Nuovo bonus caldaia, quando può arrivare e a chi spetta: cosa sappiamo sugli incentivi per le pompe di calore

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A cura di Luca Pons
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Il governo ha 14 miliardi ‘extra’ da spendere in tre anni per affrontare la crisi energetica. Sarà “fondamentale” puntare anche sulle caldaie, come ha detto il ministro dell’Ambiente Pichetto Fratin, per sostenere chi vuole passare da una caldaia alimentata con combustibili fossili a una pompa di calore, che va a elettricità. Il bonus potrebbe essere inserito già prima della prossima legge di bilancio.

Nei prossimi mesi potrebbe scattare un nuovo bonus caldaie dedicato alle pompe di calore. Per il momento si tratta di ipotesi, supportate però dalle parole del governo. Il motivo è che l'Italia, a partire da settembre-ottobre, avrà a disposizione circa 14 miliardi di euro in più da investire in misure contro il caro energia. Sono esclusi, però, interventi diretti sui prezzi come tagli delle accise o bonus in bolletta. Bisogna puntare sulla transizione verde, per ridurre le emissioni inquinanti (e risparmiare): per il ministro dell'Ambiente Pichetto Fratin sarà "fondamentale" puntare sulle caldaie, per assistere chi vuole sostituire un mezzo alimentato a gas con una pompa di calore elettrica.

Sui soldi a disposizione bisogna fare alcuni chiarimenti. Non si tratta di fondi europei: l'Unione europea ha concesso, su richiesta di alcuni Paesi, la possibilità di ‘sforare' rispetto ai rigidi paletti fissati per i conti pubblici. In sostanza, gli Stati potranno indebitarsi più di quanto gli sarebbe normalmente consentito, se lo fanno per investire in misure contro la crisi energetica e per la transizione green.

Il governo Meloni ha già chiarito che intende farlo: in autunno chiederà al Parlamento di autorizzare uno scostamento di bilancio (ovvero una spesa in più rispetto a quelle previste a inizio anno) che potrà valere fino allo 0,6% del Pil, ovvero circa 14 miliardi di euro. Questa somma andrà però divisa nell'arco del 2026, 2027 e 2028. Insomma, non si può usare tutta in un unico maxi-provvedimento.

Chi potrà ottenere il bonus caldaie per le pompe di calore

Su come si possano usare i fondi in questione, la Commissione europea ha stilato una comunicazione molto dettagliata, sottolineando che si dovranno rafforzare "la sicurezza strutturale e la resilienza del sistema energetico" accelerando "la transizione dai combustibili fossili". Proprio per questo, il primo punto citato è "il sostegno alle famiglie e alle imprese per ridurne la dipendenza dai combustibili fossili e promuovere la decarbonizzazione, comprese le misure volte ad accelerare l’elettrificazione dei settori di uso finale". E nella tabella degli esempi si legge esplicitamente: "Sovvenzioni per sostituire le caldaie a combustibili fossili con alternative pulite, come le pompe di calore".

Si tratta solo di esempi, e non di una legge, certo. Ma danno una direzione chiara. Tanto più che il ministro Pichetto Fratin, intervistato dal Quotidiano nazionale, il 19 agosto ha detto che il "passaggio dalle caldaie che utilizzano fossile all'utilizzo di energia elettrica" è "l'azione direi fondamentale che si può fare rispetto alle famiglie e ai fabbricati".

L'intenzione, quindi, c'è tutta. Con i nuovi fondi a disposizione dovrebbe arrivare un bonus caldaie. Per il momento possiamo presupporre che i requisiti principali saranno:

  • Avere una caldaia alimentata a combustibili fossili, come gas, Gpl o gasolio
  • Sostituirla con una pompa di calore, passando quindi a consumare più elettricità e meno fonti fossili

Già dal 2025 è diventato impossibile utilizzare bonus edilizi per l'installazione di una caldaia a gas, o comunque con combustibili fossili. Questo sarebbe il passaggio successivo: un incentivo a sostituirle. Non è ancora noto quale potrebbe essere l'entità del bonus, né se ci saranno altri requisiti, ad esempio di tipo economico. La Commissione europea però ha ricordato che sono esclusi "i sostegni basati sul reddito", perché questi 14 miliardi non hanno lo scopo di finanziare misure sociali, ma investimenti green. D'altra parte, anche per i bonus edilizi in passato non è mai stato necessario rientrare in una certa fascia di Isee o di reddito per beneficiare dello sconto fiscale.

Quando può partire il bonus

Più complicato stabilire esattamente quando il nuovo bonus potrebbe essere varato. Come detto, in autunno il Parlamento sarà chiamato ad approvare lo scostamento di bilancio. Il governo Meloni avrà a disposizione dei fondi da utilizzare principalmente nel 2027 e nel 2028, visto che quest'anno sarà ormai vicino al termine.

La legge di bilancio andrà presentata alla Camera, nella sua prima versione ufficiale stilata dal governo, entro il 20 ottobre. Nei due mesi successivi ci sarà tempo per modifiche e stravolgimenti, ma è difficile immaginare che un provvedimento importante come quello contro il caro energia sarà affidato a un emendamento.

Le strade, per il momento, sembrerebbero due. La prima: inserire il pacchetto energia (incluso l'eventuale bonus caldaie per le pompe a calore) nella manovra 2027. La seconda: anticipare i tempi con un provvedimento ad hoc, magari un decreto-legge da affidare poi al Parlamento con tempi più rapidi e meno margini di incertezza rispetto alla legge di bilancio. In entrambi i casi, comunque, è probabile che il bonus sarebbe concretamente operativo solo dall'anno prossimo.

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