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Attentato Sigfrido Ranucci

Attentato a Ranucci, Lavitola stava per scappare in Africa: perquisita l’abitazione del factotum

Sarebbe stato pronto a partire per l’Africa, dove ora sembra trovarsi il suo factotum, Valter Lavitola, indagato per l’attentato a Sigfrido Ranucci.
Sigfrido Ranucci.
Sigfrido Ranucci.
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Sarebbe stato pronto a lasciare l'Italia e a partire verso l'Africa Valter Lavitola, l'uomo ritenuto il mandante dell'attentato a Sigfrido Ranucci. È quanto emerso nelle ultime ore dopo che gli investigatori che indagano sull'attentato al giornalista hanno perquisito l'abitazione di Gomes Clesio Tavares, factotum di Valter Lavitola, in un comune del Napoletano. L'uomo, che ora si troverebbe in Camerun, sarebbe considerato l'intermediario fra Lavitola e la banda che ha poi piazzato la bomba all'esterno della villetta in cui vive il conduttore di Report.

Gli inquirenti hanno raggiunto l'abitazione in cui il factotum di Lavitola vive insieme alla compagna: la donna è stata ascoltata come persona informata sui fatti.

Valter Lavitola pronto a lasciare l'Italia

Indagato poiché ritenuto il mandante dell'attentato avvenuto il 16 ottobre 2025 a Pomezia, in provincia di Roma, davanti al cancello di Ranucci, Valter Lavitola sarebbe stato pronto a lasciare l'Italia. Nel corso della perquisizione gli investigatori hanno scoperto che aveva già acquistato il biglietto aereo per la partenza: la perquisizione in casa sua sarebbe scattata dopo che, nella sera del 4 luglio, gli investigatori lo hanno visto uscire dalla sua abitazione con un trolley.

La notizia delle indagini a suo carico è stata resa nota due giorni dopo, il 6 luglio. Le ipotesi di reato contestate a suo carico sono detenzione, porto in luogo pubblico e uso di ordigno esplosivo, minaccia e danneggiamento, aggravati dal metodo mafioso in concorso con le altre quattro persone già arrestate poiché ritenute autrici materiali dell'attentato.

Lavitola indagato per l'attentato a Ranucci

"Ci conosciamo dal 2019, non l'avrebbe mai fatto". Queste le parole di Sigfrido Ranucci non appena appreso dell'identità dell'indagato. "Ci sentivamo spesso, eravamo amici". Lo stesso Lavitola si è detto estraneo ai fatti, ha parlato di un rapporto fraterno con il conduttore rilasciando dichiarazioni spontanee. Per il resto, si è avvalso della facoltà di non rispondere. E sul presunto sopralluogo effettuato con il tuttofare nell'abitazione di Ranucci ha sottolineato che i due frequentavano le rispettive abitazioni.

"Il mio assistito ha affermato la sua totale estraneità alla vicenda e ha spiegato che per lui Gomes è come un figlio: ora si trova in Camerun, non per sfuggire alle indagini ma per curare degli interessi che Lavitola ha lì relativamente ai carbon credit", sono state le parole dell'avvocato a Arturo Cola, che insieme all'avvocato Sergio Cola difende Lavitola, a Fanpage.it sul caso.

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