Attentato Sigfrido Ranucci

Report potrebbe ripartire da Sigfrido Ranucci: “La prima puntata sull’attentato e il rapporto con Lavitola”

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La nuova edizione di Report avrà inizio domenica 8 novembre e sarà condotta da Claudia Di Pasquale e Daniele Piervincenzi. La prima inchiesta potrebbe essere proprio sull’attentato a Sigfrido Ranucci.

Report potrebbe ricominciare proprio da Sigfrido Ranucci. La nuova edizione andrà in onda a partire da domenica 8 novembre, in prima serata su Rai3. Dopo giorni tumultuosi, la conduzione è stata affidata a Claudia Di Pasquale e Daniele Piervincenzi. Nel corso delle prime puntate alcuni inviati si potrebbero occupare proprio di fare chiarezza sull'attentato a Sigfrido Ranucci e sugli eventi che si sono succeduti dal 16 ottobre 2025 fino all'arresto dell'amico del conduttore Valter Lavitola avvenuto il 10 agosto.

Se l'ipotesi di una puntata dedicata al caso Ranucci dovesse essere confermata, la trasmissione di Rai3 risponderebbe nel migliore dei modi ai detrattori che in queste ore stanno infestando i social chiedendo che gli inviati indaghino sull'attentato e su quanto accaduto successivamente con lo stesso rigore con il quale di solito conducono le loro inchieste.

Secondo quanto sostiene Libero, l'inviato Paolo Mondani si sarebbe messo in contatto con l'avvocato Giuseppe Cavallaro, che rappresenta legalmente Natalia Potenza, ex compagna di Valter Lavitola, per comprendere se sia disposta a parlare ai microfoni del programma di Rai3. L'intento sarebbe anche quello di puntare un faro sul rapporto tra Sigfrido Ranucci e Valter Lavitola, diventato il punto debole per il giornalista in questa delicata vicenda.

Ma vediamo le tappe che hanno portato dall'attentato all'arresto di Lavitola. La vicenda ha avuto inizio il 16 ottobre 2025 quando un ordigno rudimentale è esploso davanti all'appartamento di Sigfrido Ranucci a Pomezia. Non ci sono stati feriti, ma il cancello dell'abitazione e alcune auto che erano parcheggiate nei pressi dell'esplosione sono state danneggiate. Inizialmente nessuno sembrava avere dubbi: doveva trattarsi di una ritorsione legata alle inchieste condotte dalla trasmissione di Rai3.

A giugno del 2026 il quadro ha iniziato a farsi più definito. Sono finiti in manette quattro persone: Pellegrino D'Avino, Antonio Passariello, Saverio Mutone e Marika De Filippis. Sono stati accusati di essere gli esecutori materiali dell'attentato. Gli è stata riconosciuta l'aggravante del metodo mafioso. Avrebbero posizionato la bomba davanti alla casa di Sigfrido Ranucci su richiesta di qualcuno.

Il mandante è emerso poco dopo, si trattava di Valter Lavitola. L'uomo, interrogato i primi di luglio, ha negato di avere a che fare con l'attentato e si è professato caro amico di Sigfrido Ranucci. Lo stesso giornalista reputava inverosimile che il mandante potesse essere Lavitola proprio per il rapporto che li legava. Purtroppo ha dovuto ricredersi.

Il 10 agosto Valter Lavitola è stato arrestato e ha confessato di essere  il mandante dell'attentato a Ranucci. Secondo la Procura di Roma avrebbe incaricato Clesio Tavares Gomes, 47enne che lavorava presso il suo ristorante, di reclutare alcune persone che potessero entrare in possesso di esplosivo e posizionare una bomba rudimentale davanti a casa del giornalista. Ci sarebbe stato anche un sopralluogo da parte dello stesso Lavitola e di Gomes il 15 settembre. Per gli inquirenti, lo scopo sarebbe stato quello di accrescere la popolarità di Ranucci per agevolare i suoi progetti in ambito politico. Lavitola, invece, sostiene di avere appreso di un attentato imminente ai danni dell'amico e di averne inscenato uno lui stesso perché fosse innalzata la scorta di Ranucci.

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