracciato".