Attentato Sigfrido Ranucci

Dai rapporti di amicizia all’attentato a Ranucci: cosa ha raccontato per 10 ore l’ex di Lavitola

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Valter Lavitola e Natalia Potenza
Un ampio dossier con gli affari e i conti di Valter Lavitola è stato consegnato dalla ex Natalia Potenza in Procura a Roma. Agli inquirenti ha parlato del rapporto tra l’imprenditore e il giornalista Sigfrido Ranucci.

Il rapporto tra Valter Lavitola e Sigfrido Ranucci è il tema sul quale si è concentrato il racconto di Natalia Potenza, l'ex compagna dell'imprenditore, reo confesso di essere il mandante dell'attentato davanti all'abitazione del giornalista a Pomezia il 16 ottobre del 2025. Potenza ha consegnato un'ampia documentazione anche fiscale, che certificherebbe operazioni economiche, finanziarie e contabili.

Materiale ora al vaglio degli inquirenti, che indagano sul caso. Sarebbe stata proprio la ex di Lavitola a chiedere di sua iniziativa di essere ascoltata in Procura tramite il suo legale. Potenza nella mattinata di sabato scorso 12 settembre è andata a Piazzale Clodio e ha fornito le sue dichiarazioni, che verranno utilizzate nell'inchiesta. Un incontro durato quasi dieci ore.

La ex sugli affari economici di Lavitola e il rapporto con Ranucci

Sull'inchiesta che ruota attorno all'attentato dinamitardo indagano i carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma e Frascati coordinati dalla Procura, titolare del fascicolo è il pubblico ministero Edoardo De Santis. Potenza, che conferma di essere la titolare del ristorante Cefalù a Monteverde, ha parlato degli affari dell'ex, dei suoi beni e dei suoi conti. Di come ad occuparsi di parte di essi sia Gomes Clesio Tavares.

Si tratta degli affari in Africa. Affari quelli di Lavitola sui quali gli investigatori passano la lente d'ingrandimento. Al momento, chiarisce la Procura, non è stata formulata l'ipotesi di riciclaggio. Potenza si è presentata in Procura con un fitto dossier. Nel frattempo gli inquirenti attendono i risultati delle analisi su telefonini e computer di Lavitola, al vaglio ci sono anche delle chat tra i due, in cui ci sarebbero dei "buchi" prima e dopo l'esplosione dell'ordigno.

L'attentato a Sigfrido Ranucci

Rispetto all'ordigno davanti all'abitazione dell'ex conduttore di Report Potenza ha invece detto che non ne sapeva nulla. La sera dei fatti alcune persone hanno fatto esplodere una bomba contenente circa un chilo di esplosivo sotto alle auto della famiglia Ranucci, parcheggiate davanti alla sua abitazione. La deflagrazione ha completamente distrutto due vetture e danneggiato il perimetro della villa, senza causare feriti. Valter Lavitola è stato individuato come mandante dell'attentato, poi reo confesso.

La Procura sospetta invece che i presunti esecutori materiali sarebbero Pellegrino D’Avino, Antonio Passariello e Saverio Mutone, che si trovano in carcere e sono assistiti dagli avvocati Generoso Pagliarulo e Antonio Falconieri. Marika De Filippis si trova invece ai domiciliari. Lavitola, al quale il Tribunale del Riesame ha respinto la richiesta di scarcerazione con i domiciliari, ha detto che la sua intenzione era quella di "proteggere Sigfrido di un attentato del quale avevo avuto notizia". La difesa sostiene che l’idea della bomba sarebbe stata di Gomes e contesta anche il movente politico ipotizzato dalla Procura.

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